venerdì 6 novembre 2009

RIVOLUZIONE NEI SERVIZI PUBBLICI LOCALI

NAPOLI: Dalla riforma una vera rivoluzione nei servizi pubblici locali

Il sì del Senato porta a una "rivoluzione" nei servizi pubblici locali. Così si è espresso il vicepresidente dei deputati del PdL e vicepresidente vicario dell’Anci, Osvaldo Napoli. "Aveva ragione Churchill quando ironizzava sulla sinistra che progetta le riforme e la destra che le realizza.

Così è stato per i servizi pubblici locali, una foresta pietrificata mai scalfita da nessuna riforma. Con l’articolo 15 del decreto sugli obblighi comunitari è stato per la prima volta definito un quadro di regole in grado di intrecciare la tutela dei diritti essenziali dei cittadini con l’efficienza e la concorrenza di servizi fino a oggi gestiti per lo più in regime di monopolio dai Comuni. Con le norme approvate oggi si apre ai soggetti privati un mercato finora ingessato, e si avvicinano gli obiettivi di servizi più efficienti con costi sensibilmente ridotti per la Pubblica amministrazione. Provvedimenti come questo sono destinati a provocare effetti benefici sulle finanze pubbliche pari se non superiori a diverse manovra di bilancio. La sinistra sbaglia a demonizzare la liberalizzazione nella gestione dei servizi idrici. La proprietà delle fonti idriche rimane saldamente in mano pubblica e i gestori, privati o pubblici che siano, sono vincolati al rispetto di contratti di servizio come accade in ogni Paese europeo. La sinistra ha perso una buona occasione per fare una riforma condivisa, sempre invocata ma poi, in fondo, temuta".

la giustizia a volte e' ineccepibile

CICCHITTO: La sentenza di Milano che scagiona Pollari è ineccepibile

"La sentenza di Milano e’ ineccepibile per varie ragioni: la prima e’ costituita dal fatto che essa conferma il principio che il segreto di stato non e’ uno scudo ma un vincolo che lega i funzionari dello Stato al silenzio, per cui essi non sono in condizione di difendersi".

Lo ha dichiarato Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati del Pdl, in merito al caso Abu Omar. "Sappiamo che il Generale Pollari ha svolto il ruolo di servitore dello Stato in una fase difficilissima, marcata dall’offensiva cruenta del terrorismo islamico, cosa dimenticata, rimossa e volutamente rovesciata da alcuni giornalisti e da qualche pm. E’ stato ripagato per la meritoria azione svolta trascinandolo in tribunale. Questa sentenza blocca le forzature che sono state tentate".

Altre volte lascia a desiderare


BONIVER: L'estradizione di Battisti renderà onore alla giustizia

"Siamo certi che la Corte Suprema brasiliana esaminera’ con la massima scrupolosita’ la richiesta di estradizione del pluriassassino Cesare Battisti e che l’estradizione verra’ alla fine concessa all’Italia.

Questo atto dovuto non e’ affatto un ’trofeo’, come sostiene l’impunito Battisti, ma al contrario rendera’ onore alla verita’ e alla giustizia ed anche ai parenti delle vittime da Battisti giustiziate". Lo ha affermato, in una nota, Margherita Boniver, deputato del Pdl e presidente del Comitato Schengen.

DOPO VENT'ANNI RESTISTE ANCORA IL MURO COMUNISTA?

OLTRE OGNI MURO" - Ventennale dalla caduta del Muro di Berlino
Un muro di cartone su cui i ragazzi potranno scrivere i loro pensieri ed esprimere i propri auspici sull’Europa che verrà, e dopo, come il 9 novembre del 1989, quel muro sarà simbolicamente abbattuto. E’ quanto avverrà tra sabato, domenica e lunedì in oltre 100 piazze d’Italia alle manifestazioni organizzate dalla Giovane Italia e dal Pdl, per commemorare il ventesimo anniversario della caduta del Muro di Berlino.

Per l’occasione, nelle varie piazze sarà allestito un palco dove si esibiranno gruppi musicali emergenti, suonando anche musica tipica europea, e interverranno dirigenti ed esponenti locali e nazionali del Popolo della Libertà.
La manifestazione di Roma, in programma sabato 7, si terrà in piazza San Lorenzo in Lucina e vedrà la partecipazione tra gli altri del ministro della Gioventù e presidente della Giovane Italia, Giorgia Meloni, e del sindaco di Roma, Gianni Alemanno. Sarà organizzato un concerto e si potranno degustare prodotti tipici europei.
Ancora sabato, a Milano sarà Piazza Duomo a fare da palcoscenico alle iniziative del Pdl, con la presenza del ministro della Difesa e del coordinatore nazionale del partito, Ignazio La Russa. Domenica 8, iniziative in piazza e altre serate a tema saranno organizzate a Palermo e a Catania. Mentre lunedì 9 a Napoli la ricorrenza si celebrerà in Piazza Santa Lucia.
Sul sito www.ilpopolodellaliberta.it e le info con gli appuntamenti di tutte le città.

BERLUSCONI GESTISCE CON SUCCESSO GLI AFFARI NAZIONALI

FINANCIAL TIMES: Funziona la politica del ''cucù'' di Berlusconi

La "politica del cucu", il modo scherzoso e fuori da ogni protocollo con cui Silvio Berlusconi e’ sbucato da dietro una fontana per accogliere la cancelliera tedesca Angela Merkel a Trieste, funziona.


Ad affermarlo e’ il ’Financial Times’ che riconosce al nostro Presidente di "aver gestito con successo affari nazionali e suoi personali, interessi ai margini dell’Unione europea. Operando ai limiti dell’Europa, nel suo modo scaltro, Berlusconi sta battendo sul tempo gli altri costruendo rapporti commerciali e nel settore dell’energia, in particolare con Libia, Russia e Turchia".


"La politica del cucu’ puo’ non funzionare bene con alcuni rigorosi leader europei, ma si e’ dimostrata efficace con il britannico Tony Blair, sostenuto da Berlusconi nel suo tentativo di diventare il primo presidente dell’Europa, e ora paga i dividendi con Muammar Gheddafi, Vladimir Putin e Recep Tayyp Erdogan". In particolare, la "visita privata" di Berlusconi a Putin il mese scorso, occasione per promuovere contratti per Fiat, Finmeccanica, e per accelerare il progetto per il gasdotto South Stream, per il trasporto del gas russo in Europa attraverso la Turchia.
La conferma del successo del nostro Premier arriva dall'America

OBAMA A BERLUSCONI: Caro Silvio, grazie

"Caro Silvio, grazie per la tua presenza a New York e a Pittsburgh in settembre, apprezzo l’incontro avuto con te a margine dell’Assemblea generale dell’Onu sulle missioni di pace e anche il tuo sostegno negli sforzi comuni per affrontare le sfide economiche globali al Vertice G-20 di Pittsburgh".

È il Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, a scrivere al Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. E crolla così, miseramente, un’altra fandonia della sinistra contro il premier. I critici avevano dipinto, infatti, un rapporto tormentato e diffidente di Obama con Berlusconi, minato dall’amicizia tra il Presidente del Consiglio e il precedente inquilino della Casa Bianca, George W. Bush, e da certe presunte "gaffe" che poi si riducono a un’innocente battuta su Obama "abbronzato" e alle interpretazioni malevole di una foto che ritrae i coniugi Barack con Berlusconi. Fandonie, malizie, insinuazioni. Falsi. "L’Italia ... ha scritto Obama a Berlusconi ... può essere particolarmente orgogliosa per avere guidato il ritorno dell’Europa al peacekeeping e per avere ospitato il Centro di eccellenza delle unità di polizia per la stabilità (CoESPU)". Il Presidente americano aggiunge di essere stato "colpito dall’enfasi che tu, Silvio, hai voluto porre sulla necessità che i peacekeeper ottengano e conservino l’appoggio delle popolazioni locali, e credo che possiamo trarre lezioni importanti per le operazioni dell’Onu dai successi ottenuti nelle molte missioni della Nato e della UE". Obama ribadisce il suo impegno nei rapporti con l’Italia e anche negli organismi internazionali a proseguire il dialogo iniziato a New York "in modo da lavorare insieme per rispondere meglio alle esigenze dei peacekeeper sul terreno".

Ma Obama non si limita a elogiare l’Italia sulle missioni di pace delle Nazioni Unite. "Dobbiamo agire insieme ... scrive ancora a Berlusconi ... per assicurare una ripresa economica globale che crei posti di lavoro e al tempo stesso prevenga il riemergere di quegli squilibri e abusi che hanno contribuito alla crisi attuale". In particolare, il Presidente USA evoca la strategia italiana di regole certe per i mercati internazionali, dicendo che è necessario realizzare un quadro, per una crescita forte, sostenibile ed equilibrata. E aggiunge che vanno rafforzati i regolamenti e la supervisione finanziari. Cioè, tutti punti di forza della proposta italiana di risposta alla crisi con misure strutturali di lungo termine, elaborati dal governo Berlusconi sia nel G20, sia nel G8. E infine, non è scontato e non è solo formale, il ringraziamento ribadito da Obama per la leadership di Berlusconi della Presidenza italiana del G8 quest’anno. Il tono e il contenuto della lettera, che non sono quelli standard usati in questi casi (troppi riferimenti specifici al ruolo dell’Italia e a Silvio Berlusconi), sono soltanto la conferma di un rapporto tra i due leader che è cominciato con la lunga visita di lavoro a Washington e poi si è rafforzato nelle occasioni multilaterali d’incontro in Europa come in America. "Ho stabilito un ottimo rapporto personale con il presidente stesso e col suo staff ... ha commentato poi il Presidente Berlusconi -. Lavoriamo in maniera molto positiva

Ma le soddisfazioni maggiori arrivano da casa, anzi dalle case.....

BERLUSCONI: La ricostruzione post-terremoto in Abruzzo non grava sulle tasche degli italiani
"La ricostruzione post-terremoto in Abruzzo e’ avvenuta senza mettere le mani nelle tasche degli italiani. Gli italiani non hanno rinunciato assolutamente a nulla quello che stiamo realizzando e’ frutto di risorse derivate dall’abolizione di spese, di sprechi e di privilegi".

Lo ha dichiarato il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, in occasione della consegna di un nucleo di case a Fossa in collegamento con ’La vita in diretta’. "Questo contrariamente a quanto si era fatto in tutte le altre occasioni, pensiamo che per il terremoto dell’Irpinia ancora oggi c’e’ una accisa che si paga sulla benzina. Qui, in Abruzzo, il governo e’ riuscito a produrre uno sforzo eccezionale anche dal punto di vista dei costi, con appalti anche per imprese europee, ma con l’impegno a che il 50% dei lavoratori fossero abruzzesi. Questo sforzo e’ avvenuto senza appesantire di nulla le tasse e, quindi, senza mettere le mani nelle tasche degli italiani

L'INPS VEDE ALL'ORIZZONTE LA RIPRESA

Dal sito del PdL per I FATTI DEL BUONGOVERNO riportiamo l'articolo : Dall'occupazione conferme di ripresa

I dati forniti dall’Inps sull’andamento della cassa integrazione ordinaria ed in deroga, rappresentano in modo plastico la situazione economica nazionale, fotografata dal capo dello Stato: ci sono segni di ripresa, ma non bisogna scendere nel facile ottimismo. Esattamente la linea che il governo sta portando avanti con la legge finanziaria.


Cosa dice l’Inps? Che la richiesta da parte delle aziende di cassa integrazione ordinaria è diminuita di quasi il 10% in ottobre, rispetto a settembre. Una circostanza non secondaria e destinata a segnare una svolta. Il termine "autunno caldo", mutuato dal lessico sindacalese, deriva proprio dal costante aumento di richiesta della cassa integrazione in ottobre, rispetto a settembre. Se quest’anno, questa richiesta rallenta è sintomo evidente che le imprese riescono a soddisfare la domanda di produzione di beni senza ricorrere ad un alleggerimento del personale. Cioè, si stanno manifestando a livello manifatturiero (la cassa integrazione ordinaria è rivolta essenzialmente alle imprese che operano in questo settore) quei "segni di ripresa" a cui fa riferimento Napolitano.


L’Inps, però, con i suoi numeri rivela che la cassa integrazione "in deroga" cresce del 700 per cento su base annua. A giudicare dalla cifra sembrerebbe "un’esplosione" di questa forma di ammortizzatore sociale. Con un particolare. Fino ad un anno fa questo strumento, proprio perché chiamato "in deroga", non esisteva; od aveva un utilizzo limitatissimo. Ora, invece, grazie agli 8 miliardi messi a disposizione dal governo, consente di dare sostegno al reddito a figure professionali che non erano ammesse alla cassa integrazione ordinaria.
Ne consegue che un dato come l’incremento del 700% di per sé è insignificante, visto che questa forma di ammortizzatore sociale non esisteva in precedenza. E conferma come il governo abbia operato nella direzione migliore possibile per estendere le garanzie sociali a chi ne era in precedenza sprovvisto. Un’ulteriore conferma della validità di questa strategia (ispirata al principio: nessuno verrà lasciato indietro) viene dai dati europei sulla disoccupazione, che indicano come l’Italia abbia un tasso di disoccupazione inferiore non solo alla media europea, ma anche a quello registrato nei Grandi Paesi Ue, come Francia, Spagna e Germania. A riprova di come il governo abbia ben operato di fronte alla crisi.

mercoledì 4 novembre 2009

BERTONE: "L'EUROPA CI LASCIA SOLO LE ZUCCHE"

Per L'ARTICOLO DELLA SETTIMANA dal 2 all'8 Novembre, riportiamo il commento amaro del Card.Bertone pubblicato su l'Avvenire, riguardo alla miope e repressiva Sentenza con la quale la Corte di Strasburgo vieta la presenza del Crocifisso nelle aule scolastiche italiane

CROCIFISSI, BERTONE: "L'EUROPA CI LASCIA SOLO LE ZUCCHE"

"Io dico che questa Europa del terzo millennio ci lascia solo le zucche delle feste recentemente ripetute e ci toglie i simboli più cari. Questa è veramente una perdita": lo ha detto il segretario di Stato vaticano, card. Tarcisio Bertone a proposito dela sentenza di Strasburgo. "La nostra reazione - ha aggiunto - non può che essere di deplorazione" e "ora dobbiamo cercare con tutte le forze di conservare i segni della nostra fede per chi crede e per chi non crede".

"Abbiamo ascoltato tante voci - ha affermato il porporato - e anche l'eco del dolore di chi si sente un pò tradito nelle sue proprie radici pensando che questo simbolo religioso è simbolo di amore universale, non di esclusione ma di accoglienza. Questo credo che sia l'esperienza di tutti".

"Io dico purtroppo - ha aggiunto Bertone che ha preso parte a una conferenza stampa presso l'ospedale Bambin Gesù - che questa Europa del terzo millennio ci lascia solo le zucche delle feste recentemente ripetute prima del primo novembre e ci toglie i simboli più cari". Secondo il porporato inoltre "tutte le nostre città, le nostre strade, le nostre case, le scuole" presentano simboli religiosi come il crocifisso e dunque, ha chiesto, "dobbiamo togliere tutti i crocifissi? Penso a tutte le opere d'arte che presentano il crocifisso e la Pietà, mi domando se questo è un segno di ragionevolezza oppure no". Il segretario si Stato ha poi detto ai giornalisti di non aver ancora sentito l'opinione del Papa sul tema. "Lo vedrò domani", ha affermato.


LA SENTENZA DELLA CORTE
Gianluca Cazzaniga

La Corte europea dei diritti dell’uomo ha emesso ieri una sentenza provvisoria contro l’Italia per la presenza dei crocifissi nelle aule scolastiche, giudicata una violazione sia della libertà religiosa dei bambini che del diritto dei genitori di educare i loro figli alla luce delle loro convinzioni religiose. A parere della Corte di Strasburgo l’Italia ha violato l’articolo 2, protocollo 1 (diritto all’istruzione) e l’articolo 9 (libertà di pensiero, di coscienza, di religione) della Convenzione per i diritti dell’uomo. I giudici della Corte avevano già emesso alcune sentenze in materia di diritto all’educazione e di libertà religiosa, ma questa è la prima che riguarda la presenza dei simboli religiosi nelle scuole. Una camera composta da sette giudici della seconda sezione della Corte, tra cui l’italiano Vladimiro Zagrebelsky, ha condannato all’unanimità il governo italiano a pagare un risarcimento di 5 mila euro per danni morali alla cittadina italiana che ha sollevato il caso. Per ora si tratta di una sentenza provvisoria e il giudice Nicola Lattieri, che difende l’Italia davanti alla Corte di Strasburgo, ha già dichiarato che il governo vuole chiedere il rinvio alla Grande Camera della Corte per riaprire la partita.
Se il ricorso del governo non fosse accolto, la sentenza emessa ieri diverrebbe definitiva dopo tre mesi. Quindi spetterebbe al Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa decidere, entro sei mesi, quali azioni il governo italiano dovrebbe prendere per non incorrere in ulteriori violazioni legate alla presenza dei crocifissi nelle aule scolastiche. La vicenda approdata a Strasburgo nasce dalla battaglia giudiziaria avviata anni fa da Soile Lautsi, cittadina italiana di origini finlandesi, sposata con un professionista padovano e madre di due figli. Nel 2002 i due ragazzi frequentavano la scuola media statale "Vittorino da Feltre" di Abano Terme. Nelle aule scolastiche, come succede da secoli in ogni istituto scolastico del nostro Paese, c’era il crocifisso appeso dietro la cattedra.

La signora Lautsi, convinta sulla base di chissà quale teoria, che la presenza del simbolo cristiano in classe fosse contrario a quella laicità a lei tanto cara - o forse si tratta di laicismo – andò a scuola a protestare, invocando un parere della Cassazione del 2000, secondo cui la presenza dei crocifissi nelle cabine elettorali sarebbe contrario al principio della laicità dello Stato. Nel maggio del 2002 il preside della "Vittorino da Feltre" decise di lasciare i crocifissi nelle aule. Un approccio in seguito raccomandato anche da una direttiva del ministero dell’Educazione. Non contenta, la signora Lautsi decise di presentare ricorso al Tar del Veneto, che nel gennaio del 2004 rinviò il caso alla Corte costituzionale per stabilire se la presenza dei crocifissi nelle aule scolastiche fosse conforme o meno ai principi sanciti nella Costituzione italiana. Nel marzo del 2005 l’Alta corte rigettò le istanze sollevate dalla caparbia italo-finlandese, giudicando che il crocifisso è sia il simbolo della storia e della cultura italiana e, quindi, della stessa identità nazionale; sia il simbolo dei principi di uguaglianza, libertà, tolleranza. Nonché della laicità dello Stato. Anche il Consiglio di Stato, nel febbraio del 2006, respinse il ricorso presentato da Soile Lautsi. Ieri, invece, ignorando completamente i pronunciamenti dei giudici italiani, la Corte di Strasburgo ha dato ragione alla signora Lautsi. «La presenza del crocifisso, che è impossibile non notare nelle aule scolastiche, potrebbe essere facilmente interpretata dagli alunni di ogni età come un simbolo religioso», si legge nel comunicato diffuso dalla Corte europea dei diritti dell’uomo. «Questo potrebbe essere incoraggiante per gli alunni religiosi, ma allo stesso tempo potrebbe disturbare gli alunni atei o quelli che praticassero altre religioni, specialmente se appartenessero a minoranze».

I giudici (tra cui l'italiano Zagrebelsky). I sette giudici autori della sentenza sono: Francoise Tulkens (Belgio, presidente), Vladimiro Zagrebelsky (Italia), Ireneu Cabral Barreto (Portogallo), Danute Jociene (Lituania), Dragoljub Popovic (Serbia), Andras Sajò (Ungheria), e Isil Karakas (Turchia).

LE REAZIONI
Pier Luigi Fornari

Ricorso del governo alla "Grande chambre" contro la sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo sul crocifisso nelle scuole. Lo annuncia il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, mentre dal mondo politico si leva un coro bipartisan di critiche. Voci discordanti nel Pd, ma il neosegretario Pierluigi Bersani attesta il partito sul rispetto di «un’antica tradizione» che «non può essere offensiva per nessuno». In prima fila a stigmatizzare il pronunciamento della Corte il top del Parlamento. Esprime la sua «più grande amarezza», il presidente del Senato, Renato Schifani, nel timore dell’«errore drammatico» di fare dell’Europa «uno spazio vuoto» di simboli e di tradizioni. E alla Camera, Gianfranco Fini si augura, in attesa di leggere le motivazioni, che la sentenza «non venga salutata come giusta affermazione della laicità» ben diversa dalla «negazione, propria del laicismo più deteriore, del ruolo del cristianesimo».

Tutto il governo si schiera contro Strasburgo. Il crocifisso è «un simbolo della nostra tradizione», evidenzia la Gelmini, avvertendo che nessuno «riuscirà a cancellare la nostra identità», e ipotizzando anche un contrasto con il riconoscimento costituzionale del valore particolare al cattolicesimo. «Un pessimo precedente anche per le altre religioni», osserva il ministro degli Esteri, Franco Frattini. «Un duro colpo alla coabitazione europea», per il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi. «Un atto di stupidità», rincara il ministro dell’Interno, il leghista Roberto Maroni. «Incomprensibile», per Paolo Bonaiuti, vicinissimo al premier.

«Decisioni», prende posizione il Pdl con il suo coordinatore, Sandro Bondi, che allontanano dall’idea dell’Europa posta a fondamento da De Gasperi, Adenauer e Schuman, per cui «di questo passo il fallimento politico è inevitabile», Lo affiancano i vertici parlamentari. «Non resteremo inermi», ammonisce al Senato Maurizio Gasparri, sollevando l’interrogativo «se sia ancora il caso di tenere in piedi alcune istituzioni tanto costose». «L’Europa non può andare dietro ai fanatici», dichiara alla Camera Fabrizio Cicchitto, esprimendo «fortissime perplessità» anche di chi è laico. Critiche condivise dai pidiellini, dal senatore Gaetano Quagliariello al deputato Raffaello Vignali, da autorità locali come Roberto Formigoni e Letizia Moratti. E per una voce autorevole degli ex di An, il sottosegretario Alfredo Mantovano, la sentenza è «ingiusta», «profondamente stupida». «L’affermazione di un pregiudizio», evidenzia il vicepresidente della Camera, Maurizio Lupi.
«Contro il sentimento dei nostri popoli», aggiunge, per una Lega non meno contraria, il presidente dei deputati, Roberto Cota. Organismi europei sempre «più distanti» dalla volontà dei nostri popoli, conferma l’omologo al Senato Federico Bricolo.

Nonostante l’invito di Bersani a non sacrificare il «buon senso» al «diritto», nel Pd non sono in pochi ad apprezzare la sentenza: Barbara Pollastrini, Debora Serracchiani, Vittoria Franco, Vincenzo Vita...Vanno difese, obietta però Paola Binetti, le tradizioni italiane «di fede e di cultura». «Il crocefisso non può essere considerato un segno di divisione», nota Emanuela Baio. «Non offende nessuno, se non gli intolleranti», rimarca, ormai fuori dal Pd, Francesco Rutelli.
«Sentenza aberrante», osserva per l’Udc, il presidente Rocco Buttiglione, in descredito grave della costituzione europea e dell’integrazione. «La prima conseguenza della pavidità dei governanti europei, che si sono rifiutati di menzionare le radici cristiane», asserisce il leader Pier Ferdinando Casini. Non risponde «alla domanda di laicità» per Massimo Donadi dell’Idv, dove pure non mancano applausi a Strasburgo.

da Avvenire del 04.11.2009

LA SENTENZA SUL CROCIFISSO RAFFORZA L'EURABIA

RONCHI: La sentenza di Strasburgo sul crocifisso è sconcertante

"Quella della Corte di Strasburgo sui crocifissi nelle aule scolastiche è una sentenza che sconcerta e personalmente mi addolora, perché fa capire quanto sia pericolosa l`ondata laicista che attraversa l`Europa". Lo ha dichiarato il ministro per le Politiche europee Andrea Ronchi, nel suo intervento a La telefonata, la rubrica di Maurizio Belpietro in onda su Mattino 5.

"Io credo sia una sentenza che allontana i cittadini dall`Istituzione europea. Il Crocifisso non è soltanto un simbolo culturale e religioso dell`Italia.È un patrimonio proprio di tutto il nostro Continente. Evidentemente, l`Europa ancora non si è fatta. Si è pensato a dare vita ad un`Europa economica, ma non a mettere insieme le radici profonde, l`identità distintiva. Questa sentenza ne è l`incontrovertibile dimostrazione". Conseguenze? "Per quanto mi riguarda nessuna. Il Crocifisso non si toccherà mai e poi mai da nessun luogo laico o non della nostra Italia.

C`è il ricorso presentato dal governo, ma più importante è però il segnale preoccupante di un connotato antispirituale di questa Europa, rappresentato in particolare da alcuni Paesi. Oltre all`allarme sulle questioni sociali aperte dalla crisi economica, si deve ben valutare anche il grido di dolore sull`avanzata del relativismo etico lanciato dal Papa qualche tempo fa". Adesso, conclude Ronchi, "non credo che l’Italia possa essere multata. Anche se non è una mia competenza specifica, io penso che non si arriverà a tanto. Può esserci un ammonimento. Ma la battaglia condotta da alcuni paesi d`Europa non è per una multa: è molto più importante, più profonda, è una battaglia culturale antireligiosa".

VALDUCCI: Con la sentenza di Strasburgo diventiamo "Eurabia" in fretta

"Aveva ragione Oriana Fallaci: stiamo diventando Eurabia". Lo ha affermato Mario Valducci, Presidente della Commissione Trasporti della Camera e Responsabile vicario Enti Locali del PDL, commentando la decisione della Corte di Strasburgo sui crocefissi nelle aule.

"La sentenza della Corte di Strasburgo sul crocifisso nelle aule rafforza i timori di un’Europa senza tradizioni, preda di religioni e usi che non le appartengono. Vorrei che la stessa attenzione la Corte di Strasburgo la dedicasse alle scuole coraniche, e magari anche al burqa tradizione in palese contraddizioni con molte legislazioni europee."

MAURO: Tutte le forze politiche sostengano il ricorso contro la decisione della Corte di Strasburgo

“Un’autentica integrazione civile non può prescindere da una proposta educativa che abbia il coraggio e l’ambizione di proporre a tutti gli studenti i punti di riferimento che fondano la nostra società” .

Lo ha affermato in una nota il presidente dei Deputati del Popolo della Libertà al Parlamento europeo, Mario Mauro, che ha commentato la sentenza della corte europea dei diritti dell’uomo sui crocifissi nelle scuole. “Siamo di fronte ad una sentenza che è il manifesto politico di chi vuole il declino definitivo di un progetto che ci ha regalato più di 50 anni di pace e benessere, in nome di un’ideologia che ha come obiettivo quello di privare un popolo della propria identità e di consegnare tutti i cittadini europei alla dittatura del nulla. Auspico che tutte le forze politiche italiane ed europee sostengano senza esitazioni il ricorso che verrà presentato dal Governo italiano contro una sentenza degna del peggior regime totalitario.”