martedì 6 aprile 2010

BERLUSCONI RINNOVA L'IMPEGNO PER L'AQUILA

BERLUSCONI: Così continueremo il nostro impegno all'Aquila

Riportiamo l'’intervento di Silvio Berlusconi su "Il Giornale" a un anno dal terremoto che sconvolse L’Abruzzo.

Signor Presidente, signor Sindaco, signori Consiglieri,

Intendo testimoniare a tutta la cittadinanza e alle Istituzioni aquilane la vicinanza del Governo anche nella circostanza del primo anniversario del terremoto che, in questa notte di un anno fa, ha sconvolto la città e tanti altri Comuni dell’Alto Abruzzo, provocando distruzione, dolore e morte.

Voglio confermare, questa sera, che nulla è cambiato nel coinvolgimento del Governo e dell’intero Paese nella vicinanza alla popolazione, nella condivisione della sofferenza che ha attraversato i cuori e le menti di tutti gli aquilani, nella solidarietà attiva ed operosa con i cittadini dei centri colpiti dal sisma, che si sono manifestate già nelle prime ore del 6 aprile di un anno fa e sono proseguite senza soluzione di continuità sino ad oggi. Ho condiviso, a titolo personale ed istituzionale, tutti i momenti di questa tragedia, dal dramma dei soccorsi prestati nelle prime ore per strappare alle macerie i feriti, per recuperare i corpi delle vittime, per non lasciare nessuno solo, per alleviare con immediatezza i disagi di chi in quella notte aveva perso tutto, fino ai momenti di mesta serenità che hanno accompagnato, a partire dai primi mesi dell’autunno, la consegna delle nuove abitazioni alle famiglie che avevano perso la casa insieme alla speranza di poterla restaurare e mettere in sicurezza con interventi tecnicamente adeguati e rapidi.

Un anno è passato dal terremoto, un periodo troppo breve per sanare le ferite aperte un anno fa nella mente, nel cuore e nel fisico di chi ha vissuto quel dramma, per mitigare i disagi inferti alla vita delle comunità colpite, per ridurre le attese e le incertezze che accompagnano l’aspirazione ad una vita serena di tante famiglie.

In un anno siamo stati in grado di far fronte alle urgenze immediate, con una mobilitazione straordinaria imperniata sulla capacità da tutti riconosciuta della nostra Protezione Civile, che insieme al Governo e in permanente collaborazione operativa con le Amministrazioni della Regione, della Provincia e dei Comuni, in particolare quello dell’Aquila, ha permesso di far fronte alle necessità di assistenza alle oltre 70.000 persone sfollate, procedendo fin da prima dell’estate ad una attività di costruzione di nuove strutture, abitative e non solo, indispensabili per non obbligare gli abitanti dell’Aquila e degli altri centri più piccoli ad una diaspora che sarebbe stata esiziale per il futuro della città e degli altri Comuni del cratere.

In tempi davvero impensabili, abbiamo realizzato alloggi per oltre 20.000 persone, pensati come abitazioni di transizione per evitare agli aquilani il calvario dei containers e delle altre soluzioni di fortuna utilizzate in tutti i precedenti disastri sismici verificatisi nel nostro Paese.

Abbiamo consentito che la scuola riprendesse in tutti i Comuni del cratere in tempo utile per non perdere l’anno scolastico, per evitare che la scuola dei figli diventasse un motivo di emigrazione delle famiglie. Abbiamo ripristinato i servizi essenziali, approntato i siti per le attività istituzionali e le strutture per consentire alle comunità dei credenti di non disperdersi.

Tutto questo, pur impressionante per quantità di risorse umane e finanziarie impegnate, non poteva bastare a riportare indietro il calendario ad una data precedente il 6 aprile dello scorso anno, né a considerare esaurito l’impegno del Governo e degli abruzzesi nell’opera di ricostruzione.

Il Commissario Gianni Chiodi, coadiuvato da Massimo Cialente come Vice Commissario - prosegue il premier nel messaggio - è subentrato a Guido Bertolaso quando la fase delle opere urgenti e prioritarie si è positivamente conclusa, con risultati che solo il tempo aiuterà a valutare nella loro straordinarietà. Il nuovo Commissario e le sue strutture hanno ora come priorità la ricostruzione della città dell’Aquila e degli altri centri terremotati. Si tratta di un impegno certo non più semplice di quello affrontato con grande generosità, competenza e dedizione da Guido Bertolaso e dai suoi collaboratori, insieme alle forze che la Protezione Civile ha saputo mobilitare da ogni parte d’Italia e coordinare in un impegno organico durato oltre dieci mesi. In questa nuova fase occorreva un segno che indicasse come, per la ricostruzione, la leadership debba necessariamente essere espressa dalle forze locali, dalle Istituzioni, dalle Amministrazioni, dalla società civile abruzzese.

Per ciò che era indispensabile nella prima emergenza, per ciò che risultava non differibile ed urgente abbiamo utilizzato le migliori professionalità disponibili nel Paese e la struttura di Governo più idonea alla gestione, creando una consuetudine di collaborazione e condivisione tra strutture statali, regionali e locali che ci ha permesso, nei mesi passati, di fare molto e nel migliore dei modi.

Nessuna scelta è stata compiuta, nessuna opera è stata progettata e realizzata senza la condivisione delle Amministrazioni abruzzesi, ma è stato il Governo ad assumere direttamente la responsabilità di rendere compatibili le scelte fatte con i tempi dettati dalle esigenze dei cittadini.

Ora occorre rovesciare lo schema, occorre che siano le Istituzioni abruzzesi e aquilane a farsi carico delle decisioni da adottare, della definizione delle priorità, delle condizioni affinché i programmi e i progetti abbiano tempi ragionevoli e certi. Il Governo non si defila, non abdica agli impegni presi, ma partecipa attivamente alla cordata a guida abruzzese che già é al lavoro per disegnare un percorso di ricostruzione credibile e serio.

Abbiamo già impegnato, rendendole disponibili, ingenti risorse per la ricostruzione. Adesso occorre che queste risorse vengano investite con sollecitudine, come è ugualmente necessario che i programmi futuri assumano la forma di progetti verificabili e quantificabili, in modo che la pretesa mancanza di certezza sulle risorse necessarie a completare la ricostruzione non diventi un alibi per carenze progettuali e per rinvii ingiustificati delle azioni immediatamente possibili.

L’impegno del Governo voglio affermarlo ancora è quello che ho esplicitato più volte nei mesi passati, di non far mancare all’Abruzzo e all’Aquila le risorse necessarie per ridare vitalità e futuro ai centri colpiti.

Le modalità con cui le risorse pubbliche necessarie verranno stanziate ed erogate dovranno tenere conto sia della necessaria gradualità degli interventi possibili, sia del rigore progettuale con cui le Istituzioni abruzzesi sapranno tradurre in realtà il desiderio dei loro cittadini di abitare di nuovo, in tutta sicurezza, i luoghi a loro cari, di fruire nuovamente degli spazi e degli edifici monumentali ed artistici della loro città, riprendendo pieno possesso dell’ambiente a loro sottratto dalla violenza del sisma.

Sono convinto che questo anniversario possa essere l’occasione per rinnovare solennemente l’impegno di lealtà e di collaborazione tra lo Stato, il Governo e la città dell’Aquila, una città che abbiamo imparato ad amare e a considerare patrimonio non solo degli aquilani ma di tutti i cittadini italiani.

Voglio, quindi, esplicitare con chiarezza il mio impegno personale e di Capo del Governo affinché questa attenzione e questa azione in favore delle popolazioni colpite dal sisma continui a tradursi nei risultati concreti e solleciti da tutti auspicati.

Credo sia questo il modo più concreto per essere vicini ai cittadini che hanno vissuto questa terribile esperienza, ai quali in questa occasione ci sentiamo uniti nel dolore del ricordo e nella determinazione della rinascita".
Silvio Berlusconi

LA LINGUA ITALIANA DISCRIMINATA DALLA U.E.

RONCHI: La lingua italiana è discriminata, al via il ricorso

"Le modalita’ con cui si svolgeranno i nuovi concorsi dell’Unione Europea sono inaccettabili. L’Italia non puo’ assistere passivamente all’affermazione di un trilinguismo di fatto e per questo il governo italiano e’ intenzionato a presentare ricorso. Non e’ cosi’ che si costruisce l’Europa".

Lo ha dichiarato il Ministro per le Politiche Europee, Andrea Ronchi, dopo la pubblicazione del nuovo bando di concorso dell’Ufficio di selezione del personale dell’UE (EPSO), il primo nel nuovo formato che dovrebbe selezionare in tempi rapidi i futuri funzionari europei.

"I nuovi concorsi EPSO, pur introducendo novita’ importanti per la selezione del personale delle istituzioni europee, come la minore durata dei concorsi, continuano a presentare una inammissibile discriminazione linguistica sia come prove di concorso che nella stessa compilazione della domanda (solo in Francese, Inglese e Tedesco). Il concorso recentemente pubblicato per amministratori ci risulta che preveda prove di pre-selezione da svolgere solo in una delle tre lingue privilegiate: inglese, francese o tedesco. Superato questo test, il bando richiede la conoscenza approfondita di una delle lingue ufficiali dell’Unione e la conoscenza soddisfacente di una seconda lingua da scegliere sempre tra francese, inglese o tedesco. Una penalizzazione nei confronti della lingua italiana che deve terminare".

martedì 30 marzo 2010

L'INTERVENTO DI BERLUSCONI AL VERICE DELLA LEGA ARABA

Dal sito del Pdl riportiamo l'intervento del Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, al Vertice dei Paesi della Lega Araba che si è tenuto a Sirte, in Libia, sabato 27 marzo 2010.


Leader della Grande Giamahiria, Le Loro Maestà, Le Loro Eccellenze i Signori Presidenti, Le Loro Altezze Reali i Signori Emiri, S.E il Signor Segretario Generale della Lega degli Stati Arabi, Distinti ospiti,

e’ per me un grande onore ed un privilegio, potermi oggi indirizzare a questo autorevole consesso. Consentitemi di rivolgere un particolare ringraziamento all’amico Leader della Grande Giamahiria, Muammar Gheddafi e all’amico Segretario Generale Amre Moussa per l’invito rivoltomi a partecipare a questo importante Summit.

Ho accolto immediatamente e con grande piacere l’invito ad essere qui oggi, anche in ragione degli storici e sempre attuali legami tra il mio Paese e gli Stati arabi.

’Italia intrattiene infatti, da sempre, degli speciali rapporti di amicizia e collaborazione con il Mondo Arabo, con tutti gli Stati e con le loro popolazioni.
A questo riguardo, permettetemi di rallegrarmi, in particolare, con l’amico Mohammar Gheddafi per l’eccellente collaborazione, a tutti i livelli, tra Italia e Libia. La firma del Trattato di Amicizia, il 30 agosto 2008 a Bengasi, ha segnato un momento storico per i nostri Paesi.
Consentitemi poi di sottolineare l’autorevolezza della Lega Araba in seno alla comunità internazionale. Un’ autorevolezza che sta consentendo all’organizzazione di svolgere un ruolo di primo piano negli scenari di crisi, sullo scacchiere mediorientale ed africano, dal Darfur, alla Somalia, allo Yemen. Sono queste regioni importanti, dove l’Italia sta facendo la sua parte e per le quali riteniamo essenziale il contributo della Lega Araba.

Devo poi ricordare il forte apprezzamento dell’Italia per lo spirito e l’impegno con cui la Lega Araba si sta adoperando per favorire la soluzione della crisi israelo-palestinese, tenendo viva una base di dialogo condivisa e una speranza di pace. Non possiamo però adesso non esprimere la nostra più profonda preoccupazione per una situazione che sembra ulteriormente deteriorarsi, come dimostrano anche gli eventi nella Striscia di Gaza.

Le forze contrarie alla pace sono all’opera e noi assistiamo ogni giorno - e da più parti - a gesti che alimentano il fuoco del radicalismo, mettendo in pericolo ogni possibilità di dialogo.

In questo contesto, abbiamo ribadito ad Israele che le recenti decisioni riguardanti gli insediamenti – specie a Gerusalemme Est - sono controproducenti e possono compromettere seriamente le possibilità di ripresa del dialogo. I fatti compiuti, annunciati alla vigilia della ripresa dei negoziati, certamente non sono di aiuto. Su questo punto auspichiamo che Israele ascolti la voce degli amici, come quella dell’Italia e degli Stati Uniti d’America.

Con lo stesso spirito – e l’attenzione che tradizionalmente ho riservato al Mondo Arabo mi consente di parlarvi come a fraterni amici – vi rivolgo oggi un appello a confermare e consolidare le posizioni moderate, lungimiranti e costruttive verso la pace e la sicurezza nella regione mediorientale.

Quelle posizioni, lo riconosco con piacere, che proprio la Lega degli Stati Arabi ha così responsabilmente espresso con la decisione di sostenere il Presidente Abbas nell’avvio dei negoziati indiretti tra le parti con la mediazione del Presidente Obama.

Sulla strategia da perseguire per riavviare il Processo di Pace, i Ministri degli Esteri dell’Unione Europea si sono già espressi l’8 dicembre scorso in modo equilibrato. Unione Europea e Stati Uniti sono in piena sintonia e il “Quartetto” è recentemente pervenuto a delle conclusioni precise che l’Italia sottoscrive pienamente.

La comunità internazionale ha assunto in questo modo una coesione mai raggiunta prima d’ora e si è fissata un’agenda che chiediamo alla Lega Araba di sostenere in una linea di continuità con l’“Iniziativa di pace araba”, iniziativa cruciale per il futuro della regione.

Credo molto nell’impegno del Presidente Obama e della sua Amministrazione. E’ questo il momento di dare una chance alla pace. Ne abbiamo la possibilità. Ne portiamo la responsabilità. Ne sentiamo l’urgenza.
Nessun Paese – nemmeno Israele - può vivere in isolamento. La porta della trattativa deve rimanere aperta. Chiuderla adesso significherebbe condannare - nuovamente - un’intera generazione di giovani allo scontro, anziché alla pacifica convivenza.
Non vediamo alternative alla soluzione dei due Stati, se non a prezzo di nuove crisi, nuove sofferenze, nuove tragedie, che colpirebbero anzitutto il popolo palestinese, già drammaticamente lacerato dagli eventi degli ultimi anni.

Non possiamo tollerare oltre la situazione di crisi umanitaria nella Striscia di Gaza: occorre dare una speranza a tutto il popolo palestinese.
Ci auguriamo pertanto che il Primo Ministro Netanyahu accolga l’appello rivoltogli da tutta la comunità internazionale a compiere gesti concreti e positivi per migliorare le condizioni di vita quotidiana dei palestinesi e dunque a contribuire ad un nuovo rapporto di fiducia tra le parti.

Di fronte alle sofferenze di tanti innocenti, continuo a sperare che sarete - e saremo - compatti nel fornire al Presidente Abbas e a tutti i Palestinesi un indispensabile sostegno - non solo politico ma anche economico - ed un messaggio di perseverante determinazione nella ricerca di una soluzione pacifica e responsabile con un orizzonte temporale di breve termine, al massimo di due anni, come è stato definito dalla recente dichiarazione del “Quartetto”.
Crediamo inoltre, come tutti, in una pace comprensiva che preveda la soluzione del conflitto con il Libano e la Siria, una soluzione che contempli anche il ritorno delle alture del Golan alla Siria.

Il Processo di Pace in Medio Oriente è naturalmente essenziale anche per garantire la stabilità e la prosperità economica nel Mediterraneo. In seno all’Unione Europea, l’Italia è attivamente impegnata a rafforzare la dimensione meridionale della proiezione europea, non solo sul piano politico ma anche sul piano delle risorse finanziarie da dedicare alle iniziative di collaborazione.

Pensiamo alle sfide odierne che soltanto insieme riusciremo a superare: da quelle energetiche e ambientali, a quelle poste dagli squilibri economici, finanziari e sociali, dalla gestione delle risorse naturali alla crescita demografica, ai crescenti flussi migratori.
Oltre alla cooperazione politica, dobbiamo alimentare anche il dialogo interreligioso e interculturale nel Mediterraneo “allargato”, e farlo in un modo che sia esemplare per altre parti del mondo.

Su questo tema, è importante saper raccogliere e coltivare le aperture del Presidente Obama nel suo discorso pronunciato al Cairo nel 2009. Dobbiamo dialogare nella comprensione reciproca e nella condivisione dei valori fondamentali del rispetto della persona che ci sono comuni.

Dobbiamo combattere la cieca intolleranza che troppo spesso prevale contro le minoranze.

Dobbiamo privare il terrorismo del terreno di coltura che lo alimenta e gli permette di continuare a reclutare seguaci. In proposito, riconosciamo al Leader Gheddafi e agli altri leader arabi che hanno saputo combattere i movimenti terroristici, doti di particolare fermezza.

Cari amici,

vi sono altri capitoli importanti per i quali è essenziale dialogare nel contesto della Lega Araba e insieme alla Lega Araba.
Come l’Irak, che ha bisogno di essere sostenuto per tornare a svolgere un ruolo positivo nella regione. Tanto più dopo i segnali incoraggianti delle recenti elezioni e ora che il ritiro delle forze armate occidentali è programmato entro pochi mesi.
L’evoluzione del dossier iraniano non appare invece incoraggiante. Un grande Paese dalla storia millenaria come l’Iran dovrebbe svolgere, nella regione e nelle sedi multilaterali, una leadership costruttiva anziché sfidare la comunità internazionale minacciando una pericolosa proliferazione nucleare. Vogliamo comunque sperare che alla fine la ragione e il buon senso riescano a prevalere.

I temi evocati, e altri ne potrei menzionare, riguardano ognuno di noi perché incidono sulla sicurezza e il benessere dei nostri popoli oggi e per le generazioni future.
Sono qui per testimoniare la partecipazione dell’Italia nell’affrontare queste sfide comuni, la nostra volontà di condividere valutazioni e delineare strategie da percorrere insieme.

Spero che i sentimenti di amicizia, di fiducia e di stima che ispirano il rapporto tra la Lega degli Stati Arabi, i popoli arabi e l’Italia possano costituire un esempio e favorire una più profonda comprensione reciproca tra il Mondo Arabo e l’Occidente.

Vi ringrazio per la Vostra amicizia e per la Vostra attenzione.

La vittoria del PdL cambia il quadro politico dell'Italia

VERDINI: la nostra vittoria cambia il quadro politico del Paese
"In queste elezioni ci siamo giocati la sostanza del Pdl, e Berlusconi la sua persona. Il risultato cambia la fisionomia politica del paese consegnandoci un risultato straordinario e dandoci la maggioranza nella Conferenza Stato-Regioni, che e’ l’organismo non costituzionale piu’ importante nel nostro Paese, abbiamo ribaltato la maggioranza. Adesso noi siamo in maggioranza all’interno dell’organismo stesso e non mi smebra una cosa da poco sommata al 51%, quindi la maggioranza delle province italiane, e quasi una parita’ nei comuni capoluogo, nei comuni sopra 15 mila abitanti. Dato che si tratta anche di elezioni di medio termine, se paragonate ad altri Paesi, fanno vedere un grande successo per il governo Berlusconi in questa tornata elettorale".
Lo afferma Denis Verdini, coordinatore del Pdl, commentando l’esito dei risultati elettorali. "Nel Lazio abbiamo raggiunto un risultato strepitoso, nonostante mancasse il nostro simbolo. Siamo stati bravi a trasferire i voti alla lista della Polverini. La mancanza della lista su Roma, equivale a un 3,5% quindi noi superiamo il 30%", ha aggiunto Verdini precisando che "trasferire circa il 27% del voto sulla lista Polverini, al di la’ dell’intervento di Berlusconi che ha dato il ’la’ a questa cosa, e’ stato un altro dato straordinario. Questo dimostra che il Pdl c’e"’.
Parlando delle alleanze Verdini aggiunge: "al nord Cota e Zaia e’ normale che abbiano portato dei benefici alla lista della Lega ma il tutto resta all’interno dell’alleanza, un’alleanza consolidata e solida".
Quanto all’Udc il coordinatore del Pdl sottolinea: "i centristi e’ da un po’ di tempo che ci danno del rammarico e in queste elezioni hanno strapazzato il loro elettorato, che e’ un elettorato moderato orientato sul centrodestra".

BONDI: Berlusconi determinante. L'Italia si conferma moderata
"Il nostro e’ l’unico Governo in Europa che nel pieno di una crisi economica, a differnza di altri, come Francia e Germania, subisce un incremento di consensi piuttosto che un segnale di sfiducia. C’e’ stato un ruolo determinante del presidente del Consiglio". E’ quanto ha detto il ministro per i Beni Culturali e coordinatore del Pdl, Sandro Bondi, durante Porta a Porta. "E’ stato determinante l’impegno di Berlusconi nelle due ultime settimane. Il voto dimostra anche che la forza rappresentata da Pdl e Lega e’ estremante potente nel Nord Italia. In Italia, la sinistra e’ forza minoritaria e i moderati -ha sottolineato- sono maggioranza nel Paese".
"Non sono soddisfatto del risultato del Pdl", Secondo Bondi questa e’ pero’ una conseguenza del ruolo svolto dal Pdl nel governo che e’ paragonabile a quello che un tempo e’ stato della Dc e che "paga il prezzo nei confronti delle forze minori e paga il prezzo degli attacchi concentrici anche di questi ultimi tempi. Abbiamo avuto una flessione rispetto alle scorse regionali ed europee",

LA RUSSA: da miracolo a Milano a miracolo a Roma
"Aggiorniamo i titoli del film: non piu’ miracolo a Milano ma miracolo a Roma". Queste le parole pronunciate dal ministro della Difesa Ignazio La Russa in piazza del Popolo dove il Pdl sta festeggiando i risultati elettorali del Lazio.
"Nel Lazio c’e’ stata una prevaricazione senza precedenti...La Corte d’Appello di Roma ha deciso di non accettare la presentazione della vittoria". Cosi’ il ministro della Difesa Ignazio La Russa, a piazza del Popolo per festeggiare la candidata del centrodestra alle regionali del Lazio Renata Polverini, ha ironizzato sulle vicende che si sono susseguite in campagna elettorale e che hanno portato all’esclusione della lista del Pdl da Roma e Provincia.

CAPEZZONE: L'astensione è frutto di tre mesi di campagna d'odio contro Berlusconi
"Siamo dinanzi ad un dato di astensione massiccio e per questo esprimo preoccupazione. Io sono tra quelli che dice che gli elettori hanno sempre ragione e se hanno scelto cosi’ avranno i loro motivi".
Cosi’ Daniele Capezzone, portavoce del Pdl, commenta i dati sull’astensione alle elezioni regionali. Il portavoce del partito si trova a via dell’Umilta’ dove e’ stata allestita la sala stampa per attendere i risultati definitivi. "La mia lettura - prosegue Capezzone - e’ che usciamo da tre mesi di odio con il presidente Berlusconi oggetto di una pressione costante. Credo che di fronte a questo tanta gente non ossessionata dalla politica e tanti moderati abbiano pensato che, se questo e’ il rodeo, non si partecipa.
Comunque ogni Regione in piu’ e’ un risultato importantissimo perche’ noi partiamo da 11 a 2 per il centrosinistra quindi ogni conquista e’ fondamentale".

FORMIGONI: Abbiamo sconfitto tutto e tutti
"I primi dati mi sembrano positivi, e’ una conferma del buon governo del centrodestra. Secondo le proiezioni, confermiamo Lombardia e Veneto dove gli abitanti apprezzano le politiche e le riforme fatte, conquistiamo Calabria e Campania e siamo in vantaggio in Piemonte e testa a testa in Lazio. Il centrosinistra conferma le sue roccaforti, regioni che amministrano quantita’ di cittadini molto inferiori". . Tutti gli indicatori vanno nella nostra direzione":
Questo il primo commento fatto al Tg1 dal presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni: "L’astensionismo ci ha penalizzato, soprattutto ci ha penalizzato il grave torto subito dalla Corte d’appello di Milano che ha escluso la nostra lista per una settimana".
Formigoni ringrazia tutti i cittadini lombardi e ricorda che si tratta "della quarta vittoria consecutiva. Abbiamo ottenuto piu’ voti anche senza l’Udc, abbiamo sconfitto l’attacco di chi diceva che i nostri dirigenti non sapevano neanche contare le firme, abbiamo raddoppiato il distacco dalla sinistra. Grazie a tutti i lombardi".

lunedì 29 marzo 2010

Mauro: l'Europa serve se aiuta la Grecia

MAURO: La solidarietà alla Grecia è nella natura del progetto Europa

La solidarieta’ fa parte della natura stessa del progetto europeo: pertanto, secondo l’eurodeputato Pdl/Ppe Mario Mauro, "l’Europa serve se e’ capace di aiutare la Grecia".
Mauro ha osservato che l’impressione e’ che "quelli che dicono di voler combattere la speculazione finanziaria vogliano sostituirla con la speculazione politica: perche’ attaccare un altro paese membro, in questo caso la Germania e la Cancelliera Merkel, solo perche’ ci ricordano che la politica della solidarieta’ deve andare di pari passo con la politica della responsabilita’?".
Anche il presidente del gruppo parlamentare del Ppe, Joseph Daul, ritiene che "se su una faccia della moneta dell’euro troviamo la solidarieta’, dall’altra c’e’ la responsabilita’". Secondo Daul, una soluzione alla crisi greca "deve assolutamente essere trovata questa settimana", e se "un intervento del Fondo monetario internazionale deve essere considerato", questo va fatto all’interno della cornice di regole europee e dei meccanismi Ue di aiuto finanziario. E’ nell’interesse di tutti gli Stati di garantire la stabilita’ dell’euro e del sistema monetario europeo". Allo stesso tempo, secondo Daul, nessun paese e’ esonerato dalle sue responsabilita’, quella di ogni Stato membro di "garantire conti pubblici puliti e onesti", ma anche quella "dei cittadini di quei paesi che affrontano momentanee difficolta’ di pagamanto di fare sacrifici".

CICCHITTO: Il vertice Ue individui la strategia per salvare la Grecia

"In un quadro internazionale sempre piu’ incerto, preoccupa la ripresa dell’attivita’ speculativa contro i Paesi piu’ esposti dell’Eurozona". Lo ha affermato Fabrizio Cicchitto, presidente del gruppo Pdl alla Camera che ha osservato: "Il rischio dell’inazione, a livello europeo, e’ quello di rendere problematica la stessa esistenza dell’euro, in caduta libera nei confronti delle altre valute occidentali.

E’ pertanto auspicabile che nel vertice dei capi di Stato, che si aprira’ domani a Bruxelles, sia possibile individuare una strategia condivisa per affrontare i problemi di natura finanziaria della Grecia e, al tempo stesso, definire una strategia di rilancio economico e produttivo per l’intera area".

TREMONTI: Sì ad un intervento dell'Europa a favore della Grecia usando il Fmi

Disponibili ad una gestione europea del caso Grecia avvalendosi anche del know-how del Fondo monetario internazionale. E’ questa la posizione espressa dal ministro dell’Economia Giulio Tremonti, in relazione alla situazione finanziaria della Grecia.
"Ci sono tre ipotesi la prima e’ che la Grecia sia lasciata da sola e a quel punto da sola potrebbe chiedere l’intervento del Fondo monetario. La seconda e’ che l’Europa faccia lei un intervento. La terza e’ una ipotesi intermedia e prevede che sia l’Europa a organizzare un intervento usando anche il fondo monetario come banca e know-how ma sotto una regia politica. Facendo in modo che l’Fmi non vada in una landa desolata. E’ questa e’ l’ipotesi che preferisco".

giovedì 25 marzo 2010

BERLUSCONI: No all'astensione e al voto ai partitini

Riportiamo l’appello al voto di Silvio Berlusconi pubblicato dal sito www.affaritaliani.it

Care amiche, cari amici,

il 28 e 29 marzo saremo nuovamente chiamati di fronte ad una nuova scelta di campo. Una scelta precisa: tra il Popolo della Libertà, il nostro governo del fare da una parte e la sinistra delle critiche, del pessimismo, del catastrofismo dall’altra.

E’ una scelta tra due modi opposti di intendere la politica e il governo. Tra chi come noi ha saputo affrontare la più grave crisi economica del secolo senza mettere le mani nelle tasche dei cittadini e la sinistra delle tasse e degli sprechi.

Quella sinistra che, quando è stata al governo, ha portato la pressione fiscale a livelli record e, se tornasse, ripristinerebbe l’Imposta Comunale sugli Immobili, che noi abbiamo abolito, raddoppierebbe la tassazione dei BOT e dei CCT, introdurrebbe un’imposta patrimoniale su tutti i beni, compresi gli appartamenti più piccoli, autorizzerebbe le intercettazioni telefoniche su tutto e su tutti, spalancherebbe le frontiere agli extracomunitari.

Di fronte al pericolo che la sinistra possa vincere nelle Regioni, è importante non disperdere alcun voto. Non bisogna, perciò, né dare il proprio consenso a liste che non avranno alcun peso in consiglio regionale, né farsi tentare dall’indifferenza, scegliendo l’astensione.

Con la vittoria del Popolo della Libertà, e dei candidati governatori della nostra coalizione, sarà possibile creare una sintonia tra le giunte regionali e il governo nazionale, elemento imprescindibile per realizzare molte iniziative che miglioreranno la vita dei cittadini.

Ci siamo posti degli obiettivi ambiziosi, che i nostri candidati governatori hanno sottoscritto nella grande manifestazione di Piazza San Giovanni:

· Attuazione immediata del Piano casa, finora ostacolato dalla sinistra, per ampliare le abitazioni mono e bifamiliari senza alcuna formalità burocratica, anche per accrescere il patrimonio e la ricchezza delle famiglie e al fine di creare lavoro e sostenere le piccole e medie imprese;

· Snellimento significativo di tutte le procedure burocratiche, eliminando almeno cento leggi regionali, tagliando le tasse e dando la possibilità di creare un’impresa in un solo giorno;

· Realizzazione di una sanità più efficiente, con il dimezzamento dei giorni di attesa nelle cosiddette liste d’attesa e il potenziamento della prevenzione;

· Messa a dimora nelle 13 regioni di complessivi cento milioni di alberi e creazione di più piste ciclabili per contribuire a fare dell’Italia il giardino d’Europa.
Un pensiero particolare, inoltre, va ai nostri elettori di Roma e Provincia. Lì, è successo ciò che temevamo: la lista del Popolo della Libertà è stata ingiustamente esclusa dal voto per favorire la sinistra. Per questo, è necessario votare compatti e mettere una maxi croce, sul nome di Renata Polverini, che è la nostra candidata al governo della Regione per portare il nostro buongoverno anche nel Lazio

Silvio Berlusconi
Stampato dal sito www.ilpopolodellaliberta.it

25 Marzo 2010

martedì 23 marzo 2010

BERLUSCONI: Dopo San Giovanni

Messaggio del Presidente Silvio Berlusconi dopo la manifestazione a San Giovanni

Ieri pomeriggio, ancora una volta, abbiamo dimostrato di essere una grande, pacifica e gioiosa forza popolare, che vuole unicamente il bene dell’Italia.

Ora ci attendono gli ultimi giorni di campagna elettorale. Io farò la mia parte: oggi a Bologna e Firenze, nei prossimi giorni a Milano, Torino, Bari, Venezia, Roma. Nei nostri siti internet, nei nostri gazebo e via posta noi comunicheremo a tutti i cittadini i risultati del governo del fare e il nostro “Patto per l’Italia”, sottoscritto ieri dai candidati governatori.

Ti chiedo di essere al mio fianco in questa decisiva settimana. A te il compito di coinvolgere i tuoi amici e conoscenti: fai loro conoscere quanto abbiamo fatto e quanto ci impegniamo a fare nei prossimi anni, fai loro capire che la scelta di campo di domenica e lunedì riguarda tutti. E’ una scelta fondamentale, per dare nuovo slancio ai governi delle Regioni, per proseguire speditamente il cammino delle riforme cominciato dal governo nazionale, per sconfiggere ancora una volta lealmente e democraticamente la sinistra dei trucchi burocratici, delle trappole giudiziarie, degli inganni mediatici.
Io ci credo. Insieme, come sempre, con il tuo impegno e quello di tutti i sostenitori del Popolo della Libertà, anche questa volta vinceremo!

tuo,

Silvio Berlusconi

21 marzo 2010