BONDI A FINI: Il dissenso va argomentato in sedi giuste e in modo saggio
"L’editoriale de Il foglio diretto da Giuliano Ferrara coglie con la consueta lucidità il passaggio difficile e delicato che stiamo attraversando, ricordando allo stesso Presidente della Camera, on. Gianfranco Fini, “che l’indipendenza della propria carica è un bene da salvaguardare con un contenuto impersonale e costruttivo. Sicché proprio non giova la sua recente inclinazione a improvvisarsi commesso viaggiatore televisivo in attrito permanente con il centralismo carismatico berlusconiano”.
Siamo ancora in tempo per riprendere la strada della costruzione di un grande partito democratico, in cui il dissenso motivato e argomentato nelle sedi giuste e nei modi più politicamente appropriati e saggi può diventare arricchimento e lievito di una crescita comune.
Siamo ancora in tempo per sostenere e migliorare ulteriormente l’azione del governo, con un confronto di merito costruttivo che parta dalla soddisfazione per gli ottimi risultati fin qui raggiunti. Siamo ancora in tempo per far diventare questa legislatura la legislatura delle riforme, anche grazie all’apporto positivo delle forze politiche dell’opposizione. Siamo ancora in tempo per onorare la fiducia, il consenso e la responsabilità che i nostri elettori ci hanno affidato per il futuro dell’Italia." Lo ha dichiarato il Coordinatore nazionale del PdL, Sandro Bondi
CICCHITTO: Bocchino non e' stato dimissionato da nessuno
"Non posso fare a meno di precisare che l’On. Bocchino non e’ stato affatto ’dimissionato’, ma che egli, nei giorni scorsi, ha pubblicamente presentato le sue dimissioni, poi le ha ritirate e, infine, dopo l’indispensabile convocazione del Gruppo Parlamentare del PdL per chiarire la situazione, le ha definitivamente ripresentate. Nel contempo ho ricevuto l’invito, che ho raccolto, di annullare la convocazione del Gruppo.
Quindi, siccome le parole hanno un senso preciso, l’On. Bocchino, per ben due volte ha deciso di dimettersi, non e’ stato ’dimissionato’ da nessuno, non e’ stata compiuta nessuna operazione liberticida, vista anche la totale liberta’ di dibattito che caratterizza la vita del PdL, segnata anche da numerosissime dichiarazioni polemiche fatte quotidianamente". Così si e’ espresso Fabrizio Cicchitto, Presidente dei Deputati del PdL
RONCHI: Bocchino epurato? No, ma parli solo Fini
Italo Bocchino e’ stato epurato? "No - ha risposto il finiano Andrea Ronchi ai giornalisti al termine del Cdm - ma penso che in questa fase della vicenda del Pdl meno se ne parla e meglio e’. Parli la politica, parlino le idee e soprattutto parli solo Gianfranco Fini".
VALDUCCI: Su Bocchino ha scelto maggioranza del Gruppo PdL
"Le continue esternazioni di distinguo, opache e talvolta provocatorie, hanno portato alle dovute dimissioni di Bocchino da vice presidente vicario del gruppo del Popolo della Liberta"’.
Lo ha dichiarato in una nota Mario Valducci, Presidente della Commissione Trasporti della Camera e Responsabile vicario Enti locali del Pdl, che replicando alle dichiarazioni di Bocchino ha osservato: "Non siamo di fronte a nessuna epurazione, ma alla volonta’ di una larghissima parte del gruppo dei deputati Pdl pronto ad accettare le dimissioni che lui stesso aveva annunciato con troppi se e troppi ma. Le stesse dimissioni sono state pronunciate la prima volta da lui stesso, dando cosi’ forma alle nette divergenze tra il vice capogruppo vicario e la quasi totalità del gruppo Pdl".
venerdì 30 aprile 2010
giovedì 29 aprile 2010
Sui respingimenti e' giusta la rotta del governo
BERTOLINI: Sui respingimenti e' giusta la rotta del governo
"La politica dei respingimenti attuata dal governo, si e’ svolta nel pieno rispetto delle norme costituzionali e internazionali. Gli accordi con la Libia hanno praticamente azzerato il numero degli sbarchi di clandestini. Grazie a questa linea e’ stata salvata la vita a tanti immigrati altrimenti condannati a morte certa da scafisti senza scrupoli".
Lo ha affermato il deputato del Pdl, Isabella Bertolini. "Nel pieno rispetto delle regole e’ stato garantito l’asilo e chi ne ha diritto. Questi sono risultati oggettivi. Il resto e’ propaganda ideologica e pregiudiziale. Oggi tocca ad un altro Comitato del Consiglio d’Europa fare da cassa da risonanza alla strategia anti-italiana sui temi dell’immigrazione. A questa martellante campagna di denigrazione il governo ha gia’ risposto con i fatti. I dubbi gia’ sollevati dall’Europa sono stati ampiamente smentiti e fugati. Bisogna proseguire sulla strada del rigore".
"La politica dei respingimenti attuata dal governo, si e’ svolta nel pieno rispetto delle norme costituzionali e internazionali. Gli accordi con la Libia hanno praticamente azzerato il numero degli sbarchi di clandestini. Grazie a questa linea e’ stata salvata la vita a tanti immigrati altrimenti condannati a morte certa da scafisti senza scrupoli".
Lo ha affermato il deputato del Pdl, Isabella Bertolini. "Nel pieno rispetto delle regole e’ stato garantito l’asilo e chi ne ha diritto. Questi sono risultati oggettivi. Il resto e’ propaganda ideologica e pregiudiziale. Oggi tocca ad un altro Comitato del Consiglio d’Europa fare da cassa da risonanza alla strategia anti-italiana sui temi dell’immigrazione. A questa martellante campagna di denigrazione il governo ha gia’ risposto con i fatti. I dubbi gia’ sollevati dall’Europa sono stati ampiamente smentiti e fugati. Bisogna proseguire sulla strada del rigore".
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Sicurezza
Fini marca sempre di piu' un ruolo politico anomalo,
BONDI: Fini marca sempre di piu' un ruolo politico anomalo, scelga cosa fare
Riportiamo la dichiarazione del Senatore e Coordinatore del Pdl, Sandro Bondi
"Nella storia del nostro Paese, dal dopoguerra ad oggi, tutti i presidenti delle Camere hanno sempre avuto uno spiccato profilo politico e hanno continuato, anche dopo la loro elezione ai vertici delle istituzioni democratiche, ad esprimere la propria opinione sulle grandi questioni politiche, generalmente contribuendo ad elevare il confronto e incoraggiando tutte le forze politiche, soprattutto in periodi di scontro molto aspro, a ricercare le ragioni dell’unità piuttosto che quelle della divisione.
Attualmente invece, si assiste ad una vera e propria confusione tra il proprio ruolo politico e quello istituzionale, si assiste all’abbandono di uno stile improntato all’equidistanza e all’astensione dell’esercizio di un ruolo politico diretto da parte del Presidente della Camera.
L’on. Gianfranco Fini, purtroppo, ha finito per marcare sempre di più un ruolo politico anomalo: da una parte, infatti, sottolineando perfino esageratamente il proprio ruolo istituzionale rispetto alla maggioranza che lo ha indicato al ruolo di Presidente della Camera, e, dall’altro, lato non impedendosi di ingigantire pubblicamente ogni ragione di dissenso politico nei confronti del proprio partito, dell’azione del governo e nei confronti dello stesso Presidente del Consiglio e leader della coalizione.
Se questo paradosso dovesse ancora proseguire, secondo le modalità laceranti e polemiche in cui si è dispiegato finora, e ne derivassero conseguenze negative sul piano politico e dell’azione di governo, allora si porrebbe il problema da parte di Fini di scegliere di esercitare o un ruolo istituzionale o un ruolo politico. In caso contrario, perderebbe di prestigio l’istituzione parlamentare ed anche il partito di cui è parte"
Riportiamo la dichiarazione del Senatore e Coordinatore del Pdl, Sandro Bondi
"Nella storia del nostro Paese, dal dopoguerra ad oggi, tutti i presidenti delle Camere hanno sempre avuto uno spiccato profilo politico e hanno continuato, anche dopo la loro elezione ai vertici delle istituzioni democratiche, ad esprimere la propria opinione sulle grandi questioni politiche, generalmente contribuendo ad elevare il confronto e incoraggiando tutte le forze politiche, soprattutto in periodi di scontro molto aspro, a ricercare le ragioni dell’unità piuttosto che quelle della divisione.
Attualmente invece, si assiste ad una vera e propria confusione tra il proprio ruolo politico e quello istituzionale, si assiste all’abbandono di uno stile improntato all’equidistanza e all’astensione dell’esercizio di un ruolo politico diretto da parte del Presidente della Camera.
L’on. Gianfranco Fini, purtroppo, ha finito per marcare sempre di più un ruolo politico anomalo: da una parte, infatti, sottolineando perfino esageratamente il proprio ruolo istituzionale rispetto alla maggioranza che lo ha indicato al ruolo di Presidente della Camera, e, dall’altro, lato non impedendosi di ingigantire pubblicamente ogni ragione di dissenso politico nei confronti del proprio partito, dell’azione del governo e nei confronti dello stesso Presidente del Consiglio e leader della coalizione.
Se questo paradosso dovesse ancora proseguire, secondo le modalità laceranti e polemiche in cui si è dispiegato finora, e ne derivassero conseguenze negative sul piano politico e dell’azione di governo, allora si porrebbe il problema da parte di Fini di scegliere di esercitare o un ruolo istituzionale o un ruolo politico. In caso contrario, perderebbe di prestigio l’istituzione parlamentare ed anche il partito di cui è parte"
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Il Commento
Anche D'Alema fa autogol su Fini
CAPEZZONE: D'Alema fa autogol su Fini, la sinistra e' allo sbando
"Le dichiarazioni di Massimo D’Alema al Corriere della Sera su Gianfranco Fini confermano che piu’ la sinistra perde le elezioni, e meno impara dai propri errori".
Lo ha affermato Daniele Capezzone, portavoce del Pdl. "Anzichè‚ dedicarsi, come farebbe un’opposizione ragionevole in qualunque altra parte del mondo, a ridefinire degli obiettivi, a costruire un programma credibile, a cercare leadership convincenti, D’Alema non trova di meglio che tentare maldestramente di annettersi chiunque, per una ragione o per l’altra, sia o appaia su posizioni di rottura, di contrasto o di polemica verso Silvio Berlusconi. E’ la logica dell’antiberlusconismo a tutti i costi che ha procurato alla sinistra innumerevoli sconfitte: ma anche i presunti strateghi piu’ raffinati perseverano nell’errore, e non sembrano trovare di meglio se non la costruzione di improbabili armate Brancaleone destinate solo a far sorridere l’elettorato".
DELLA VEDOVA: Le dimissioni di Bocchino sono un gesto di responsabilità e generosita'
"Se qualcuno pensava che il problema fosse lui..." Benedetto Della Vedova, deputato del Pdl vicino a Gianfranco Fini, ha commenta cosi’ le "dimissioni fortemente volute" di Italo Bocchino da vicepresidente dei deputati del partito.
"Da questa vicenda non ci guadagna nessuno. Dicono che non e’ una epurazione ma in ogni caso si tratta di un dimissionamento fortemente voluto. Quello di Italo Bocchino e’ un gesto di responsabilita’ e generosita’. Ha deciso di presentare le dimissioni ma non era tenuto a farlo. Adesso vediamo come si cerca di definire l’assetto del gruppo o se tutto resta cosi’.
Della Vedova invita a fare in modo che la discussione sia aperta all’interno del Pdl. A meno non si voglia trasformare una discussione leale dentro il partito in un problema per il governo" perche’ "le due cose non vanno messe in relazione. Mi permetto di allargare la prospettiva della discussione al palcoscenico europeo. In Francia ci si ’scazza’ anche nel partito di Sarkozy ma si continua a sostenerlo...".
LUPI: Il Gruppo PdL alla Camera torni alla linea di sostegno al governo e al premier
"Non si tratta di rasserenare un clima o di peggiorarlo. Si tratta di tornare ad occuparsi seriamente dei problemi di questo paese, come sta facendo il governo Berlusconi e come deve fare un gruppo parlamentare. Torniamo a confrontarci all’interno del gruppo esprimendo le proprie opinioni e le proprie idee ma poi individuando, come sempre abbiamo fatto, una linea di sostegno al governo e un confronto concreto sui problemi che abbiamo davanti". Lo ha affermato il vicepresidente della Camera Maurizio Lupi, che in relazione al nuovo capogruppo vicario che sostituita’ Bocchino, ha replicato:
"Abbiamo detto che ne discuteremo insieme nel gruppo. Ne discuteremo con tutti, ne discuteremo col presidente Fini e con tutti coloro che vorranno far si’ che il gruppo parlamentare sia quello che deve essere, cioe’ un sostegno leale all’azione del governo e del presidente Berlusconi. E poi una speranza, da una settimana continuiamo a discutere di problemi interni, di democrazia interna: la cosa rischia di diventare un tormentone anche se sono aspetti importanti. Discutiamo, confrontiamoci su quello che sta facendo il ministro Tremoni, il presidente Berlusconi riguardo al grave problema che abbiamo davanti che e’ oggi quello della crisi economica, della Grecia, del Portogallo e purtroppo anche della Spagna."
CICCHITTO: Bocchino parla di inesistenti tentativi di epurazione da parte di Berlusconi
"Consideravo chiuse la vicenda e le polemiche con le dimissioni dell’onorevole Italo Bocchino e con le dichiarazioni di alcuni colleghi che hanno affermato trattarsi di un atto di distensione. Per favorire la distensione da parte mia non solo ho scelto di revocare l’assemblea del gruppo ma mi ero anche astenuto da ogni comunicato". Lo ha dichiarato il presidente dei deputati Pdl Fabrizio Cicchitto, che ha osservato:
"Purtroppo, non mi sembrano affatto distensive le dichiarazioni dell’onorevole Bocchino su inesistenti tentativi di epurazione da parte del presidente Berlusconi. In effetti Bocchino fra dimissioni, ritiro di dimissioni, riproposizione delle medesime e, adesso, con queste nuove affermazioni, contribuisce a creare un clima di polemica permanente. Perdipiu’ vengono anche dette cose totalmente inesatte: da mesi siamo inondati da dichiarazioni, interviste, battute polemiche all’interno del Pdl. Poi chi polemizza ogni giorno ha pure l’improntitudine di evocare l’esistenza in un clima di caserma. Ne’ si puo’ denunciare un clima non democratico: a livello di partito l’Ufficio di presidenza e’ stato convocato ripetutamente e a livello del gruppo parlamentare era stata appunto convocata una regolare assemblea proprio per discutere e votare. Per il passato tutto cio’ che riguarda il gruppo e’ stato cogestito d’intesa proprio con l’onorevole Bocchino. Comunque le possibilita’ sono due: o ci troviamo di fronte un caso di incontinenza mediatica o all’obiettivo di destabilizzare sistematicamente la situazione interna al Pdl".
GIRO: Bocchino descrive un Berlusconi che non c'e'
"Le dichiarazioni del collega Bocchino sono francamente di cattivo gusto e dipingono un profilo di Silvio Berlusconi che non c’e’, non esiste, non e’ mai esistito. Tutto si puo’ dire di Berlusconi ma che impedisca a noi deputati e senatori di esprimere la propria opinione e’ semplicemente ridicolo". Lo ha affermato Francesco Giro, sottosegretario ai Beni Culturali.
"Se avevano ed hanno un difetto Forza Italia ieri e il PDL oggi e’ di contenere al loro interno elemento anarcoidi. Talvolta e’ proprio l’eccessiva liberta’ di dire e di disdire il nostro problema, dal livello locale a quello nazionale. Non si contano le fondazioni, le associazioni, i circoli, i blog, i siti personali o i social network su internet dove ciascuno di noi dice quello che vuole. Io stesso ne sono un esempio quando a Roma ho dato talvolta filo da torcere ai miei amici di partito sulla stampa, sempre in buona fede ma me ne sono anche pentito. Quindi attaccare cosi’ brutalmente Berlusconi non e’ soltanto dimostrazione di
ingratitudine ma soprattutto un’azione disonesta e fondata su una realta’ priva di fondamento e di verita"’.
LA RUSSA: Le dimissioni di Bocchino concordate, eliminano ogni tensione
"Si tratta di una soluzione concordata che elimina un momento di tensione".
Cosi’ si è espresso Ignazio La Russa, coordinatore del Pdl, commentando le dimissioni del vicecapogruppo vicario alla Camera, Italo Bocchino. "Io mi sono astenuto dal parlare direttamente con Italo e di fare il pontiere, pero’, nell’ambito del Pdl, ho appoggiato questa soluzione per eliminare un momento di tensione e far si’ che il partito cresca serenamente".
"Le dichiarazioni di Massimo D’Alema al Corriere della Sera su Gianfranco Fini confermano che piu’ la sinistra perde le elezioni, e meno impara dai propri errori".
Lo ha affermato Daniele Capezzone, portavoce del Pdl. "Anzichè‚ dedicarsi, come farebbe un’opposizione ragionevole in qualunque altra parte del mondo, a ridefinire degli obiettivi, a costruire un programma credibile, a cercare leadership convincenti, D’Alema non trova di meglio che tentare maldestramente di annettersi chiunque, per una ragione o per l’altra, sia o appaia su posizioni di rottura, di contrasto o di polemica verso Silvio Berlusconi. E’ la logica dell’antiberlusconismo a tutti i costi che ha procurato alla sinistra innumerevoli sconfitte: ma anche i presunti strateghi piu’ raffinati perseverano nell’errore, e non sembrano trovare di meglio se non la costruzione di improbabili armate Brancaleone destinate solo a far sorridere l’elettorato".
DELLA VEDOVA: Le dimissioni di Bocchino sono un gesto di responsabilità e generosita'
"Se qualcuno pensava che il problema fosse lui..." Benedetto Della Vedova, deputato del Pdl vicino a Gianfranco Fini, ha commenta cosi’ le "dimissioni fortemente volute" di Italo Bocchino da vicepresidente dei deputati del partito.
"Da questa vicenda non ci guadagna nessuno. Dicono che non e’ una epurazione ma in ogni caso si tratta di un dimissionamento fortemente voluto. Quello di Italo Bocchino e’ un gesto di responsabilita’ e generosita’. Ha deciso di presentare le dimissioni ma non era tenuto a farlo. Adesso vediamo come si cerca di definire l’assetto del gruppo o se tutto resta cosi’.
Della Vedova invita a fare in modo che la discussione sia aperta all’interno del Pdl. A meno non si voglia trasformare una discussione leale dentro il partito in un problema per il governo" perche’ "le due cose non vanno messe in relazione. Mi permetto di allargare la prospettiva della discussione al palcoscenico europeo. In Francia ci si ’scazza’ anche nel partito di Sarkozy ma si continua a sostenerlo...".
LUPI: Il Gruppo PdL alla Camera torni alla linea di sostegno al governo e al premier
"Non si tratta di rasserenare un clima o di peggiorarlo. Si tratta di tornare ad occuparsi seriamente dei problemi di questo paese, come sta facendo il governo Berlusconi e come deve fare un gruppo parlamentare. Torniamo a confrontarci all’interno del gruppo esprimendo le proprie opinioni e le proprie idee ma poi individuando, come sempre abbiamo fatto, una linea di sostegno al governo e un confronto concreto sui problemi che abbiamo davanti". Lo ha affermato il vicepresidente della Camera Maurizio Lupi, che in relazione al nuovo capogruppo vicario che sostituita’ Bocchino, ha replicato:
"Abbiamo detto che ne discuteremo insieme nel gruppo. Ne discuteremo con tutti, ne discuteremo col presidente Fini e con tutti coloro che vorranno far si’ che il gruppo parlamentare sia quello che deve essere, cioe’ un sostegno leale all’azione del governo e del presidente Berlusconi. E poi una speranza, da una settimana continuiamo a discutere di problemi interni, di democrazia interna: la cosa rischia di diventare un tormentone anche se sono aspetti importanti. Discutiamo, confrontiamoci su quello che sta facendo il ministro Tremoni, il presidente Berlusconi riguardo al grave problema che abbiamo davanti che e’ oggi quello della crisi economica, della Grecia, del Portogallo e purtroppo anche della Spagna."
CICCHITTO: Bocchino parla di inesistenti tentativi di epurazione da parte di Berlusconi
"Consideravo chiuse la vicenda e le polemiche con le dimissioni dell’onorevole Italo Bocchino e con le dichiarazioni di alcuni colleghi che hanno affermato trattarsi di un atto di distensione. Per favorire la distensione da parte mia non solo ho scelto di revocare l’assemblea del gruppo ma mi ero anche astenuto da ogni comunicato". Lo ha dichiarato il presidente dei deputati Pdl Fabrizio Cicchitto, che ha osservato:
"Purtroppo, non mi sembrano affatto distensive le dichiarazioni dell’onorevole Bocchino su inesistenti tentativi di epurazione da parte del presidente Berlusconi. In effetti Bocchino fra dimissioni, ritiro di dimissioni, riproposizione delle medesime e, adesso, con queste nuove affermazioni, contribuisce a creare un clima di polemica permanente. Perdipiu’ vengono anche dette cose totalmente inesatte: da mesi siamo inondati da dichiarazioni, interviste, battute polemiche all’interno del Pdl. Poi chi polemizza ogni giorno ha pure l’improntitudine di evocare l’esistenza in un clima di caserma. Ne’ si puo’ denunciare un clima non democratico: a livello di partito l’Ufficio di presidenza e’ stato convocato ripetutamente e a livello del gruppo parlamentare era stata appunto convocata una regolare assemblea proprio per discutere e votare. Per il passato tutto cio’ che riguarda il gruppo e’ stato cogestito d’intesa proprio con l’onorevole Bocchino. Comunque le possibilita’ sono due: o ci troviamo di fronte un caso di incontinenza mediatica o all’obiettivo di destabilizzare sistematicamente la situazione interna al Pdl".
GIRO: Bocchino descrive un Berlusconi che non c'e'
"Le dichiarazioni del collega Bocchino sono francamente di cattivo gusto e dipingono un profilo di Silvio Berlusconi che non c’e’, non esiste, non e’ mai esistito. Tutto si puo’ dire di Berlusconi ma che impedisca a noi deputati e senatori di esprimere la propria opinione e’ semplicemente ridicolo". Lo ha affermato Francesco Giro, sottosegretario ai Beni Culturali.
"Se avevano ed hanno un difetto Forza Italia ieri e il PDL oggi e’ di contenere al loro interno elemento anarcoidi. Talvolta e’ proprio l’eccessiva liberta’ di dire e di disdire il nostro problema, dal livello locale a quello nazionale. Non si contano le fondazioni, le associazioni, i circoli, i blog, i siti personali o i social network su internet dove ciascuno di noi dice quello che vuole. Io stesso ne sono un esempio quando a Roma ho dato talvolta filo da torcere ai miei amici di partito sulla stampa, sempre in buona fede ma me ne sono anche pentito. Quindi attaccare cosi’ brutalmente Berlusconi non e’ soltanto dimostrazione di
ingratitudine ma soprattutto un’azione disonesta e fondata su una realta’ priva di fondamento e di verita"’.
LA RUSSA: Le dimissioni di Bocchino concordate, eliminano ogni tensione
"Si tratta di una soluzione concordata che elimina un momento di tensione".
Cosi’ si è espresso Ignazio La Russa, coordinatore del Pdl, commentando le dimissioni del vicecapogruppo vicario alla Camera, Italo Bocchino. "Io mi sono astenuto dal parlare direttamente con Italo e di fare il pontiere, pero’, nell’ambito del Pdl, ho appoggiato questa soluzione per eliminare un momento di tensione e far si’ che il partito cresca serenamente".
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mercoledì 28 aprile 2010
MINOLI ALLA GUIDA DELLE CELEBRAZIONI PER L'UNITA' D'ITALIA
GIRO: Giovanni Minoli alla guida delle celebrazioni dei 150 anni dell'Unita' d'Italia premia la qualita'
"La nomina di Giovanni Minoli alla guida della nuova struttura dedicata alle celebrazioni dei 150 anni dell’Unita’ d’Italia e’ una bella notizia e premia la qualita’ di un lavoro che da molti anni e’ mirato a comprendere la storia del nostro paese".
Lo ha affermato Francesco Giro, sottosegretario ai Beni Culturali. "Con questa nuova struttura da un lato si dara’ un forte impulso alla circolazione delle molte iniziative previste per questa importante ricorrenza soprattutto nell’ambito culturale, dall’altro si accrescera’ il sentimento nazionale soprattutto fra i giovani. Quanto ai nuovi incarichi affidati al dottor Ruffini credo che siano state riconosciute le capacita’ di un ottimo professionista che fara’ molto bene. Coloro che oggi da sinistra gridano alla discriminazione politica sono proprio quelli che in passato l’hanno abbondantemente praticata".
"La nomina di Giovanni Minoli alla guida della nuova struttura dedicata alle celebrazioni dei 150 anni dell’Unita’ d’Italia e’ una bella notizia e premia la qualita’ di un lavoro che da molti anni e’ mirato a comprendere la storia del nostro paese".
Lo ha affermato Francesco Giro, sottosegretario ai Beni Culturali. "Con questa nuova struttura da un lato si dara’ un forte impulso alla circolazione delle molte iniziative previste per questa importante ricorrenza soprattutto nell’ambito culturale, dall’altro si accrescera’ il sentimento nazionale soprattutto fra i giovani. Quanto ai nuovi incarichi affidati al dottor Ruffini credo che siano state riconosciute le capacita’ di un ottimo professionista che fara’ molto bene. Coloro che oggi da sinistra gridano alla discriminazione politica sono proprio quelli che in passato l’hanno abbondantemente praticata".
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Celebrazioni
Berlusconi esprime solidarietà a Fini
BERLUSCONI: Esprimo la mia solidarieta' a Fini per gli attacchi personali da "Il Giornale"
"Esprimo la piu’ convinta solidarieta’ a Gianfranco Fini per gli attacchi personali che quest’oggi il Giornale gli ha mosso". Lo ha dichiarato il presidente Silvio Berlusconi, commentando l’articolo del quotidiano diretto da Vittorio Feltri.
"La critica politica, anche piu’ severa non puo’ trascendere in aggressioni ai familiari e su vicende che nulla hanno a che fare con la politica. Tali metodi, che assai spesso ho dovuto subire personalmente, non vorrei mai vederli applicati, specie su giornali schierati con la nostra parte politica".
FINI: Servono le riforme istituzionali ma anche quelle socioeconomiche
"La fiducia tra il vertice e la base della societa’ si fonda sulla capacita’ di realizzare cambiamenti strutturali del nostro sistema. Tale consapevolezza dovrebbe indurre tutti a intraprendere le riforme non solo istituzionali ma anche di tipo sociali ed economiche". Lo ha affermato il presidente della Camera Gianfranco Fini all’auditorium del Parco della Musica in occasione della presentazione del Rapporto della Luiss ’Generare classe dirigente’.
Dopo aver osservato che il dibattito sulle riforme istituzionali segue il percorso intermittente di un "fiume carsico", Fini ha esortato la politica a smetterla di affrontare i problemi "guardando nello specchietto retrovisore", ma di guardare ai problemi attuali con il respiro rivolto agli obiettivi strategici per la loro soluzione: "Governare significa indicare le priorita’. Cio’ sarebbe un "doveroso atto di responsabilita’ verso il Paese". Spesso, ha proseguito la terza carica dello Stato la classe politica anziche’ "individuare un’onda lunga capace di affrontare una visione di medio-lungo periodo si concentra solo sull’immediato, perche’ sa che gli interventi di medio-lungo termine non necessariamente portano subito consenso". Ma cosi’, ha avvertito "se si privilegia solo la tattica si finisce nell’immobilismo".
"Esprimo la piu’ convinta solidarieta’ a Gianfranco Fini per gli attacchi personali che quest’oggi il Giornale gli ha mosso". Lo ha dichiarato il presidente Silvio Berlusconi, commentando l’articolo del quotidiano diretto da Vittorio Feltri.
"La critica politica, anche piu’ severa non puo’ trascendere in aggressioni ai familiari e su vicende che nulla hanno a che fare con la politica. Tali metodi, che assai spesso ho dovuto subire personalmente, non vorrei mai vederli applicati, specie su giornali schierati con la nostra parte politica".
FINI: Servono le riforme istituzionali ma anche quelle socioeconomiche
"La fiducia tra il vertice e la base della societa’ si fonda sulla capacita’ di realizzare cambiamenti strutturali del nostro sistema. Tale consapevolezza dovrebbe indurre tutti a intraprendere le riforme non solo istituzionali ma anche di tipo sociali ed economiche". Lo ha affermato il presidente della Camera Gianfranco Fini all’auditorium del Parco della Musica in occasione della presentazione del Rapporto della Luiss ’Generare classe dirigente’.
Dopo aver osservato che il dibattito sulle riforme istituzionali segue il percorso intermittente di un "fiume carsico", Fini ha esortato la politica a smetterla di affrontare i problemi "guardando nello specchietto retrovisore", ma di guardare ai problemi attuali con il respiro rivolto agli obiettivi strategici per la loro soluzione: "Governare significa indicare le priorita’. Cio’ sarebbe un "doveroso atto di responsabilita’ verso il Paese". Spesso, ha proseguito la terza carica dello Stato la classe politica anziche’ "individuare un’onda lunga capace di affrontare una visione di medio-lungo periodo si concentra solo sull’immediato, perche’ sa che gli interventi di medio-lungo termine non necessariamente portano subito consenso". Ma cosi’, ha avvertito "se si privilegia solo la tattica si finisce nell’immobilismo".
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martedì 27 aprile 2010
PdL : Le manovre della minoranza
PDL CAMERA: Cicchitto non è legato alle dimissioni di Bocchino
"Nella lettera dell’on. Italo Bocchino, di cui e’ stata data pubblicita’, e’ contenuta una imprecisione perche’ l’art.8 del regolamento del Gruppo non lega affatto il destino del Presidente e del Vicepresidente Vicario, a meno che ovviamente non sia il primo a dare le dimissioni dalla sua carica".
Lo rende noto l’ufficio stampa del gruppo parlamentare Pdl alla Camera, a proposito delle dimissioni del deputato finiano dalla carica di vicepresidente vicario. "La situazione e’ totalmente diversa perche’, invece, ci si trova davanti alle dimissioni del vicepresidente vicario on. Italo Bocchino che, come e’ stato gia’ rilevato, andranno esaminate con la dovuta attenzione anche a livello del gruppo dirigente del partito".
BRIGUGLIO: Il ''codice Fini'' e' lealtà in movimento
Nel corso di un intervento sul sito di Generazione Italia, Carmelo Briguglio, vice presidente dei deputati del Pdl, afferma che "se c’e’ una categoria morale e culturale che contraddistingue la destra ’eterna’ oltre che moderna di Fini e che unifica quanti si riconoscono nella minoranza (oggi) politica e culturale che egli ha voluto fondare nel Popolo della Liberta’, e’ la lealta’. Se non si capisce questo dato, direi ’genetico’, si comprende poco o si finisce per equivocare o peggio banalizzare quanto accade nell’arena del confronto tra Berlusconi e Fini e dentro il partito che i due hanno fondato".
A chi si chiede "come si comporteranno i ’finiani’ o meglio "la minoranza del Pdl come e’ piu’ corretto ormai dire", Briguglio osserva che la domanda e’ "legittima ma viziata", se non e’ preceduta da un’altra, relativa a come si sono comportati i parlamentari piu’ vicini al presidente della Camera "nei due anni, in ben due anni, che ci separano dall’inizio della legislatura". Ebbene, replica, "con lealta’. Sempre. Questa e’ la risposta che nessuno puo’ ne’ mettere in discussione, ne’ smentire. In tutte le occasioni, in tutte le leggi, in tutte le conversioni di decreti legge (troppi?), in tutte le votazioni di fiducia (tante). Con lealta’. E alcune volte, ’finiani’ e non, con non pochi mal di pancia. Inutile spiegare perche’. Lo sappiamo tutti".
"Se in questi due anni di lavoro in Parlamento abbiamo peccato abbiamo peccato in generosita’ e amor di patria. E allora? Come si pensa che la minoranza del Pdl si comportera’ nelle aule parlamentari al momento del voto, di qualunque voto? Esattamente come si e’ comportata nei due anni trascorsi. Con lealta’, con la massima lealta’". "Ma anche con una nuova responsabilita’, quella di minoranza portatrice di un messaggio politico e culturale nel Pdl, nel centrodestra e nel Paese. Una responsabilita’ che ci impone una lealta’ la quale richiede dentro il partito e nei gruppi parlamentari democrazia interna, discussione preventiva, luoghi e spazi di confronto, fine della evocazione di epurazioni, suicide per la credibilita’ di un grande partito che si riconosce nel programma e nella carta dei valori del Ppe". "Non lo chiediamo come contropartita, perche’ la lealta’ e’ il riflesso di un codice cavalleresco che, ieri e oggi, non richiede contropartite. Ma abbiamo bisogno di una lealta’ non statica, ma che muova il Pdl e metta tutto e tutti in movimento. La lealta’ chiama lealta’. E rafforza i legami, dentro e fuori, di un partito ancora fragile. Noi lo vogliamo forte".
"Nella lettera dell’on. Italo Bocchino, di cui e’ stata data pubblicita’, e’ contenuta una imprecisione perche’ l’art.8 del regolamento del Gruppo non lega affatto il destino del Presidente e del Vicepresidente Vicario, a meno che ovviamente non sia il primo a dare le dimissioni dalla sua carica".
Lo rende noto l’ufficio stampa del gruppo parlamentare Pdl alla Camera, a proposito delle dimissioni del deputato finiano dalla carica di vicepresidente vicario. "La situazione e’ totalmente diversa perche’, invece, ci si trova davanti alle dimissioni del vicepresidente vicario on. Italo Bocchino che, come e’ stato gia’ rilevato, andranno esaminate con la dovuta attenzione anche a livello del gruppo dirigente del partito".
BRIGUGLIO: Il ''codice Fini'' e' lealtà in movimento
Nel corso di un intervento sul sito di Generazione Italia, Carmelo Briguglio, vice presidente dei deputati del Pdl, afferma che "se c’e’ una categoria morale e culturale che contraddistingue la destra ’eterna’ oltre che moderna di Fini e che unifica quanti si riconoscono nella minoranza (oggi) politica e culturale che egli ha voluto fondare nel Popolo della Liberta’, e’ la lealta’. Se non si capisce questo dato, direi ’genetico’, si comprende poco o si finisce per equivocare o peggio banalizzare quanto accade nell’arena del confronto tra Berlusconi e Fini e dentro il partito che i due hanno fondato".
A chi si chiede "come si comporteranno i ’finiani’ o meglio "la minoranza del Pdl come e’ piu’ corretto ormai dire", Briguglio osserva che la domanda e’ "legittima ma viziata", se non e’ preceduta da un’altra, relativa a come si sono comportati i parlamentari piu’ vicini al presidente della Camera "nei due anni, in ben due anni, che ci separano dall’inizio della legislatura". Ebbene, replica, "con lealta’. Sempre. Questa e’ la risposta che nessuno puo’ ne’ mettere in discussione, ne’ smentire. In tutte le occasioni, in tutte le leggi, in tutte le conversioni di decreti legge (troppi?), in tutte le votazioni di fiducia (tante). Con lealta’. E alcune volte, ’finiani’ e non, con non pochi mal di pancia. Inutile spiegare perche’. Lo sappiamo tutti".
"Se in questi due anni di lavoro in Parlamento abbiamo peccato abbiamo peccato in generosita’ e amor di patria. E allora? Come si pensa che la minoranza del Pdl si comportera’ nelle aule parlamentari al momento del voto, di qualunque voto? Esattamente come si e’ comportata nei due anni trascorsi. Con lealta’, con la massima lealta’". "Ma anche con una nuova responsabilita’, quella di minoranza portatrice di un messaggio politico e culturale nel Pdl, nel centrodestra e nel Paese. Una responsabilita’ che ci impone una lealta’ la quale richiede dentro il partito e nei gruppi parlamentari democrazia interna, discussione preventiva, luoghi e spazi di confronto, fine della evocazione di epurazioni, suicide per la credibilita’ di un grande partito che si riconosce nel programma e nella carta dei valori del Ppe". "Non lo chiediamo come contropartita, perche’ la lealta’ e’ il riflesso di un codice cavalleresco che, ieri e oggi, non richiede contropartite. Ma abbiamo bisogno di una lealta’ non statica, ma che muova il Pdl e metta tutto e tutti in movimento. La lealta’ chiama lealta’. E rafforza i legami, dentro e fuori, di un partito ancora fragile. Noi lo vogliamo forte".
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