giovedì 29 luglio 2010

La Fiat non può mangiare senza pagare il conto

CALDEROLI - FIAT: "MARCHIONNE SAPPIA CHE NON PUO' SEDERSI A TAVOLA, MANGIARE CON GLI INCENTIVI E GLI AIUTI DI STATO E POI ANDARSENE SENZA PAGARE NEMMENO IL CONTO"


“La Fiat in Serbia? L’ipotesi ventilata da Marchionne non sta né in cielo né in terra.

Se si tratta di una battuta, magari fatta per portare a più miti consigli i sindacati, sappia che comunque non fa ridere nessuno, diversamente sappia che troveranno da parte nostra una straordinaria opposizione.

Non si può pensare di sedersi a tavola, mangiare con gli incentivi per l'auto e gli aiuti dello Stato e poi alzarsi e andarsene senza nemmeno aver pagato il conto".

Lo afferma il Ministro per la Semplificazione Normativa e Coordinatore delle Segreterie Nazionali della Lega Nord, sen. Roberto Calderoli .



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i pentiti gestiti male

QUAGLIARIELLO: Con i pentiti gestiti male, il massimo errore della storia giudiziaria


"La sentenza sull’uccisione di Paolo Borsellino va riscritta, vanno riconsiderati gli ergastoli e le pene comminati, e soprattutto va riconsiderata l’intera storia basata sul racconto di alcuni pentiti, in particolare Scarantino. Il pentitismo ha prodotto risultati disastrosi che vanno sottposti a d una revisione complessa".


Lo ha affermato il vice presidente vicario dei senatori Pdl Gaetano Quagliariello, alla presentazione della rivista diretta da Fabrizio Cicchitto ’L’Ircocervo’ che dedica l’ultimo numero ai ’Delitti di mafia e teoremi improbabili’. Quagliariello, in riferimento alle polemiche per le deposizioni del pentito Gaspare Spatuzza, ha denunciato il tentativo di "scaricare quanto accaduto negli anni cruciali che partono dal 1990 su forze politiche che sarebbero nate solo quattro anni dopo. Sarebbe necessaria una riflessione seria sull’uso dei pentiti in quel periodo". E poi, ha proseguito Quagliariello riferendosi alle polemiche nei confronti del sottosegretario all’Interno Alfredo Mantovano, c’e’ il "paradosso per cui si tenta di mettere sotto accusa un esponente di governo che ha la responsabilita’ di una gestione corretta dei pentiti nel rispetto della legge. Ossia, il rispetto della legge, per l’opposizione parlamentare e la nostra opposizione interna diventa un capo d’accusa: e’ una cosa inaccettabile. Serieta’ vorrebbe che questi temi non venissero usati per le polemiche interne. In realta’, non criminalizziamo i pentiti ma la gestione errata dei pentiti ha portato, come dimostra la vicenda di via D’Amelio, all’errore giudiziario piu’ importante nella storia della Repubblica".


VALDUCCI: La legalita' e' al centro dell'azione del governo

"Gli arresti effettuati stamattina  (27.7) rappresentano, una volta di piu’, la fotografia reale, al di la’ delle chiacchiere, di quanto la legalita’ sia centrale nell’azione del governo Berlusconi. Questi i fatti. Tutto il resto attiene a spinte giacobine e giustizialiste che non ci riguardano, perche’ siamo e saremo sempre garantisti, come abbiamo piu’ volte dimostrato, anche con i nostri avversari politici".

Lo ha sottolineato il presidente della Commissione Trasporti della Camera, Mario Valducci, commentando l’esito dell’operazione ’Pettirosso’ che ha portato i carabinieri e la procura antimafia di Reggio Calabria a sgominare una pericolosa cosca della ’ndrangheta.

martedì 27 luglio 2010

Le polemiche insultanti oscurano i successi del Governo

"Vediamo che anche oggi, così come da almeno quattro mesi, la giornata è già caratterizzata da una raffica di dichiarazioni non solo polemiche ma qualcuna anche insultante". 

Lo ha affermato ieri  in una nota Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati del Pdl in merito alle polemiche interne al PdL.
 Vediamo al riguardo  lo stato della situazione odierna.

FINI: Inopportuno che un indagato conservi gli incarichi
Presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva, ma al tempo stesso "mi chiedo se è opportuno che chi sia indagato continui ad avere incarichi politici". Lo ha affermato Gianfranco Fini, in collegamento telefonico con la prima convention campana di Generazione Italia, l’associazione presieduta da Italo Bocchino.

Riferendosi ai "giudizi su alcuni comportamenti emersi in questi mesi", il Presidente della Camera ha spiegato che devono esserci "due stelle polari. Il garantismo, per cui chi è indagato è innocente fino a prova del contrario", ma poi la valutazione sulla "opportunità" di conservare incarichi politici per chi viene indagato. Perchè, ragiona Fini, "legalità significa rispetto delle regole da parte di coloro che hanno maggiori responsabilità. Significa senso del dovere, cultura civica, etica di comportamenti per chi ha delle responsabilità: credo sia essenziale se vogliamo insegnare ai più giovani ad avere comportamenti analoghi. E significa rispetto della magistratura, senza prestare il fianco a polemiche che rischiano di dare del Pdl un’immagine distorta". Ecco perchè "occorre discutere tra di noi su come selezionare la classe dirigente. Non voglio gettare sale su ferite recenti, ma quello che è accaduto in Campania deve far riflettere. Occorre candidare coloro che hanno la qualità per onorare bene la carica"..


VERDINI: La richiesta di Fini di mie dimissioni e' impropria
"Bisogna vedere le motivazioni di Fini. E’ una richiesta largamente impropria. Non c’è alcun motivo per dimettermi".

Lo ha affermato il coordinatore nazionale del PdL Denis Verdini, al termine dell’interrogatorio di ieri sera davati ai magistrati, nell’ambito dell’inchiesta sulla cosiddetta P3 e il giro di corruzione sugli appalti per gli impianti di energia eolica da realizzare in Sardegna.

"Fini conosce questo procedimento giudiziario? Al momento io sono solo indagato, e vorrei ricordare che nel nostro Paese ci sono tre gradi di giudizio. In questa fase, quella istruttoria, viene dato molto spazio all’accusa, ma poi bisogna ascoltare la difesa. E questo vale per Fini e quelli come lui". Si è tolto un peso?, gli è stato chiesto.

"Non ce l’avevo prima e non me lo sono tolto. Sono tranquillo, soddisfatto. Ho aspettato a parlare, in tutto questo tempo. Per rispetto ai magistrati. Ma dico che in politica bisogna essere coerenti e con quello che si ha intorno. Se mi sono dimesso dal Credito fiorentino sono stato oggetto di una aggressione mediatica senza eguali. E senza dire che sui giornali si riportano imbrogli, cose non vere, dico che la verità va tutelata. Io e gli altri ci siamo tolti un problema. Sono state riportate inesattezze e conclusioni tratte in fretta. Adesso mi dedico alla politica. Quel che ho fatto oggi è un passo importante. Mi dite che sono stato indagato dalla Procura di Firenze, risponderò a tempo debito. Dico che ci dovrebbe essere il segreto istruttorio, voi lo violate e fate bene. Rifletto che nel nostro Paese tante categorie hanno diritti, e che il cittadino viene sballottato da una parte all’altra. Anche e soprattutto per questo dico meno male che c’è Berlusconi".            

CICCHITTO: I pm non dettano l'organigramma interno

Un partito garantista non puo’ farsi definire gli organigrammi interni dagli interventi dei magistrati inquirenti senza attendere tutte le chiarificazioni processuali".
Lo ha affermato il presidente dei deputati del Pdl, Fabrizio Cicchitto, replicando alle affermazioni del presidente della Camera, Gianfranco Fini, secondo cui e’ inopportuno che un indagato mantenga incarichi politici. "Quando i pm di Napoli chiesero l’arresto dell’onorevole Bocchino solidarizzammo con lui, e Fini condivise quella linea. Fortunatamente ci comportammo in quel modo, nessuno chiese le dimissioni dell’onorevole Bocchino e successivamente chiari’ tutta la sua posizione. Se avessimo seguito una linea giustizialista avremmo commesso un gravissimo errore. Quello, pero’, che ebbe valore per Italo Bocchino deve valere per tutti".

lunedì 26 luglio 2010

MANTOVANO: Esigo un chiarimento da Fini sulle accuse di Granata

MANTOVANO: Esigo un chiarimento da Fini sulle accuse di Granata
Il sottosegretario all’Interno Alfredo Mantovano, intervistato dalla "Gazzetta del Mezzogiorno", ha replicato alle accuse sul pentito di mafia Spatuzza che gli sono state rivolte da Fabio Granata:
"Esigo un chiarimento, innanzitutto istituzionale, dal presidente della Camera su ciò che è stato detto con parole chiare ed inequivocabili. Granata mi accusa di essere colui che impedisce l’accertamento della verità sulle stragi e vorrei conoscere l’opinione del presidente della Camera, che è l’uomo politico a cui Granata fa riferimento. Mi aspetto un suo intervento che credo possa essere l’occasione per un chiarimento a 360 gradi".

QUAGLIARIELLO: Mantovano rigoroso e serio

"Prendiamo atto che per due giorni di seguito il procuratore Lari ha stoppato sul nascere gli sciacallaggi politici che alcune improvvide dichiarazioni di esponenti della Procura di Caltanissetta avevano scatenato.
Ma tra equivoci e incontinenze verbali, e a fronte di un’inchiesta che starebbe smontando clamorosamente sentenze giudiziarie fondate su dichiarazioni di ’pentiti’, non vorremmo che il capro espiatorio degli errori giudiziari del passato da una parte, e delle imprudenze verbali del presente dall’altra, fosse il presidente della commissione del ministero dell’Interno che dopo vent’anni sta finalmente applicando con rigore la legge sui collaboratori di giustizia". Lo ha dichiarato Gaetano Quagliariello, vicepresidente vicario dei senatori del PdL. "Il procuratore Lari sostiene che le indagini e i processi sull’attentato a Paolo Borsellino sarebbero stati deviati da un ’depistaggio colossale’ per mezzo di false dichiarazioni di falsi pentiti: e’ anche grazie al rigore e alla serieta’ del sottosegretario Mantovano nell’applicazione della legge che oggi possiamo sperare che simili storture non abbiamo piu’ a ripetersi".

MANTOVANI: Barbareschi offende l'intelligenza degli elettori e dei militanti
"Se conoscesse davvero Silvio Berlusconi non esprimerebbe giudizi cosi’ infamanti e volgari".
Cosi’ si e’ espresso Mario Mantovani, sottosegretario alle Infrastrutture e dirigente nazionale del Pdl, reagendo all’intervista pubblicata da Repubblica dove Luca Barbareschi ha parlato di un Pdl di sudditi e di un governo piegato agli interessi del premier. "Cosi’ facendo Barbareschi offende l’intelligenza, la coscienza e la dignita’ dei tantissimi elettori, militanti ed amministratori locali impegnati giorno dopo giorno nel vivere e realizzare il buon governo del Popolo della liberta’ al fianco di Silvio Berlusconi che certamente sa coinvolgere e valorizzare entusiasmo, concretezza e voglia di fare di milioni di donne e uomini liberi. Pare che Barbareschi abbia dimenticato gli obiettivi raggiunti da questo Governo in soli due anni: i colpi inferti alla criminalita’ organizzata, il rinnovamento nella scuola, l’ottima gestione della crisi economica e la salvaguardia dei conti pubblici. Risultati questi che certamente non riguardano gli interessi di una sola persona, ma il bene di tutti gli Italiani rendendo grande e stimata l’Italia nel mondo. Pertanto nei confronti di quegli oltre 20 milioni di Italiani che da 16 anni votano con entusiasmo Berlusconi e che nel 2008 hanno consentito anche a Barbareschi di essere eletto riterrei utile mostrare maggiore rispetto. Per questo ci aspetteremmo dal collega deputato, coerentemente alle sue dichiarazioni, un segno di responsabilita’, valutando le dimissioni dal partito e, se ritiene, anche dalla Camera".


LUPI: Granata chieda scusa o lasci il PdL
"Frabio Granata chieda scusa oppure lasci il partito".
Lo ha affermato in una intervista a Repubblica il vice presidente della Camera, Maurizio Lupi. La polemica con Granata (vice presidente della Commissione antimafia) e’ sorta a seguito delle dichiarazioni dell’esponente finiano sul sottosegretario all’interno Alfredo Mantovano che avrebbe negato la protezione a Spatuzza. Da qui le accuse secondo cui pezzi dello Stato impedirebbero la lotta alla mafia. Lupi ha chiesto l’intervento dei probiviri del Pdl per giudicare il comportamento di Granata. "In questo caso non siamo in presenza di un dissenso ma non si possono avere pregiudizi verso chi guida il partito. E’ un masso che impedisce ogni rapporto. Granata ha di fronte a se’ due strade: puo’ ammettere di essersi sbagliato a dire che pezzi di governo impediscono la lotta alla mafia. Oppure puo’ prendere atto che tra lui e il partito c’e’ una distanza cosi’ enorme che una riflessione sulla sua permanenza si impone. Viste le sue posizioni starebbe meglio con Di Pietro".

ALFANO: Da Mantovano straordinario impegno contro il crimine
Il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, ha avuto oggi una lunga e cordiale telefonata con il sottosegretario all’Interno, Alfredo Mantovano, al quale ha espresso vicinanza e solidarietà, riconoscendogli lo straordinario lavoro svolto sul fronte della sicurezza e del contrasto al crimine organizzato.

Lo afferma in una nota l’Ufficio Stampa del ministero della Giustizia. Alfano ha rinnovato a Mantovano il personale ringraziamento per il prezioso contributo offerto nella preparazione e nella stesura del pacchetto delle norme antimafia, grazie alle quali lo Stato è tornato a ribadire la propria presenza. Il lavoro di uomini di grande rigore morale e di cristallina professionalità, capaci di operare scelte difficili nell’interesse del Paese, garantisce - più delle parole - forza e autorevolezza alle istituzioni.

CICCHITTO: Le polemiche insultanti oscurano i successi del Governo

"Vediamo che anche oggi, così come da almeno quattro mesi, la giornata è già caratterizzata da una raffica di dichiarazioni non solo polemiche ma qualcuna anche insultante".

Lo ha affermato in una nota Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati del Pdl in merito alle polemiche interne al PdL. "E’ evidente che così non si va da nessuna parte: si sta determinando, non si sa se consapevolmente o inconsapevolmente, una situazione insieme grottesca e drammatica e si contribuisce a creare una nube mediatica che serve ad oscurare tutto quello che di buono, ed è molto, il governo sta facendo".

giovedì 22 luglio 2010

Le leggi non piacciono a certa magistratura di sinistra

BERLUSCONI: Le leggi non piacciono a certa magistratura di sinistra e il popolo non conta piu' nulla

"La battaglia sulle intercettazioni fa emergere i difetti della nostra democrazia, costruita su una architettura costituzionale non in grado di produrre interventi di ammodernamento e democratizzazione. Le leggi non piacciono a certa magistratura di sinistra e il popolo non conta piu’ nulla".


Lo ha affermato il presidente Silvio Berlusconi che parlando di intercettazioni e delle modifiche apportate al ddl dalla commissione giustizia della Camera, ha sottolineato: "Con le modifiche di oggi si avra’ una legge che lascera’ la situazione pressoche’ come e’ adesso e che non lascera’ agli italiani la liberta’ di parlare al telefono. L’Italia non sara’ un paese davvero civile, come lo e’, ad esempio la democraticissima Inghilterra dove infatti le registrazioni telefoniche non possono essere portate come prova nei processi ne’ dall’accusa ne’ dalla difesa. Qui da noi e’ uno scandalo assoluto. Il privato, senza avere commesso alcun reato, puo’ venire registrato e vedere le sue conversazioni finire sui giornali, con un peso completamente diverso da quello che ha detto, perche’ basta tagliare qua e la’ una frase e il senso cambia."


LA RUSSA: La legge sulle intercettazioni garantisce la privacy e la lotta al crimine

Il ministro della Difesa e coordinatore del Pdl, Ignazio La Russa, ha fatto i complimenti al Guardasigilli Angelino Alfano per una legge, quella sulle intercettazioni, che "centra l’obiettivo di garantire di piu’ la privacy dei cittadini e allo stesso tempo non metta a repentaglio le indagini contro la criminalita"’.

All’uscita da Palazzo Grazioli dove si e’ appena concluso un vertice del Pdl, il ministro La Russa ha poi ribadito che l’intenzione e’ quella di approvare il provvedimento prima della fine dell’estate. Il ministro ha poi spiegato che nel corso del vertice non si e’ parlato del congresso, ma "delle attivita’ parlamentari e della vita del partito". La Russa ha poi criticato l’onorevole Granata per "alcune recenti uscite" sul fatto che alcune parti delle istituzioni e del governo stiano bloccando la ricerca della verita’ sulle stragi di mafia del ’92-93. "E’ andato sopra le righe",

GASPARRI: Basta pm-star, dannosi per la credibilita' delle indagini

"La magistratura, se ha elementi per avviare nuovi giudizi, lo faccia, ma questo stillicidio di dichiarazioni da star mediatiche è certamente dannoso per la credibilità della giustizia e la serietà delle indagini così delicate che Lari ed altri stanno svolgendo".

Lo ha affermato il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, che a proposito del chiarimento del procuratore di Caltanissetta che indaga sulle stragi di mafia ha osservato: "Prendiamo atto delle affermazioni odierne del dottor Lari. Vedremo a quali verità ci porteranno queste indagini, tenendo conto che ci sono state delle sentenze passate in giudicato sulla strage di via D’Amelio. Ognuno deve fare il suo dovere. Facciano quel che devono e che la legge gli consente di fare, ma con una serietà e un rigore che sin qui non hanno sempre dimostrato, tant’è che un giorno si dicono alcune cose e il giorno dopo se ne devono dire esattamente altre".

ALFANO: Perseguire gli autori dei reati senza inseguire fantasmi
"L’indagine sulla cosiddetta P3 era ampiamente nota alle cronache giudiziarie grazie a una serie di anticipazioni giornalistiche e alla copertura mediatica che ne e’ seguita."

Lo ha affermato il ministro della Giustizia Angelino Alfano, nella risposta all’interrogazione Idv sul caso del sottosegretario Caliendo:

"Il quadro e’ stato completato dalla sobria e e pacata intervista rilasciata dal procuratore aggiunto di Roma Giancarlo Capaldo a ’Repubblica’ il 17 luglio dal titolo ’Una societa’ occulta devastante che condizionava le istituzioni". Esternazione "invero parzialmente smentita il giorno successivo", che seguiva sul piano logico la "non meno incontinente" intervista data dal procuratore a ’Libero’, dal titolo: ’Cricca: e’ una faida nel Pdl’. Premesse fatte da Alfano per asserire che "tutto e’ noto dell’inchiesta, niente e’ noto invece di cio’ che il sottosegretario Caliendo avrebbe materialmente fatto, agendo illecitamente o in direzione contraria ai doveri dell’ufficio che ricopre".

SILVIO BERLUSCONI LANCIA L'OPERAZIONE MEMORIA

L’appello di Silvio Berlusconi ai sostenitori registrati su Forzasilvio.it

In queste ultime settimane sono riprese contro il governo e contro il Popolo della Libertà furibonde campagne mediatiche.

Come mi ero impegnato a fare, ho ripreso in mano la situazione e sto lavorando con il consueto impegno su entrambi i fronti, forte del sostegno attivo di persone come te.

Per questo motivo ti sottopongo in anteprima il pieghevole che riassume le cose fatte dal governo: è il primo di una serie di materiali di comunicazione che distribuiremo a settembre nelle Feste della Libertà, a Gubbio, ad Atreju, alla Summer school di Magna Carta, ai banchetti dei Promotori della Libertà, ovunque sia possibile.

Sono convinto che conoscere e divulgare le tante realizzazioni del nostro “Governo del fare” sia la migliore risposta contro le calunnie e le campagne mediatiche.

I nostri avversari sono maestri nelle chiacchiere, con le quali cercano di nascondere i loro demeriti e di oscurare il tanto di buono che abbiamo fatto in questi due anni difficili.

Non riusciranno nel loro intento se noi saremo uniti, se il Popolo della Libertà sarà unito attorno al proprio governo, consapevole dei grandi risultati finora ottenuti, coeso tra leader, dirigenti e popolo.

La forza del nostro stare insieme è nella moralità del fare. Proprio per questo cercano di toglierci l’orgoglio di essere nel Popolo della Libertà, motore principale del governo del fare

leggi e manda i tuoi commenti su www.forzasilvio.it .

Diffondilo ai tuoi amici in internet. Noi faremo lo stesso nei prossimi giorni, con altre iniziative on line per dire le tante cose buone che abbiamo fatto finora e che sono la premessa per quelle che porteremo a compimento nella seconda parte della legislatura.

Grazie per il tuo impegno. Andiamo avanti, insieme!

Tuo Silvio Berlusconi

Stampato dal sito www.ilpopolodellaliberta.it

22 Luglio 2010

martedì 20 luglio 2010

La questione morale riguarda la sinistra

GASPARRI: La questione morale riguarda la sinistra
"La sinistra che si erge a moralista dovrebbe rispondere su alcune questioni morali devastanti che riguardano il Pd e i suoi dintorni".
Lo ha affermato il capogruppo del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri. "Oggi Esselunga ha comprato pagine intere di giornale per dimostrare come ancora una volta in Emilia Romagna, la patria di Bersani, si impedisca di fatto la libera iniziativa economica. Riemergono le storie antiche degli intrecci tra Cooperative rosse e Partito democratico, ma anche delle sue amministrazioni locali. Nel passato questi intrecci erano anche di tipo economico. Ricordiamo i racconti di Donegaglia. Oggi probabilmente ci si limita soltanto ad impedire una libera iniziativa economica. Ma la vicenda denunciata da Esselunga dimostra quanto perduri questa protervia della sinistra e del cosiddetto modello emiliano.

C’e’ poi la questione del senatore Tedesco fatta arrivare in Parlamento dal Pd per sottrarlo alle inchieste che continuano a colpirlo. Veltroni e Bersani hanno concepito le liste elettorali in modo tale che venisse tutelata una persona che se non fosse arrivata a Palazzo Madama probabilmente sarebbe finita altrove. Ribadisco che i responsabili di questo scempio morale si chiamano Veltroni e Bersani. Infine ci chiediamo perche’ non si sottolinea abbastanza come la designazione del magistrato Marra ai vertici della giustizia milanese - conclude - sia avvenuta con il voto decisivo del vicepresidente del Csm Mancino e di altri esponenti del Csm, anche lui eletto dal Pd in Parlamento. Ci sono stati voti decisivi della sinistra nel Csm e nessuno sottolinea a sufficienza questa vicenda. Ci sono insomma molte questioni morali delle quali chiederemo conto e ragione ai vertici del Pd".


BONDI: E' impressionante il documento pubblicato da Esselunga
"E’ impressionante il documento pubblicato dalla societa’ Esselunga sui maggiori quotidiani italiani. Si tratta di una vicenda che per l’appunto chiama in causa la concorrenza e la liberta’, aprendo uno squarcio sul sistema di potere delle regioni del centro Italia". Lo ha affermato Sandro Bondi, coordinatore del Pdl. "Se e’ vero che la questione morale affonda le proprie radici nell’occupazione delle istituzioni da parte dei partiti allora la vera questione morale emerge proprio dove l’alternanza fisiologica al potere locale e’ assente da decenni e dove l’intreccio tra potere politico e mondo economico e’ cosi’ compenetrato da risultare quasi un blocco unico. Non oso pensare che cosa risulterebbe se la magistratura si rivolgesse a scandagliare anche questo sistema di potere".

STRACQUADANIO: Chiarire l'ostilità contro l'Esselunga a Modena
“Facciamo nostra la denuncia dell’intreccio tra Coop rosse e amministrazione di sinistra che Esselunga ha pubblicato sulle colonne dei giornali e annunciamo la presentazione, nei prossimi giorni, di un’interrogazione al Governo”.

Il deputato del PdL Giorgio Stracquadanio, attraverso il quotidiano online il Predellino, presenta l’iniziativa parlamentare promossa dopo la notizia – pubblicata ieri su tutti i principali quotidiani italiani – “dell’intenzione del comune di Modena di annullamento della destinazione ‘commerciale’ per un’area di proprietà di Esselunga sulla quale l’azienda di Bernardo Caprotti, in ottemperanza al programma di riqualificazione urbana del ’99, intendeva aprire un ipermercato garantendo finalmente, anche alla città emiliana, un effettivo libero mercato. Occorre chiarire le ragioni che hanno condotto all’esborso di 23 miliardi di Lire da parte di COOP Estense nel febbraio 2001, per assicurarsi un pezzo di terra affacciato sulla ferrovia ove l’insediamento di un supermercato non era neppure immaginabile”.