Gasparri: Da Pdl contributo concreto alle liberalizzazioni"Il Pdl intende dare un contributo concreto e propositivo al provvedimento sulle liberalizzazioni.
Bisogna migliorare gli interventi nei confronti di alcuni settori forti dell’economia e dare piu’ ascolto alle esigenze di categorie piu’ deboli. Proseguono a questo scopo gli incontri che abbiamo promosso come gruppi parlamentari del Pdl di Senato e Camera e come partito. Dopo aver ascoltato farmacisti e notai, oggi si sta svolgendo una intensa serie di confronti con i rappresentanti del settore dell’edilizia e delle costruzioni, dell’energia, con i commercialisti, il mondo delle assicurazioni, gli avvocati. Enucleeremo una serie di proposte sulle quali si concentrera’ il confronto politico-parlamentare al Senato con l’obiettivo di ottenere miglioramenti al provvedimento". Lo ha affermato il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri.
martedì 31 gennaio 2012
Cento milioni per 14 bracciali, perche' la proroga con Telecom?"
Nitto Palma: Cento milioni per 14 bracciali, perche' la proroga con Telecom?"Visto che la convenzione con Telecom, costata al ministero 100 milioni di euro, ha consentito in 10 anni l’utilizzo di 14 braccialetti per i condannati, perche’ e’ stata prorogata fino al 2017?".
A chiederlo e’ il parlamentare del Pdl ed ex Guardasigilli, Francesco Nitto Palma, in un’interrogazione al ministro Anna Maria Cancellieri nel corso dell’ audizione di quest’ultima in commissione Affari Costituzionali di Palazzo Madama: "Ho chiesto anche al ministro di annullare questo contratto di proroga, stipulato il 31 dicembre scorso, anche perche’ la vecchia tecnologia, per utilizzare i 400 braccialetti previsti dalla vecchia convenzione e i 2000 dalla proroga, e’ del tutto superata. In piu’ alla luce della normativa e della giurisprudenza europea, e’ assolutamente illegittima perche’ e’ stato modificato l’oggetto del contratto originario poi prorogato". Palma ha chiesto infine come mai cio’ "sia potuto accadere. Il ministro ha promesso sul tema una risposta scritta a Palma.
A chiederlo e’ il parlamentare del Pdl ed ex Guardasigilli, Francesco Nitto Palma, in un’interrogazione al ministro Anna Maria Cancellieri nel corso dell’ audizione di quest’ultima in commissione Affari Costituzionali di Palazzo Madama: "Ho chiesto anche al ministro di annullare questo contratto di proroga, stipulato il 31 dicembre scorso, anche perche’ la vecchia tecnologia, per utilizzare i 400 braccialetti previsti dalla vecchia convenzione e i 2000 dalla proroga, e’ del tutto superata. In piu’ alla luce della normativa e della giurisprudenza europea, e’ assolutamente illegittima perche’ e’ stato modificato l’oggetto del contratto originario poi prorogato". Palma ha chiesto infine come mai cio’ "sia potuto accadere. Il ministro ha promesso sul tema una risposta scritta a Palma.
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Sicurezza
Podesta': Il decreto svuota il valore e il significato delle Province"
Podesta': Il decreto svuota il valore e il significato delle Province"La mobilitazione dei Consigli provinciali e’ inquadrata nell’ottica di difendere da un lato la rappresentanza democratica di cui i nostri enti sono espressione e dall’altro di contribuire all’ammodernamento del Paese come giustamente preteso dai cittadini".
Lo ha affermato il presidente della Provincia di Milano, Guido Podesta’, nel giorno della protesta, organizzata dall’Unione province italiane, contro la prevista cancellazione delle Province.
"Sono convinto, infatti che si debbano ridurre i costi e migliorare l’efficienza delle nostre amministrazioni. Non possiamo, pero’, accettare l’esautorazione di un livello intermedio, costituzionalmente previsto, come sottolineato anche dal professor Valerio Onida presidente emerito della Corte costituzionale nel suo intervento al Consiglio provinciale di Milano, quando esistono in Italia altri 4.500 enti di livello intermedio (unione di comuni, enti parco, agenzie, comunita’ montane e altri). Ci sembra una modalita’ sbagliata anche per via del modo surrettizio con cui si sta procedendo verso una riforma di natura costituzionale tesa a svuotare di valore e di significato, il livello di governo rappresentato dalle Amministrazioni provinciali. Oggi lo si pratica con i nostri enti, domani lo si potra’ fare con i Comuni, con le Regioni e magari con il Parlamento. La liberta’ e la democrazia sono valori dei quali si coglie l’importanza una volta smarriti".
Lo ha affermato il presidente della Provincia di Milano, Guido Podesta’, nel giorno della protesta, organizzata dall’Unione province italiane, contro la prevista cancellazione delle Province.
"Sono convinto, infatti che si debbano ridurre i costi e migliorare l’efficienza delle nostre amministrazioni. Non possiamo, pero’, accettare l’esautorazione di un livello intermedio, costituzionalmente previsto, come sottolineato anche dal professor Valerio Onida presidente emerito della Corte costituzionale nel suo intervento al Consiglio provinciale di Milano, quando esistono in Italia altri 4.500 enti di livello intermedio (unione di comuni, enti parco, agenzie, comunita’ montane e altri). Ci sembra una modalita’ sbagliata anche per via del modo surrettizio con cui si sta procedendo verso una riforma di natura costituzionale tesa a svuotare di valore e di significato, il livello di governo rappresentato dalle Amministrazioni provinciali. Oggi lo si pratica con i nostri enti, domani lo si potra’ fare con i Comuni, con le Regioni e magari con il Parlamento. La liberta’ e la democrazia sono valori dei quali si coglie l’importanza una volta smarriti".
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Politica
lunedì 23 gennaio 2012
Sciopero dei Tir, allarme di Coldiretti:a rischio la spesa degli italiani
da IL TEMPO del 23.01.2012
Sciopero dei Tir, allarme di Coldiretti:
a rischio la spesa degli italiani
"Se non si tornerà presto alla normalità, gli effetti si faranno presto sentire con gravi danni per le aziende agricole, per il commercio e per i consumatori".
Blocchi ai caselli e disagi in tutt'Italia
Con l'86% dei trasporti commerciali che in Italia avviene su strada, lo sciopero dei Tir mette a rischio la spesa degli italiani soprattutto per i prodotti più deperibili come il latte, la frutta e la verdura che non riescono a raggiungere gli scaffali dei mercati. È quanto afferma la Coldiretti che, in riferimento alla mobilitazione degli autotrasportatori, sottolinea i pesanti effetti che si potrebbero presto avere per le tavole degli italiani e per le aziende agricole. L'agroalimentare - precisa la Coldiretti - è il settore più sensibile perché‚ ai ritardi e alla perdita di opportunità commerciali si aggiungono la distruzione e il deprezzamento che subiscono i prodotti deperibili come latte, carn
Sciopero dei Tir, allarme di Coldiretti:
a rischio la spesa degli italiani
"Se non si tornerà presto alla normalità, gli effetti si faranno presto sentire con gravi danni per le aziende agricole, per il commercio e per i consumatori".
Blocchi ai caselli e disagi in tutt'Italia
Con l'86% dei trasporti commerciali che in Italia avviene su strada, lo sciopero dei Tir mette a rischio la spesa degli italiani soprattutto per i prodotti più deperibili come il latte, la frutta e la verdura che non riescono a raggiungere gli scaffali dei mercati. È quanto afferma la Coldiretti che, in riferimento alla mobilitazione degli autotrasportatori, sottolinea i pesanti effetti che si potrebbero presto avere per le tavole degli italiani e per le aziende agricole. L'agroalimentare - precisa la Coldiretti - è il settore più sensibile perché‚ ai ritardi e alla perdita di opportunità commerciali si aggiungono la distruzione e il deprezzamento che subiscono i prodotti deperibili come latte, carn
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LA NS/ RASSEGNA STAMPA
PDL SENATO: Presentate quattro mozioni contro la recessione
PDL SENATO: Presentate quattro mozioni contro la recessione
Il gruppo Pdl al Senato, con Maurizio Gasparri e Gaetano Quagliariello, ha presentato quattro mozioni che individuano alcune priorita’ e concrete proposte per affrontare la crisi e scongiurare il pericolo di una fase recessiva. "Con questa iniziativa intendiamo indicare una serie di decisioni e scelte prioritarie che puntano a sbloccare l’impasse che rischia di paralizzare il sistema creditizio e conseguentemente quello produttivo in tutto il Paese".
Nel primo documento viene affrontato il problema del credit crunch per le Pmi, proponendo una decisa azione del Governo per rinviare la data dell’entrata in vigore delle disposizioni dell’Eba per le banche ad una fase diversa e meno drammatica per l’area dell’euro. Nella seconda mozione, invece, si chiede di introdurre nelle proposte di implementazione di ’Basilea 3’ un moltiplicatore specifico per le Pmi, che consenta alle banche di ridurre il capitale da accantonare per erogare crediti al sistema della piccola e media impresa.
"E’ questa una iniziativa concreta per allontanare il rischio dello strangolamento del credito evocato dal Presidente della Bce, Draghi. Per quanto riguarda l’annoso problema dei ritardi della pubblica amministrazione nei pagamenti, il Pdl propone, nella terza mozione, di premiare le amministrazioni che riescono a velocizzare le procedure e di attuare i meccanismi di compensazione dei crediti a fronte delle somme dovute a seguito di iscrizione a ruolo, cosi’ come previsto dal decreto 78 del 2010. La mozione propone anche l’introduzione di misure che consentano di compensare i crediti con obbligazioni di natura fiscale gravanti sul creditore. Infine l’ultima mozione chiede al Parlamento di impegnare il Governo ad una decisa azione in favore di una drastica riforma del sistema che disciplina sul territorio europeo l’attivita’ delle agenzie di rating, favorendo una rapida approvazione in sede comunitaria delle proposte formalmente avanzate dalla Commissione di riforma del Regolamento e della Direttiva che attualmente normano la valutazione del rating.
"L’Europa ha il dovere di emanciparsi da meccanismi di valutazione dei rating che mostrano limiti e contraddizioni di ogni genere. Su questi temi, oltre che sul documento sull’Europa che ci accingiamo a presentare, ritengo che il Pdl debba far valere il suo ruolo di forza di maggioranza, avviando un dibattito in Parlamento e nel Paese che li ponga in cima all’agenda di Governo".
Il gruppo Pdl al Senato, con Maurizio Gasparri e Gaetano Quagliariello, ha presentato quattro mozioni che individuano alcune priorita’ e concrete proposte per affrontare la crisi e scongiurare il pericolo di una fase recessiva. "Con questa iniziativa intendiamo indicare una serie di decisioni e scelte prioritarie che puntano a sbloccare l’impasse che rischia di paralizzare il sistema creditizio e conseguentemente quello produttivo in tutto il Paese".
Nel primo documento viene affrontato il problema del credit crunch per le Pmi, proponendo una decisa azione del Governo per rinviare la data dell’entrata in vigore delle disposizioni dell’Eba per le banche ad una fase diversa e meno drammatica per l’area dell’euro. Nella seconda mozione, invece, si chiede di introdurre nelle proposte di implementazione di ’Basilea 3’ un moltiplicatore specifico per le Pmi, che consenta alle banche di ridurre il capitale da accantonare per erogare crediti al sistema della piccola e media impresa.
"E’ questa una iniziativa concreta per allontanare il rischio dello strangolamento del credito evocato dal Presidente della Bce, Draghi. Per quanto riguarda l’annoso problema dei ritardi della pubblica amministrazione nei pagamenti, il Pdl propone, nella terza mozione, di premiare le amministrazioni che riescono a velocizzare le procedure e di attuare i meccanismi di compensazione dei crediti a fronte delle somme dovute a seguito di iscrizione a ruolo, cosi’ come previsto dal decreto 78 del 2010. La mozione propone anche l’introduzione di misure che consentano di compensare i crediti con obbligazioni di natura fiscale gravanti sul creditore. Infine l’ultima mozione chiede al Parlamento di impegnare il Governo ad una decisa azione in favore di una drastica riforma del sistema che disciplina sul territorio europeo l’attivita’ delle agenzie di rating, favorendo una rapida approvazione in sede comunitaria delle proposte formalmente avanzate dalla Commissione di riforma del Regolamento e della Direttiva che attualmente normano la valutazione del rating.
"L’Europa ha il dovere di emanciparsi da meccanismi di valutazione dei rating che mostrano limiti e contraddizioni di ogni genere. Su questi temi, oltre che sul documento sull’Europa che ci accingiamo a presentare, ritengo che il Pdl debba far valere il suo ruolo di forza di maggioranza, avviando un dibattito in Parlamento e nel Paese che li ponga in cima all’agenda di Governo".
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Economia
domenica 22 gennaio 2012
Il blitz della Guardia di Finanza nella Standard & Poor's milanese
| RAVETTO: Il blitz della Guardia di Finanza nella Standard & Poor's milanese conferma la necessita' di verifiche | |
| "La notizia di accertamenti da parte della Guardia di Finanza nella sede milanese nell’agenzia di rating Standard & Poor’s conforta il mio convincimento personale e quello del Pdl sulla necessita’ che l’Autorita’ garante italiana intervenga per verificare se da parte di S&P’s vi e’ stato un abuso di posizione dominante, cosi’ come gia’ messo in evidenza nell’esposto presentato ieri all’Antitrust. Si tratterebbe, in primis, di un atto di chiarezza a tutela della credibilita’ delle stesse agenzie di rating". Lo ha dichiarato in una nota il deputato del PdL Laura Ravetto, responsabile propaganda del nostro movimento | |
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FINANZA INTERNAZIONALE
venerdì 13 gennaio 2012
Eurobond, nuovo ruolo della Bce, Tobin tax solo se applicata in tutta l'Unione europea
MOZIONE PDL: Eurobond, nuovo ruolo della Bce, Tobin tax solo se applicata in tutta l'Unione europea
12 gennaio 2012 ore 18:43 Eurobond, nuovo ruolo della Bce, Tobin tax solo se applicata in tutta l’Unione europea. Sono alcuni dei pilastri su cui dovra’ poggiare l’azione del governo in Europa, a quanto chiede il Popolo della liberta’ in una mozione depositata alla Camera. Il testo e’ stato firmato da Fabrizio Cicchitto, Massimo Corsaro e Franco Frattini.
Nella premessa, il Pdl ricorda che sono stati avviati negoziati per predisporre l’accordo intergovernativo europeo per il rafforzamento dell’Unione Economica (il Fiscal Compact), un’intesa che "ha valenza anzitutto politica, riguardando disposizioni che non avrebbero richiesto, per la loro vigenza giuridica, un nuovo strumento internazionale". In vista delle trattative, il Pdl ha messo nero su bianco unidici punti fermi di cui si chiede all’esecutivo di Mario Monti di tenere conto.
Il cuore del documento del Pdl e’ sulla strategia per l’uscita dalla crisi."Bisogna stabilire un giusto equilibrio fra una politica di riduzione del deficit e del debito e la politica per la crescita attraverso molteplici interventi riguardanti l’aumento delle risorse del Efsf, un nuovo ruolo della Bce, l’emissione degli eurobond". Per quanto riguarda la Bce, si chiede tra l’altro che si garantisca "la effettiva destinazione di prestiti Bce con condizioni particolarmente privilegiate all’ampliamento del credito per le imprese, soprattutto quelle medie e piccole, e ai cittadini".
Il Pdl mette poi i suoi paletti sulla tassa sulle transazioni finanziarie chiarendo, dopo il no della Gran Bretagna, "la necessita’ inderogabile che il meccanismo di tassazione, ove stabilito, si applichi a tutti i paesi membri dell’Ue e non soltanto ad alcuni". Al governo si chiede anche di impegnarsi "a perseguire una piu’ ampia intesa globale per la creazione di una piattaforma omogenea globale nelle sedi multilaterali internazionale". Vi e’ poi un capitolo sui debiti sovrani. E’ necessario che "fermo rimando l’obiettivo costituito dai parametri di convergenza europei, siano evitati automatismi rigoristici, che potrebbero avere esiti recessivi che vanificherebbero gli stessi obiettivi di pareggio del bilancio". E sulle banche. Si chiede una modifica della metodologia e dei tempi previsti dalla raccomandazione dell’Autorita’ bancaria europea (EBA) sulla ricapitalizzazione delle banche con "un approccio non penalizzante, rispetto ai criteri adottati negli altri paesi europei"
Come primo punto, pero’, il Pdl chiede "l’inserimento di un riferimento al vigente accordo ’Six Pack’ e ai relativi regolamenti sia nel preambolo che nell’articolato dell’accordo, considerando in particolare che il percorso di riduzione del debito, da attuarsi con rigore tenga conto di tutti i fattori rilevanti in ciascuno Stato membro per la sostenibilita’ complessiva del sistema che richiede anche politiche fiscali funzionali alla crescita". Poi si sollecita un "richiamo al ruolo delle Istituzioni Ue,e anzitutto della Commissione" e che "gli strumenti di ratifica siano depositati presso il governo italiano" come avviene dal 1957. Nel preambolo, quarto punto, dovranno essere adottati "riferimenti precisi agli altri elementi della complessiva risposta europea alla crisi globale con riferimento alla crescita e competitivita’, alla coesione sociale ed alla flessibilita’ del mercato del lavoro, al completamento e rafforzamento del mercato interno" e "le politiche per le piccole e medie imprese, la ricerca e l’innovazione".
In particolare, si chiede l’anticipazione rispetto a marzo 2013 della direttiva Ue sul ritardo dei pagamenti, nonche’ "l’applicazione equa dei requisiti di capitale previsti da Basilea 3". L’accordo, chiarisce il Pdl, dovra’ entrare in vigore solo con la ratifica dei 17 Paesi della zona euro perche’ le regole ordinarie della cooperazione rafforzata "esporrebbero al grave pericolo di spaccature nell’area Euro". Dovra’ poi essere specificato il ruolo della Corte di Giustizia Ue in relazione al controllo dell’attuazione del principio della golden rule negli ordinamenti nazionali.
12 gennaio 2012 ore 18:43 Eurobond, nuovo ruolo della Bce, Tobin tax solo se applicata in tutta l’Unione europea. Sono alcuni dei pilastri su cui dovra’ poggiare l’azione del governo in Europa, a quanto chiede il Popolo della liberta’ in una mozione depositata alla Camera. Il testo e’ stato firmato da Fabrizio Cicchitto, Massimo Corsaro e Franco Frattini.
Nella premessa, il Pdl ricorda che sono stati avviati negoziati per predisporre l’accordo intergovernativo europeo per il rafforzamento dell’Unione Economica (il Fiscal Compact), un’intesa che "ha valenza anzitutto politica, riguardando disposizioni che non avrebbero richiesto, per la loro vigenza giuridica, un nuovo strumento internazionale". In vista delle trattative, il Pdl ha messo nero su bianco unidici punti fermi di cui si chiede all’esecutivo di Mario Monti di tenere conto.
Il cuore del documento del Pdl e’ sulla strategia per l’uscita dalla crisi."Bisogna stabilire un giusto equilibrio fra una politica di riduzione del deficit e del debito e la politica per la crescita attraverso molteplici interventi riguardanti l’aumento delle risorse del Efsf, un nuovo ruolo della Bce, l’emissione degli eurobond". Per quanto riguarda la Bce, si chiede tra l’altro che si garantisca "la effettiva destinazione di prestiti Bce con condizioni particolarmente privilegiate all’ampliamento del credito per le imprese, soprattutto quelle medie e piccole, e ai cittadini".
Il Pdl mette poi i suoi paletti sulla tassa sulle transazioni finanziarie chiarendo, dopo il no della Gran Bretagna, "la necessita’ inderogabile che il meccanismo di tassazione, ove stabilito, si applichi a tutti i paesi membri dell’Ue e non soltanto ad alcuni". Al governo si chiede anche di impegnarsi "a perseguire una piu’ ampia intesa globale per la creazione di una piattaforma omogenea globale nelle sedi multilaterali internazionale". Vi e’ poi un capitolo sui debiti sovrani. E’ necessario che "fermo rimando l’obiettivo costituito dai parametri di convergenza europei, siano evitati automatismi rigoristici, che potrebbero avere esiti recessivi che vanificherebbero gli stessi obiettivi di pareggio del bilancio". E sulle banche. Si chiede una modifica della metodologia e dei tempi previsti dalla raccomandazione dell’Autorita’ bancaria europea (EBA) sulla ricapitalizzazione delle banche con "un approccio non penalizzante, rispetto ai criteri adottati negli altri paesi europei"
Come primo punto, pero’, il Pdl chiede "l’inserimento di un riferimento al vigente accordo ’Six Pack’ e ai relativi regolamenti sia nel preambolo che nell’articolato dell’accordo, considerando in particolare che il percorso di riduzione del debito, da attuarsi con rigore tenga conto di tutti i fattori rilevanti in ciascuno Stato membro per la sostenibilita’ complessiva del sistema che richiede anche politiche fiscali funzionali alla crescita". Poi si sollecita un "richiamo al ruolo delle Istituzioni Ue,e anzitutto della Commissione" e che "gli strumenti di ratifica siano depositati presso il governo italiano" come avviene dal 1957. Nel preambolo, quarto punto, dovranno essere adottati "riferimenti precisi agli altri elementi della complessiva risposta europea alla crisi globale con riferimento alla crescita e competitivita’, alla coesione sociale ed alla flessibilita’ del mercato del lavoro, al completamento e rafforzamento del mercato interno" e "le politiche per le piccole e medie imprese, la ricerca e l’innovazione".
In particolare, si chiede l’anticipazione rispetto a marzo 2013 della direttiva Ue sul ritardo dei pagamenti, nonche’ "l’applicazione equa dei requisiti di capitale previsti da Basilea 3". L’accordo, chiarisce il Pdl, dovra’ entrare in vigore solo con la ratifica dei 17 Paesi della zona euro perche’ le regole ordinarie della cooperazione rafforzata "esporrebbero al grave pericolo di spaccature nell’area Euro". Dovra’ poi essere specificato il ruolo della Corte di Giustizia Ue in relazione al controllo dell’attuazione del principio della golden rule negli ordinamenti nazionali.
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