domenica 22 luglio 2012

Matteoli: Basta polemiche su Berlusconi

Matteoli: Basta polemiche su

 Berlusconi

Il senatore del Pdl scrive al Corriere della Sera

Matteoli
PdL- "Auspico che nel Pdl, o come si chiamerà - poco importa a mio parere l’aspetto nominalistico - si evitino sterili polemiche. Mi auguro che gli amici che
 in questi giorni si sono agitati per la proposta di Berlusconi sul ritorno a Forza Italia, mai formalizzata, non facilitino il gioco abbastanza scoperto della sinistra e che offrano a Berlusconi e Alfano un serio contributo".

Lo ha affermato il senatore del Pdl Altero Matteoli in una lettera pubblicata dal Corriere della Sera. "Se si condivide, e non ho motivi per pensare il contrario che l’obiettivo del centrodestra sia ridare speranze agli italiani, non servono altri partiti, bisogna far funzionare meglio quello che abbiamo costruito. Si chiami Pdl o in altro modo, lo concorderemo ma dividersi significa perdere tutti e far perdere anche il Paese. Personalmente spero che Berlusconi non si candidi perché i sondaggi lo indicano come il più forte. Spero lo faccia perché è la personalità che più di altre può guidare il rilancio del Paese".

Brunetta: Da Monti sullo spread un'analisi superficiale

Brunetta: Da Monti sullo spread

 un'analisi superficiale

La nota del coordinatore dei dipartimenti del Pdl

BRUNETTA DICHIARAZIONE X INCISIVA
PdL -"Il premier Monti non va proprio d’accordo con gli spread anche se
 deve la nascita del suo governo proprio agli spread". Lo ha affermato in una
 nota Renato Brunetta, coordinatore
 dei dipartimenti del Pdl, che ha osservato: "Il presidente Monti nel corso della sua conferenza stampa a Palazzo Chigi ha affermato che all’insediamento del suo governo aveva trovato spread pari a 574 punti base ma ricorda male: non era 574, ma 553 all’atto delle dimissioni del governo Berlusconi; 519 punti base invece all’atto del giuramento del suo governo, il 16 novembre 2011.
Dire poi che da allora ad oggi la sua azione ha fatto diminuire lo spread di 84 punti - prosegue ancora Brunetta - oltre che essere sbagliato in partenza, e’ un’analisi troppo facile e, ci consenta presidente Monti, leggermente superficiale e anche ingenerosa nei confronti della sua stessa azione. Gli ricordiamo che lo spread misura il differenziale tra il rendimento dei titoli di Stato italiani rispetto agli equivalenti titoli tedeschi, ma per vedere gli effetti della sua politica, come della politica del governo precedente, non bisogna fermarsi agli spread ma bisogna analizzare i rendimenti dei titoli del mercato primario, l’equivalente delle aste mensili.
A dimostrazione che non e’ cambiato niente da luglio 2011 (mese in cui e’ scoppiata la tempesta degli spread) ad oggi, basta osservare che il rendimento medio ponderato dei Btp a 10 anni collocati con le ultime 7 aste del governo Berlusconi, è più basso dello 0,79% rispetto al rendimento medio ponderato dei Btp a 10 anni collocati con le 7 aste del governo Monti (dicembre 2011-giugno 2012). Una riduzione degli spread si era verificata tra metà dicembre 2011 e metà marzo 2012 ma solo grazie all’intervento della Bce, che ha fornito liquidità al sistema bancario europeo per più di 1.000 miliardi di euro a un tasso di interesse dell’1%. Tuttavia gli effetti sono stati solo temporanei, così come non sarebbero duraturi gli effetti dello scudo anti-spread su cui tanto il presidente Monti si é impegnato".

Fatti & Misfatti: L'effetto-Berlusconi

Fatti & Misfatti:

 L'effetto-Berlusconi

Le prime ripercussioni tra gli elettori di centrodestra

fatti & misfatti
Il ritorno in campo di Silvio Berlusconi ha sortito un primo effetto tra gli elettori di centrodestra. Una sua candidatura nelle politiche del 2013 metterebbe la coalizione moderata in condizioni di recuperare (già da ora) il 12% dei propri elettori. Il risultato è frutto dell’ultimo sondaggio realizzato da Spincon.it.
L’opinione che riserva altre significative linee di tendenza: il recupero di oltre 1 punto percentuale del PdL, dello 0,6 per la Lega e dello 0,7 per l’UdC. Stabili il Pd e le altre forze dell’ex Terzo Polo, mentre calano Italia dei Valori e soprattutto il movimento di Grillo che scende di 2 punti e mezzo in percentuale. Il significato politico del nuovo corso berlusconiano consiste in questo primo effetto di “rimescolamento”nell’ambito dei consensi di centrodestra.
La ricerca più aggiornata segnala un modesto recupero di popolarità di Monti. Lo zoccolo duro di consenso personale raccolto da Berlusconi nel centrodestra (pari al 23,3%) risulta più marcato in un’ipotesi di scenario elettorale “a quattro”. Cioè con la Lega separata dal centrodestra e il Terzo Polo sganciato dal centrosinistra.
Il candidato premier azzurro supera di gran lunga la concorrenza di Casini, Maroni e Bersani, ma anche quella di Montezemolo che si ferma al 3,3% nel centrodestra (e che avrebbe invece dalla sua un 10,7% di elettorato di centrosinistra).- PdL -

Libor, tra "i banchieri del diavolo" i vertici di tutti i grandi istituti del mondo

rassegna stampa

da LA REPUBBLICA del 22.07.2012

Libor, tra "i banchieri del diavolo"
i vertici di tutti i grandi istituti del mondo

Il quotidiano tedesco Handelsblatt si domanda: "La loro fantasia criminale non conosce limiti.

 Che tipo di vigilanza potrà fermarli?" Trani indaga sulla manipolazione dell'Euribor.

 L'iniziativa giunge dopo una serie di denunce delle associazioni dei consumatori



 "I banchieri del diavolo", attacca il quotidiano tedesco  sullo scandalo per le manipolazioni
 del Libor, l'indice sui tassi interbancari con la sterlina come valuta di riferimento. Critiche 
accompagnate da una foto che ritrae due uomini con aria da manager, in abiti eleganti, e 
con tanto di corna e forcone a tre punte. Sarebbero 16 le banche di Gran Bretagna, Europa
 e Stati Uniti coinvolte nelle indagini, riporta Handelsblatt che chiama in causa due manager
 di spicco di Deutsche Bank, la prima banca della Germania: i copresidenti Anshu Jain e 
Juerge Fitschen, che sarebbero stati sentiti nelle indagini che sono state condotte da 
commissione europea e autorità della svizzera.

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Privatizzazioni, lo stop della Consulta

  • Privatizzazioni, lo stop della Consulta

ENTI LOCALI| LA SENTENZA DELLA CORTE COSTITUZIONALE

Privatizzazioni, lo stop della Consulta

Cancellata la norma sui servizi pubblici locali: ignorava il referendum sull'acqua. I movimenti: «restituita voce a cittadini»

- Scacco matto alle privatizzazioni dei servizi pubblici locali. La Corte Costituzionale ieri, accogliendo il ricorso di sei Regioni, ha cancellato in un sol colpo tutta la normativa, varata dal governo Berlusconi, che apriva il mercato dei servizi pubblici (tranne quello dell'acqua) alla concorrenza imponendone in qualche modo la privatizzazione.
Secondo la Consulta, il difetto di queste regole, che erano contenute nella Finanziaria-bis del 2011, sta nel fatto che esse riproducono la medesima ratio di quelle che il referendum del giugno 2011 aveva cancellato, note con il nome di «legge Ronchi» e risalenti al 2009. La violazione dell'articolo 75 della Costituzione, che vieta di riproporre norme cassate dalla volontà popolare, riporta ora indietro l'orologio normativo di circa 15 anni, a prima della legge Ronchi. Esultano le Regioni, a partire dalla Puglia di Nichi Vendola, prima firmataria del ricorso.
Per capire cosa è successo bisogna premettere che la normativa comunitaria consente agli enti locali di gestire direttamente i servizi pubblici ponendo come unica condizione che il capitale della società cui li affida (società in house ) sia totalmente pubblico. Ora, la norma cassata, secondo la Consulta e in particolare Giuseppe Tesauro (ex Garante Antitrust), estensore della sentenza, andava oltre quelle europee, rendendo «ancora più remota l'ipotesi dell'affidamento diretto dei servizi». 

Draghi: "L'euro è irreversibile" Napolitano: "Serve più Unione"

RASSEGNA STAMPA
da la stampa


ECONOMIA
21/07/2012 - LA CRISI

Draghi: "L'euro è irreversibile"
Napolitano: "Serve più Unione"



"Bce pronta ad agire senza tabù"
Il monito del Capo dello Stato:
"I Paesi fondatori si impegnino"

L'attesa è tutta per lunedì mattina. Dopo il venerdì nero alla riapertura dei mercati si capirà se la speculazione continuerà a colpire Italia e Spagna. La Bce prova a fermare la valanga. L'euro è «irreversibile», non c'è un rischio di «esplosione» dell'unione monetaria e la Banca centrale europea è pronta ad agire «senza tabù», dice il presidente dell'istituto, Mario Draghi, in un'intervista a Le Monde.

«Vediamo analisti immaginare scenari di esplosione della zona euro, vuol dire mal conoscere il capitale politico che i nostri dirigenti hanno investito in questa unione e il sostegno degli europei», spiega Draghi, sottolineando poi il «successo» del Consiglio europeo del 28 e 29 giugno scorsi. «Per la prima volta, mi sembra, è stato dato un messaggio chiaro: uscire dalla crisi con più Europa», dichiara, sottolineando l’importanza della raod map tracciata per l’evoluzione dell’unione monetaria nel senso di una «maggiore integrazione» economica. «Qualsiasi movimento verso un’unione finanziaria, di bilancio e politica è a mio parere inevitabile e condurrà alla creazione di nuove entità sovranazionali», prosegue il numero uno. Un concetto ribadito oggi anche dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Belgio e Italia sono chiamati a rinnovare l’impegno per un «rafforzamento politico delle istituzioni» europee verso un «più forte slancio di integrazione» necessario per il «benessere» e la «fiducia» dei giovani


mercoledì 18 luglio 2012

Nuovo scandalo bancario: gli Usa accusano Hsbc di riciclaggio

È QUANTO EMERGE DA UN RAPPORTO DEL SENATO USA - IGNORATI PER ANNI GLI AVVERTIMENTI


Nuovo scandalo bancario: gli Usa accusano Hsbc di riciclaggio


RASSEGNA STAMPA
da Il Corriere della Sera del 18.7.2012

Avrebbe prestatore assistenza ai cartelli della droga. 16 miliardi di dollari di transazioni con l'Iran nel periodo 2001-2007

Dopo Barclays, un altro colosso bancario britannico finisce nel mirino degli investigatori. Si tratta di Hsbc, sotto inchiesta negli Usa per riciclaggio. L'assenza di controlli e l'inadeguatezza delle regole, secondo il rapporto, hanno permesso ai cartelli della droga messicani di utilizzare la Hsbc per il riciclaggio di denaro e ad alcune aziende di aggirare le sanzioni imposte all'Iran. Inoltre, ad alcune entità collegate al terrorismo è stato consentito l'ingresso nel sistema finanziario Usa. Nel rapporto di 335 pagine si sostiene che i controlli messi in atto dalla banca per evitare che la propria struttura venisse sfruttata da organizzazioni criminali erano inefficaci e che i campanelli d'allarme suonati da alcuni dipendenti sono stati regolarmente ignorati dal top management.







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