domenica 30 settembre 2012

Berlusconi: Dopo la carcerazione di Sallusti completare la depenalizzazione dei reati di opinione


Berlusconi: Dopo la carcerazione di
Sallusti completare la depenalizzazione
 dei reati di opinione

La nota del Presidente del Pdl sulla sentenza di condanna del direttore del Giornale

Silvio Berlusconi
PdL -"La carcerazione inflitta al direttore Alessandro Sallusti appare a chiunque assolutamente fuori da ogni logica e contro il buonsenso.

La magistratura non commina pene siffatte neppure per gravi reati che destano ben diverso allarme sociale". Lo ha dichiarato, in una nota, il Presidente Silvio Berlusconi. "Tale decisione assunta proprio contro il direttore de ’Il Giornale’ deve imporre una seria riflessione. La depenalizzazione di tutti i reati di opinione, gia’ in parte effettuata dal mio governo e non portata a totale compimento purtroppo per le erronee resistenze di parte della maggioranza ed anche dell’opposizione, deve al piu’ presto essere portata a compimento. Chiederemo al governo di intervenire urgentemente in tal senso affinchè casi come questi non si possano piu’ verificare e nessuno possa essere incarcerato per avere espresso un’opinione".

RASSEGNA STAMPA

da LIBERO del 29.09.2012

Caso Sallusti: Formigoni, magistratura

 non puo' applicare legge sbagliata

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Milano, 29 set. - (Adnkronos) - Il caso Sallusti lotta contro il tempo: mancano 28 giorni allo scadere della sospensiva. Il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, ha incontrato personalmente a Milano il direttore de Il Giornale per esprimergli la solidarieta': l'incontro, filmato da www.formigoni.it, e' stato pubblicato su YouTube.
"Alessandro Sallusti - dice Formigoni accanto al giornalista - e' un simbolo della liberta' di stampa, un incarcerato ingiustamente, almeno cosi' vorrebbero". Formigoni riflette sulla situazione della riforma della giustizia in Italia: "La politica e' in ritardo e deve fare le scelte giuste, ma la magistratura non puo' applicare queste leggi sbagliate con l'accanimento e la ferocia che hanno avuto nei suoi confronti. La Corte europea dei diritti dell'uomo metta fine a questa assurdita': sono certo che Strasburgo non potra' che fermare questo abominio".

martedì 18 settembre 2012

CESSIONI DI SOVRANITA': UN TRADIMENTO VERSO GLI ITALIAN

LA VOCE AL POPOLO


Dalla posta de IL CORRIERE DELLA SERA  del 18.09.2012, riportiamo, senza alcun commento, quanto scrive un lettore a commento delle notizie pubblicate dal giornale sulla situazione economica e politica  con l'entrata dell'Italia in Eurolandia e con la conseguente crisi dell'Euro

CESSIONI DI SOVRANITA': UN TRADIMENTO VERSO GLI ITALIANI.
17.09|21:43 excalibur_2011
@ Maurizio_VR. Anche l'Italia mi risulta sia in passivo tra dare e avere dalla UE. Peraltro, ora per il fondo salva-stati l'Italia prima di (eventualmente) ricevere dovrà dare. Così come ha dato per la Grecia... Pertanto, non stiamo a canonizzare la Grande Germania: che di fregature nel corso della Storia ce ne ha mollate tante, soprattutto quando ha preteso (come oggi, d'altronde) di essere uber alles, con conseguenze molto tragiche come tutti sappiamo bene. La questione è che, al di là della pessima classe politica e dell'inefficienza dell'apparato statale, l'Italia ci ha rimesso alla grande con l'euro, mentre la Germania ci ha guadagnato enormemente. Quindi, bisogna prendere atto che l'euro è una sciagura per l'Italia e non incaponirsi con ulteriori cessioni di sovranità politica (chè quella monetaria è bella che andata...). Chi vuole cedere ancora sovranità, volendo traghettarci verso gli Stati Uniti d'Europa sotto l'egida della finanza internazionale, è un nemico dell'Italia e del suo popolo. Lo dice non essendo certo nè di destra, nè sciovinista. Se il mantenimento dell'euro e i vincoli della UE non coincidono con il benessere degli italiani, significa che c'è qualcosa di profondamente sbagliato e perverso nel voler continuare su questa strada.

Rapporto sul declino italiano

RASSEGNA  STAMPA
da il  CORRIERE DELLA SERA  del 18.9.2012

PER RISALIRE ORA CI VOGLIONO RIFORME STRUTTURALI»

Dalla produttività ai salari
Rapporto sul declino italiano

Nella classifica delle maggiori economie mondiali il sistema nazionale è scivolato all'ultimo posto

ramma)
ROMA - Eravamo i primi, siamo diventati gli ultimi. Negli anni Settanta l'Italia era al primo posto per crescita della produttività nell'industria rispetto ai principali Paesi nostri concorrenti nel mondo. Negli anni Duemila chiudiamo la classifica. Nel decennio 1970-1979 l'output per ora lavorata (valore aggiunto al costo dei fattori) del settore manifatturiero era cresciuto in Italia in media del 6,5% l'anno.
Meglio del Giappone (5,4%), dell'Olanda (5,2%), della Francia e della Germania (intorno al 4%) e molto meglio dei padroni del mondo, gli Stati Uniti (2,7%), e della culla della rivoluzione industriale, il Regno Unito (2,4%). Negli anni Ottanta gli inglesi erano però balzati al primo posto (sarà stata la cura Thatcher?) con una crescita della produttività del 4,4%, l'anno mentre l'Italia era scivolata in coda, dimezzando il ritmo precedente (dal 6,5% al 3,2%). Negli anni Novanta la leadership fu conquistata dagli Stati Uniti, grazie soprattutto alle innovazioni tecnologiche e informatiche (4,3% l'anno) e l'Italia rallentò ancora (2,6%). Ma è nel primo decennio del Duemila, cioè dopo l'introduzione dell'euro, che la produttività nel nostro Paese precipita a un misero 0,4% in media d'anno, contro l'1,8% della Germania, il 2,5% della Francia, il 2,8% dell'Olanda, il 3% del Regno Unito. E meglio di noi ha fatto anche la Spagna (1,5%). Bastano questi dati a illustrare la centralità del problema della produttività in Italia.
«La politica reagisca»
La tabella, come molte altre, è contenuta nelle 350 pagine del Rapporto sul mercato del lavoro, curato da Carlo Dell'Aringa, che martedì sarà presentato al Cnel, il C

In difesa della nazione. Riflessioni sulla democrazia in Europa


SEGNALAZIONI BIBLIOGRAFICHEIn difesa della nazione. Riflessioni sulla democrazia in Europa
AutoreManent Pierre
PrezzoPrezzo di copertina € 14,00 
Edizione2008, 65 p., brossura
TraduttoreAnghelé F.
EditoreRubbettino  (collana Saggi)


La forma politica che ha caratterizzato per secoli l'Europa va scomparendo ormai da alcuni decenni. Spogliato dei suoi principali contenuti etici, politici e religiosi, lo Stato-nazione oggi non corrisponde altro che a un nome senza più sostanza che fatichiamo tuttavia ad abbandonare definitivamente. A sostituirlo dovrebbe essere una struttura politica sempre più astratta, l'Unione Europea. Il governo rappresentativo, sviluppatosi in seno allo Stato-nazione, sta cedendo il posto ad una governance incapace di governare e di rappresentare. Ma c'è ben altro dietro al nuovo assetto politico europeo: l'illusione di veder presto nascere un'umanità finalmente unificata che sarà in grado di riunire tutti i popoli e tutti gli Stati. La nuova umanità europea non sa più che farsene della sua religione, il cristianesimo, fino ad oggi unica effettiva forza universale capace di parlare a tutti indistintamente. Affrontando le più spinose questioni del mondo contemporaneo - dal rapporto con l'islam della Turchia in Europa fino alla nascita d'Israele - Manent conduce il lettore attraverso i segni più evidenti di una crisi che non vogliamo riconoscere. Solo riappropriandoci delle ragioni ultime dello Stato-nazione, che nel corso della sua lunga storia ha cresciuto la rappresentanza politica e la democrazia, potremmo uscire da una rischiosa impasse e da una paralizzante crisi d'identità che ci attanagliano.




Manent Pierre - In difesa della nazione. Riflessioni sulla democrazia in Europa

lunedì 17 settembre 2012

Via alla sanatoria per gli immigrati: 4547 domande nelle prime dieci ore


RASSEGNA STAMPA
da LA STAMPA 16.09.2012 -
 è la prima "finestra" per mettersi in regola che si apre dal 2009

Via alla sanatoria per gli immigrati: 4547 domande nelle prime dieci ore


claudio bressani
Dalle 8 di ieri mattina e per un mese, fino alla mezzanotte del 15 ottobre, sono aperti i termini per aderire alla nuova sanatoria a disposizione degli immigrati irregolari e dei loro datori di lavoro che vogliano regolarizzarli attraverso una procedura di «emersione». è la prima finestra che si apre dal 2009, quando per altro la sanatoria - come questa senza un tetto massimo al numero di posizioni che potranno essere regolarizzate - era riservata solo a colf e badanti.

I dati diffusi dal Viminale con la prima rilevazione fanno prevedere un successo dell'operazione, che smentirebbe un certo pessimismo della vigilia, legato tra l'altro ai costi dell'operazione (il contributo forfettario da versare è raddoppiato da 500 a mil

 Sono state 4547 le domande pervenute alle 18 di sabato, ovvero dopo le prime dieci ore a disposizione. L'invio avviene esclusivamente per via telematica collegandosi al sito del ministero dell'Interno.






domenica 16 settembre 2012

Spariti i giganti restano i nani della politica


Spariti i giganti restano i nani della politica

La campagna elettorale è di fatto aperta, ma se giudichiamo la qualità del dibattito finora espresso possiamo tranquillamente dire che le elezioni sono inutili.Un sistema senza alleanze e coalizioni - pure con il proporzionale - non va da nessuna parte. Anche nella Prima Repubblica servivano almeno due partiti grandi per costruire un sistema. Oltre mezzo secolo di democrazia italiana è stato un confronto serrato tra Dc e Pci, i prossimi anni rischiano di essere un film muto fra partiti-puffi. Spariti i giganti, restano i nani.

RASSEGNA STAMPA

da IL TEMPO  del 16-09-12
Editoriale di Mario Sechi