venerdì 21 dicembre 2012

Tremonti in Campania Platea gremita per il lancio della lista dell’ex ministro.


Effetto Tremonti su socialisti e Prof. Demitry leader di 3L in Campania

Platea gremita per il lancio della lista dell’ex ministro.
Candidature ancora top secret.

da “IL MATTINO” del 15 dicembre 2012 di Enrica Procaccini
Con in tasca un pacchetto di proposte per il rilancio del Mezzogiorno, Giulio Tremonti ha fatto ieri tappa a Napoli per presentare la “Lista Lavoro e Libertà”. Un movimento politico, già ribattezzato delle 3 L, con cui l’ex super-ministro dell’economia, affrancato dalla zavorra del Pdl e distante dalle titubanze di questi giorni del Cavaliere, ha deciso di giocarsi la partita parlamentare. Cassa del Mezzogiorno, Banca del Sud, zone franche urbane e fiscalità di vantaggio: gli strumenti per la crescita del Mezzogiorno sono scritti nero su bianco nel Manifesto politico-programmatico che ha già incassato l’imprimatur della Lega. Per aggregare forze dell’area socialista, di quella cattolica, qualche deluso del Pdl e le energie dei giovani, il Professore in Campania sceglie Geppino Demitry. Vice sindaco di Napoli ai tempi di Picardi e Scotti, sotto segretario di Stato in quota Psi dei governi Goria, De Mita, Andreotti, Demitry insieme con il suo braccio destro Alberto Clemenza ha riempito la Sala Newton di Città della Scienza per la presentazione delle 3 L in un pomeriggio di pioggia battente




Bersani contro Mario:«I partiti personali non fanno bene»

RASSEGNA STAMPA
da IL TEMPO
21-12-12

aTTACCO IL SEGRETARIO DEL PD DURO CONTRO LA DECISIONE DEL PROFESSORE

 DI SCENDERE IN CAMPO: «NOI SIAMO STATI LEALISSIMI CON LUI, NON AVREMMO

 IMMAGINATO UNA CONTESA»

Bersani contro Mario:«I partiti personali

 non fanno bene»


Un giorno lo corteggia, un giorno lo attacca senza mezzi termini.


Mercoledì, nel suo tour europeo, Pier Luigi Bersani aveva spiegato che 
un'eventuale candidatura di Mario Monti non sarebbe stata «immorale»
(come aveva dichiarato Massimo D'Alema). E che in ogni caso, candidato 
no, il dialogo tra il Pd e il Professore non si sarebbe interrotto. Non solo,
 ma aveva dato ampie garanzie ai partener internazionali che, pur con le 
dovute correzioni su crescita e equità, il governo di centrosinistra non
abbandonerà la strada tracciata da Monti. Evidentemente il leader Pd non7
 aveva ancora ricevuto le ultime notizie da Palazzo Chigi. Dopo il giro di 
consultazioni con i rappresentanti delle liste che dovrebbero sostenerlo 
(Luca Cordero di Montezemolo, Pier Ferdinando Casini e anche Gianfranco
 Fini), la candidatura di Monti si è fatta concreta. Così ieri Bersani ha messo
 da parte il fair paly e ha attaccato il premier quasi fosse un Berlusconi 
qualunque. «Non credo - ha detto ospite di SkyTg24 - che i partiti costruit
i intorno ad una persona facciano bene all'Italia». I Democratici, però, non
 temono «il terzo incomodo». E non resteranno a guardare in un eventuale
 duello tra il Cavaliere e il Professore. Anche se è chiaro che, con lui in campo,
 la strada verso Palazzo Chigi si fa più in salita per Bersani. Anche per questo,
 forse, il segretario ribadisce la propria delusione per la scelta del premier: 
«Noi siamo stati lealissimi con Monti, francamente non avremmo immaginato
 una contesa». Ma è soprattutto sui modi del nuovo impegno in politica del
 Professore che si concentra l'attenzione del leader Pd. «Ho sempre detto da 
tre anni - osserva - che non avrei mai messo il mio nome sul simbolo perché
 le formazioni politiche devono avere chiarezza, autonomia, devono essere 
guidate dalle persone e costruite intorno ai programmi e non alle persone».
 Un'accusa che in passato Bersani aveva sempre rivolto a quello che definisce
«il partito dell'uomo solo al comando», cioe' il Pdl. Nonostante la delusione, 
i Democratici non hanno intenzione di cambiare il proprio schema di gioco.

Meloni e Crosetto via dal Pdl Con La Russa nasce Fratelli d'Italia




RASSEGNA STAMPA
da IL MESSAGGERO
21.12.12


Meloni e Crosetto via dal Pdl
Con La Russa nasce Fratelli d'Italia

Ma nel simbolo del nuovo partito ci sarà anche la scritta

 Centrodestra nazionale




ROMA - Dalla coalizione al cartello. Il Pdl si scompone e ricompone con una nuova geografia in poco più di 48 ore. L'ex ministro Ignazio La Russa ha appena battezzato il suo Centrodestra nazionale, dove arrivano anche Giorgia Meloni e Guido Crosetto. I due, che domenica scorsa avevano detto fuori Scajola e Dell'Utri o ce ne andiamo, abbandonano il Pdl e si alleano con l'ex colonnello di An e la sua formazione fondando Fratelli d'Italia.

Ma sul nome c'è ancora un braccio di ferro in corso. La trattativa si sarebbe sbloccata solo alla fine, dopo aver sciolto il nodo del simbolo. All'ultimo momento, sarebbero stati accontentati i larussiani, decisi a tenere nel logo anche la scritta Centrodestra nazionale, nata appena un mese fa con la registrazione presso l'Ufficio brevetti del ministero dello Sviluppo. Dopo un confronto serrato, raccontano, la mediazione raggiunta avrebbero soddisfatto tutti: Crosetto e Meloni sarebbero riusciti a inserire la scritta Fratelli d'Italia, in testa al simbolo su sfondo azzurro sopra il nodo tricolore, mentre La Russa avrebbe ottenuto il nome Centrodestra nazionale nella parte bassa.

Berlusconi su Monti: "Lui in campo? Piccolo protagonista"


RASSEGNA STAMPA

da LA REPUBBLICA

21-12-12 


Berlusconi su Monti: "Lui in campo? Piccolo protagonista". Attacca La7 e manda un messaggio alla Chiesa

Nuova puntata dell'invasione mediatica del Cavaliere. A Radio Anch'io se la prende col presidente del Consiglio e i centristi. Sulla sinistra: "Strilla, vuol dire che ha paura". Bordate contro La7. A Vaticano e Cei dice: "Si ricordino quello che abbiamo fatto noi". Infine annuncia il "Partito per la Repubblica"


ROMA
 - Le parole più dure sono per Mario Monti. "Rimarrei sorpreso se ci fosse una partecipazione alla campagna elettorale di Monti, sarei questa volta d'accordo con D'Alema", "non sarebbe nell'interesse di monti diventare piccolo protagonista da deus ex machina quale si era presentato". Così Silvio Berlusconi, ospite di Radio anch'io - quarta incursione mediatica in quattro giorni - parte all'attacco dell'attuale premier, nonché probabile candidato nella corsa per palazzo Chigi. Poi va giù duro sulla politica economica del governo tecnico: "La politica dell'austerità porta alla recessione e alla depressione. Bisogna cambiare completamente la politica economica. Andando avanti così i nostri Paesi saranno costretti a uscire dall'Euro perchè altrimenti si voterebbero al fallimento e al default". 

Crollano i consumi petroliferi, livelli pre-boom anni 60. Ma il gettito fiscale è da record: 42 miliardi


RASSEGNA STAMPA

da IL SOLE 24 ORE
20-12-2012

 





È quanto emerge dal preconsuntivo 2012 elaborato dall'Unione Petrolifera

 che evidenzia come quest'anno i consumi abbiano subito «una contrazione

eccezionale» pari all'11,4% a quota 63 milioni di tonnellate.

Si tratta di un tonfo nettamente superiore persino a quello registrato nel 2009, all'apice della crisi dei subprime, quando i consumi calarono del 6,4%. Nel biennio 2011-2012 il calo è di quasi 11 milioni di tonnellate, cioè già la metà di quanto abbiamo perso nel decennio 2000-2010.
La domanda dei soli carburanti, spiega l'Up, storicamente in crescita fino al 2004, nel 2012 è diminuita di quasi il 10%. Considerando anche il gpl, la perdita dal 2004 si aggira intorno ai 9 miliardi di litri di cui quasi la metà nel 2012.
La benzina, scesa sotto i 9 milioni di tonnellate, presenta oggi volumi che sono la metà di quelli del 2000, non compensati dalla crescita del gasolio che, nello stesso periodo, è aumentato del 27%. La flessione del gasolio nel 2012 (-2,5 milioni di tonnellate, pari al 10%) riflette ampiamente la gravità della crisi economica in corso.

Il colosso dei future compra la Borsa di Wall Street



rassegna stampa
Da il sole 24 0re
 di Marco Valsania
20.12.2012



Il colosso dei future compra la Borsa di Wall Street
per 8,2 miliardi di dollari. Nasce il numero 1 mondiale

 NEW YORK – Dopo oltre 200 anni di storia, il New York Stock Exchange rinuncia alla sua indipendenza e si piega definitivamente alle leggi del consolidamento delle borse globali. L'IntercontinentalExchange, il colosso dei mercati future (materie prime e petrolio) di Atanta che aveva già cercato in passato di conquistare Nyse Euronext, ha rilevato questa mattina il simbolo di Wall Street per 8,2 miliardi di dollari.


Gli azionisti del Nyse potranno scegliere se riceverli in contanti, in titoli o in una combinazione di entrambi. Alla guida del nuovo colosso globale delle piazze finanziarie, che controllerà 14 exchange e cinque operazioni di clearing, siederà il presidente e chief executive dell'Ice Jeffey Sprecher.
L'Ice preserverà il Nyse Liffe sulla piazza di Londra per i derivati e anche il marchio Nyse Euronxt. Ma la collezione di mercati azionari nell'Europa continentale che ora controlla, Francia, Olanda, Belgio e Portogallo, dovrebbe essere scorporata attraverso un collocamento.
«La transazione risponde all'evoluzione dell'infrastruttura di mercato», ha detto Sprecher. Il valore dell'operazione rappresenta un premio del 37,7% rispetto alla chiusura di ieri, ma è inferiore agli 11 miliardi offerti nel 2011 dallo stesso Ice, allora assieme al Nasdaq, per Nyse Euronext.
Quella avance fu respinta e venna bocciata anche dalle autorità di regolamentazione per preoccupazioni antitrust 






martedì 18 dicembre 2012

Berlusconi a "Italia popolare": Dobbiamo rafforzare l'unità del partito


Berlusconi a "Italia popolare":

 Dobbiamo rafforzare l'unità 

del partito

Il messagio inviato da Silvio Berlusconi al convegno

 "Italia Popolare"

Silvio Berlusconi
I principi che enunciate, gli impegni che prospettate, gli obiettivi che ponete sono quelli che hanno caratterizzato la nostra azione di governo, sono quelli che costituiscono parte integrante della storia che abbiamo scritto insieme dal 1994 ad oggi.
Intorno a questi ideali dobbiamo rafforzare e ribadire l’unità del nostro partito, nato dalla volontà di riunire storie e culture diverse la cui divisione, in passato, ha consentito a una sinistra minoritaria nel paese di prendere il potere. E’ un errore che dobbiamo impegnarci a non ripetere. L’unità del nostro movimento è la premessa per costruire un’aggregazione più vasta, che abbia la capacità, la voglia, l’ambizione di vincere di nuovo

L’Italia dei moderati è maggioranza nel paese. Nell’attuale contesto, se lo riterrà il professor Mario Monti potrà essere il federatore di quest’area. Egli condivide i miei, i vostri, i nostri stessi ideali: quelli della grande famiglia dei Popolari europei.

Abbiamo sostenuto lealmente il governo Monti anche quando non eravamo d’accordo, senza porre mai veti né ricatti, al contrario di quanto ha fatto la sinistr, ma l’azione riformatrice di questo esecutivo non ha potuto contare su una maggioranza omogenea ma è stata spesso costretta a subire l’influenza nefasta della sinistra e della Cgil.

Se Monti accettasse l’invito che più volte gli ho rivolto, da ultima a Bruxelles di fronte alla platea del Ppe, non sprecheremo certo un’occasione storica per vincere le elezioni.
Come nel ’94, però per centrare l’obiettivo della vittoria occorre uscire dagli schemi vecchi e logori, rompere le barriere che si oppongono all’innovazione, mettere in collegamento storie e culture diverse.

Mentre il campo della sinistra è bene organizzato e appare come una macchina da guerra gioiosamente lanciata verso il successo, l’altra parte - la nostra parte - sembra impegnata più in sterili polemiche che non a far fronte comune per battere gli avversari.

Dovremo fino all’ultimo lavorare affinché il progetto dell’unione dei moderati si realizzi. Ma se ciò non dovesse essere possibile, soltanto da noi potrà provenire la forza necessaria per contrastare e battere la sinistra di Bersani e di Vendola.
Noi siamo in campo pronti ad ogni sfida, sicuri di poter rappresentare, tutti insieme, la speranza dell’Italia libera che non si arrende.