mercoledì 30 ottobre 2013

Brunetta: Serve un ulteriore approfondimento sulla legge Severino

Brunetta: Serve un ulteriore 

approfondimento sulla legge Severino

La nota del capogruppo del Pdl alla Camera

Renato Brunetta
“In seguito alla pubblicazione delle motivazioni con le quali la Corte d’Appello di Milano ha ricalcolato l’interdizione dai pubblici uffici del presidente Berlusconi, é ormai chiaro a tutti come occorra un ulteriore approfondimento sull’applicabilità della legge Severino.

La Corte d’Appello, infatti, tra le righe di una motivazione sconclusionata, come del resto l’intera sentenza, dà ragione, come ha fatto giustamente notare il senatore Nitto Palma, ai dubbi avanzati dal Pdl e che fino a questo momento sono stati del tutto ignorati. La Corte milanese definisce l’incandidabilità una sanzione amministrativa, con la conseguenza, grazie ad una legge del 1981, della sua irretroattività.

La legge Severino non é dunque applicabile irretroattivamente e la Giunta per le elezioni del Senato dovrà prenderne atto disponendo nuove e più approfondite sessioni, sino al ricorso, come noi auspichiamo da tempo, alla Corte Costituzionale. Non é più possibile proseguire in modo così frettoloso e superficiale allo stesso tempo, applicando, per la prima volta ad un parlamentare della Repubblica, una legge che di giorno in giorno sta mostrando tutte le sue contraddizioni e i suoi lati oscuri”. 

Rampelli :Governo ha già deciso abrogazione reato clandestinità

Immigrati, Rampelli: Governo ha già deciso abrogazione reato clandestinità, risposta Cancellieri evasiva e mendace

«Il governo Letta ha già deciso l'abrogazione del reato d'immigrazione clandestina, cioè la rinuncia al diritto da parte dello Stato italiano di accertare l'identità degli immigrati e la compatibilità con i requisiti di permanenza legale sul territorio nazionale. La risposta del ministro Cancellieri, data oggi a una specifica interrogazione presentata da Fratelli d'Italia per conoscere le intenzioni del governo sulla materia, dopo l'approvazione nella Commissione Giustizia del Senato del noto emendamento Cinque Stelle, è stata evasiva e mendace.
Infatti il governo ha già approvato il decreto n. 120 del 2013 nel quale vengono eliminati 90 milioni di euro dal fondo rimpatri. Svuotando questo fondo si decide di disapplicare la sanzione più efficace per chi non avesse titolo a restare sul nostro territorio, quella del ritorno a casa coatto. Si  lancia così un segnale formidabile ai popoli in fuga che si consegneranno sempre più numerosi agli scafisti per provare a raggiungere le nostre coste. È quindi iniziata, attraverso la rimodulazione dei fondi, la disarticolazione della Bossi-Fini e la rinuncia italiana all'applicazione del reato di clandestinità. Il governo non ha costruito un solo accordo bilaterale con i Paesi frontalieri, non si rammentano iniziative internazionali per prevenire quel mercato di uomini di cui pare accorgersi solo a poche miglia dalle coste italiane, non è riuscito a coinvolgere compattamente l'Europa nella gestione dei flussi e nella tutela dei richiedenti asilo».
È quanto dichiara il vicepresidente dei deputati di Fratelli d’Italia, Fabio Rampelli.

Roma, 16 ottobre 2013

IMMIGRAZIONE: LA VITTORIA DI PIRRO



“In una condizione di assoluta emergenza, non può bastare un generico richiamo alla solidarietà per far gridare alla vittoria il premier Letta.Il posticipo dei temi giuridici come l'asilo a giugno 2014, senza peraltro un esplicito richiamo alla revisione di Dublino 2, significa nella migliore delle ipotesi un altro anno di totale isolamento nella gestione dei flussi di richiedenti asilo, senza alcun programma di reinsediamento e ridistribuzione negli altri Paesi Ue.

D’altronde il governo avrebbe dovuto vigilare prima, anziché firmare senza batter ciglio gli accordi di Dublino 2, come avvenuto lo scorso 7 giugno.

Lo stesso potenziamento di Frontex che dovrebbe essere sancito a dicembre, diventerà operativo quando le condizioni meteo avranno ridotto i flussi e comunque non in tempo per coadiuvare l'Italia nella gestione dell'emergenza di queste settimane. Insomma, Letta gioisce ma è una vittoria di Pirro”.

 Lo dichiara Carlo Fidanza, eurodeputato di Fratelli d’Italia
Roma, 25 ottobre 2013

lunedì 28 ottobre 2013

BERLUSCONI : SI TORNA A FORZA ITALIA


Ecco il comunicato ufficiale dell’Ufficio di Presidenza del Popolo della Libertà.
L'Ufficio di Presidenza del Popolo della Libertà, riunito a Roma oggi, venerdì 25 ottobre 2013:

1. Denuncia la persecuzione politica, mediatica e giudiziaria in corso da vent’anni contro il Presidente Silvio Berlusconi eletto liberamente e democraticamente da milioni di cittadini italiani. Un attacco che colpisce al cuore la democrazia, lo Stato di diritto, e il diritto alla piena rappresentanza politica e istituzionale di milioni di elettori.

2. Ritiene assolutamente inaccettabile la richiesta di estromissione dal Parlamento italiano del leader del centro-destra, sulla base di una sentenza ingiusta ed infondata e sulla base di una applicazione retroattiva di una legge penale (altresì contestata da numerosi e autorevoli giuristi), palesemente contraria ai principi della Costituzione italiana (art. 25) e della “Convenzione europea dei diritti dell’uomo” (art. 7).

3. Ribadisce l’impegno assunto solennemente dinanzi agli elettori, nella scorsa campagna elettorale, a battersi per un rilancio vero della nostra economia, in primo luogo attraverso una significativa riduzione della spesa pubblica e una corrispondente forte riduzione della pressione fiscale che grava su famiglie, imprese e lavoratori. In tal senso, i nostri rappresentanti di governo, governo a cui continueremo a dare il nostro sostegno, nel rispetto degli impegni programmatici assunti al momento dell’insediamento, i nostri deputati e i nostri senatori sono impegnati a contrastare ogni iniziativa che vada nella direzione opposta e a proporre efficaci misure per la ripresa della nostra economia in sintonia con le altre economie dei Paesi membri dell’Unione europea.

4. Ribadisce l’impegno per una riforma indifferibile della giustizia italiana, sia civile che penale, l’impegno per una riforma presidenzialista delle nostre istituzioni e l’impegno per un limpido bipolarismo, che veda un centrodestra liberale e riformatore alternativo alla sinistra italiana, come accade in tutti i Paesi dell’Occidente avanzato.

5. Ribadisce l’adesione alla grande famiglia della democrazia e della libertà in Europa, il Partito Popolare Europeo, con cui condivide la carta dei valori e di cui fa parte dal 1999.

6. Delibera la sospensione delle attività del Popolo della Libertà, per convergere verso il rilancio di “Forza Italia” già pubblicamente annunciato dal Presidente Berlusconi con un appello a tutti gli italiani che amano la libertà e vogliono restare liberi.
“Forza Italia” è il Movimento a cui tanti italiani hanno legato e legano tuttora la grande speranza di realizzare una vera rivoluzione liberale e di contrastare l’oppressione giudiziaria, l’oppressione burocratica, l’oppressione fiscale

7. Ricorda che “Forza Italia” non è una parte, ma è un’idea, un progetto nazionale che unisce tutti e difende i valori della nostra tradizione cristiana, il valore della vita, della famiglia, della solidarietà, della tolleranza verso tutti a cominciare dagli avversari.

8. Affida al Presidente Berlusconi pieno mandato politico e giuridico per attivare le necessarie procedure, anche attraverso le convocazioni degli organi statutari, per l’attuazione di questa Deliberazione Politica e gli conferisce le responsabilità connesse alla guida del Movimento per definire obiettivi, tempi e modi della nuova fase di attività secondo lo Statuto di “Forza Italia”.




 

venerdì 25 ottobre 2013

La legge di stabilità per il 2014

Dossier del 17 ottobre aggiornato il 23 ottobre 2013

La legge di stabilità per il 2014

La Legge di Stabilità

Presentazione

Il Consiglio dei Ministri del 15 ottobre 2013 ha approvato, su proposta del ministro dell'Economia e delle Finanze, due disegni di legge. Il primo contenente disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge di Stabilità 2014). Il secondo riguardante il bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2014 e il bilancio pluriennale per il triennio 2014-2016 (Legge di Bilancio 2014-2016).
La Legge di Stabilità per il 2014 segna una svolta nella programmazione economico-finanziaria degli ultimi anni, realizzando le due priorità di politica economica del Governo: favorire la crescita e promuovere l’occupazione.
Infografica sulla riduzione delle tasse
Con le misure disposte nel provvedimento si avvia un percorso di riduzione del carico fiscale sulle famiglie e sulle imprese. La spending review che verrà progressivamente implementata nel corso del 2014 potrà ulteriormente contribuire a individuare le razionalizzazioni della spesa con le quali finanziare ulteriore riduzione della pressione fiscale.
Al tempo stesso si interrompe una attitudine a privilegiare i tagli alla spesa in conto capitale rispetto ai tagli alla spesa in conto corrente e quindi si aumentano le risorse finanziarie per effettuare investimenti, sostenendo anche così le potenzialità di crescita di cui si registrano da qualche tempo i segnali.
Inoltre vengono destinate risorse per le politiche sociali adeguate a sostenere le fasce più deboli della popolazione e aiutarle ad affrontare gli effetti della prolungata crisi, che tuttora si avvertono.
Nel dettaglio, la Legge di Stabilità prevede interventi per 27,3 miliardi di euro nel triennio 2014-2016, di cui 11,6 nel solo 2014, così suddivisi:
  • 14,6 miliardi nel triennio per sgravi fiscali (rispettivamente 9 per le famiglie e 5,6 per le imprese); i 3,7 miliardi del 2014 sono destinati per 2,5 miliardi alle famiglie (1,5 riguardano l’Irpef) e per 1,5 miliardi alle imprese;
  • 11,2 miliardi nel triennio per azioni sociali, progetti di investimento, impegni internazionali, di cui 6,2 in conto capitale; per il 2014 si prevedono 6,4 miliardi;
  • 1,5 miliardi per investimenti a livello locale e la restituzione di debiti commerciali di parte capitale.
Questi interventi sono stati programmati con soluzioni che consentono di rispettare l’impegno di contenere il deficit nell’ambito degli obiettivi comunitari e invertire la tendenza del debito pubblico.
Infografica sulle coperture della Legge di stabilità per il 2014Infatti per le coperture degli interventi programmati nel 2014 che producono minore gettito o maggiori spese, vengono reperite risorse per 3,5 miliardi da tagli alle spesa, per 1,9 miliardi da interventi fiscali privi di effetti depressivi sull’economia, per 3,2 miliardi da dismissioni, rivalutazioni, cespiti e partecipazioni, trattamento perdite.
La differenza tra il costo degli interventi e le risorse reperite a copertura degli stessi comporta il raggiungimento del deficit programmato (pari al 2,5% del PIL, superiore quindi di 0,2 punti percentuali rispetto al tendenziale registrato dal Documento di economia e finanza dell’aprile 2013).
Il Governo reputa che nel corso dei prossimi mesi il bilancio dello Stato potrà registrare ulteriori introiti che tuttavia non possono oggi essere quantificati e quindi contabilizzati. Provvedimenti per il rientro dall’estero di capitali italiani così come la rivalutazione delle quote di partecipazione al capitale della Banca d’Italia potranno generare nuovo gettito per le casse pubbliche da destinare agli obiettivi principali del Governo, tra i quali certamente la riduzione della pressione fiscale.
La Legge di Stabilità va quindi ad interessare cinque macro aree:

Gli interventi per persone, famiglie, società


Gli interventi per le imprese

La Legge di Stabilità