martedì 26 novembre 2013

: Governo isolato violati tutti gli impegni con gli elettori

Fitto: Governo isolato è lontano

 dal paese, violati tutti gli impegni

 con gli elettori

La nota del nostro parlamentare

Raffaele Fitto
“La riunione congiunta dei Gruppi della Camera e del Senato di Forza Italia ha determinato un esito politico ragionevole e doveroso, nel rispetto, per noi sacro, degli impegni assunti con gli elettori. Avevamo detto che non avremmo votato per aumenti di tasse; avevamo detto che non avremmo consentito il ritorno della tassa sulla prima casa; avevamo detto che sarebbe stato determinante scegliere la via del grande rilancio della nostra economia, uscendo dal piccolo cabotaggio, e creando le condizioni per la ripresa. Dinanzi a un Esecutivo che ha fatto il contrario, che ha riproposto nella legge di stabilità la tassa sulla casa sotto mentite spoglie, che ha proseguito in una logica di puro galleggiamento, è per noi doveroso dire no, e assumere una conseguente posizione politica e parlamentare.

Il Governo è oggi isolato. Lontano dal Paese, lontano da tutte le categorie sociali (dalla grande impresa alla piccola impresa, dai commercianti agli artigiani, dai professionisti alle organizzazioni della proprietà immobiliare, passando per i costruttori), lontano dalle misure effettivamente necessarie all’Italia, e soprattutto lontano dagli impegni presi con i cittadini e gli elettori. Chi resta nel Governo ha evidentemente accettato questa logica del ‘tirare a campare e a tassare’, unita a una chiara subalternità politica nei confronti della sinistra.”

Ghedini: Votare la decadenza prima dell'esito del ricorso in Europa è un grave errore

Ghedini: Votare la decadenza prima

 dell'esito del ricorso in Europa 

è un grave errore

La dichiarazione degli avvocati di Silvio Berlusconi

1-GHEDINI
“Votare ora sulla decadenza di Berlusconi é un errore gravissimo del Parlamento. C’é un ricorso in Europa che, se dovesse essere accolto l’Italia dovrà eliminare la legge Severino, ma la decadenza é irreversibile e questo non restituirà lo status a Berlusconi. La decadenza sarà irreversibile se anche la revisione del processo sarà accolta. E’ incredibile che il Parlamento, che di solito non brilla per rapidità, voglia far decadere Berlusconi subito quando avrebbe la possibilità di attendere qualche mese e verificare le decisioni dell’Europa e della Corte bresciana.

"La signora Dominique O’Reilly ha cercato di avere dei contatti coi difensori del Presidente Berlusconi ma non abbaiamo mai risposto. La signora ha poi trovato il modo di fare avere le sue dichiarazioni direttamente al nostro assistito. E successivamente i suoi avvocati hanno mandato un affidavit con attestazione notarile e noi lo abbiamo fatto avere alla procura. Lo abbiamo avuto venerdì scorso, e una volta tradotto da un traduttore giurato, lo abbiamo fatto avere alla procura ieri pomeriggio, poi stamattina lo abbiamo depositato in originale".

Per il professor Coppi invece “le nuove testimonianze sulla base delle quali la difesa di Berlusconi chiederà la revisione del processo sono più di sette. Non è stato concesso al Presidente  Berlusconi un esercizio pieno del diritto di difesa perché sarebbe stato necessario esaminare tutti i testimoni. Abbiamo sempre sostenuto che i testimoni sono fondamentali per l’accertamento della verità. L’ipotesi di arresto di Berlusconi è irreale: siamo oltre il limite della stessa provocazione, è un’ipotesi assurda e, nella situazione attuale, irreale". E Ghedini ha aggiunto: “Vi sono altre testimonianze di maggior pregnanza”.

Coppi ha inoltre osservato: “Non ritengo che il presidente Napolitano possa aver architettato un complotto contro Berlusconi”. Anche Ghedini è sulla stessa posizione: “Ho grande rispetto del presidente della Repubblica non sempre ho condiviso le sue prese di posizione su diversi argomenti ma escluderei un ruolo di questo genere. Sono garantista per natura, e ho grande rispetto per il presidente della Repubblica."

Brunetta: No alla fiducia. Forza Italia esce dalla maggioranza

La nota del nostro capogruppo alla Camera

Brunetta: No alla fiducia. Forza Italia
 esce dalla maggioranza


Renato Brunetta
"Lo dico con molto rammarico. Oggi sulla politica economica si é consumato un totale fallimento.

Ci dispiace, ma questo rapporto non può continuare. E questa nostra decisione di non collaborare sulla legge di stabilità non può non avere effetti sulla tenuta delle larghe intese. Ci troviamo nella condizione di non poter non solo non dare la fiducia ma anche di non poter rimanere più in questa maggioranza.

Ora starà alla lungimiranza del presidente della Repubblica valutare il da farsi dopo che Forza Italia ha ritirato la sua partecipazione ed é passata all’opposizone. Questo non può non avere implicazioni, al di là dei numeri, non può non avere conseguenze sul quadro di governo e sul quadro istituzionale

Berlusconi: Rivedere il processo, 12 testimonianze favorevoli, 7 nuove

Berlusconi: Rivedere il processo, 12 testimonianze favorevoli, 7 nuove

Alcuni brani della conferenza stampa del Presidente

Silvio Berlusconi
“Con le carte arrivate dagli Usa, da noi subito inviate alla Procura di Milano, contiamo di avere 12 testimonianze, di cui più della metà, almeno 7, completamente nuove, con cui intendiamo presentare domanda per la revisione del processo sui diritti tv alla Corte d’Appello di Brescia. Si tratta di più testimonianze che erano state proposte ai collegi di primo e secondo grado, ma erano state respinte per un totale di 171 testimonianze.”

Ricordiamo che la sentenza del caso Mediaset, passata in giudicato con una condanna a 4 anni per Berlusconi, accusa il nostro leader di aver frodato il fisco italiano grazie a fondi neri creati da Agrama, di cui era socio occulto.

“Si tratta di un affidavit di un manager del Gruppo Agrama. Sentito per tre volte dagli agenti del fisco americano ha ribadito la mia estraneità alle operazioni finanziarie di Frank Agrama. I fondi creati da mister Agrama non sono mai stati nelle disponibilità di Berlusconi. La Paramount era convinta che Agrama rappresentasse gli interessi di Berlusconi, mentre i manager Mediaset erano convinti che agisse in rappresentanza di Mediaset. In questo modo, alterando i contratti, evadeva grosse somme."

L’affidavit letto da  Berlusconi durante la conferenza stampa è una testimonianza di Dominique Appleby, che è stata amministratore delegato nel Gruppo Agrama.

“Ho espresso il mio choc - afferma la signora Appleby - nell’apprendere che mister Berlusconi era stato incriminato e che la base di tale incriminazione fosse che mister Berlusconi avesse in qualche modo tratto profitto dallo schema escogitato da mister Agrama, da mister Bruce Gordon, della Paramount pictures, e da Daniele Lorenzano, di Mediaset, per distrarre denaro dalla vendita di diritti televisivi. Ho detto agli agenti che mister Berlusconi non aveva ricevuto alcun pagamento da mister Agrama. Ho inoltre affermato che qualunque accusa che mister Berlusconi avesse ricevuto un qualche beneficio finanziario dall’acquisto di mister Agrama di diritti cinematografici da Paramount o dalla rivendita di mister Agrama di tali diritti a Mediaset, era completamente falsa.

Mister Agrama ammise più volte con me che mister Berlusconi non aveva alcun interesse nell’Agrama Group e che tutto questo era parte di uno schema per indurre le persone a pensare che mister Agrama rappresentasse in America il Berlusconi Group. E anche mister Gordon confermò questo schema. Negli anni cenai più di trenta volte con mister Gordon e mister Agrama insieme e in ripetute occasioni ripetevano la storia di come si erano incontrati, lo schema che avevano messo in atto e i milioni di dollari che avevano ricavato da questo schema e ridevano di quanto ricchi stessero diventando, di come l’agente di Paramount pensasse che mister Agrama rappresentava mister Berlusconi, mentre l’agente di Mediaset pensava che lui rapppresentava la Paramount. Durante gli anni in cui lavorai nell’Agrama Group non una sola volta vidi o sentii mister Berlusconi. Era perfettamente chiaro che né mister Gordon, né mister Agrama avessero alcuna relazione o conoscenza con mister Berlusconi. Mi era anche chiaro che qualunque corrispettivo pagato a mister Lorenzano era per un suo personale profitto e non era inteso per essere pagato a mister Berlusconi. Fui choccata di apprendere nell’ottobre 2013 che la Corte di Cassazione aveva confermato la condanna e che mister Berlusconi era ora a rischio di perdere il suo posto in Parlamento e magari di andare in prigione per un crimine che io sapevo bene che non aveva commesso. Credo che sia stata commessa una terribile ingiustizia. Sulla base dei miei anni di lavoro con l’Agrama Group posso affermare che mister Berlusconi non ha ricevuto alcun pagamento di alcun genere da mister Agrama, da mister Gordon, da mister Lorenzano o qualunque altra persona o parte connessa a queste persone".

Io credo che questa testimonianza come le altre 11, smentiscano alla base quello che ha deciso il collegio feriale della Cassazione per quanto riguarda la mia condanna.

Confido sul fatto che la domanda di revisione del processo possa essere assolutamente accolta, per la chiarezza di queste notizie, che oltretutto sono anche confermate da molti testimoni che i giudici di primo e secondo grado non hanno voluto nemmeno ascoltare. Abbiamo le deposizioni di tutti questi inascoltati testimoni, che fanno riferimento alla realtà, una realtà che mi vede completamento estraneo, che esclude assolutamente ogni mia partecipazione a qualsiasi fatto illegittimo”.

Berlusconi ha inoltre annunciato che sta preparando un memoriale sui fatti del novembre 2011, che lo costrinsero a dimettersi da presidente del Consiglio

“Io avevo già fatto un passo indietro quando fui praticamente costretto da deputati nostri che passarono all’opposizione. Poi avvenne quel che avvenne quel grande imbroglio nel 2011 e tante altre cose che mi appresto a indicare in una relazione che mi é stata chiesta dal mio movimento.  Fui pressato in modo assoluto perché per il bene dell’Italia lasciassi a un governo tecnico di continuare la legislatura”

Berlusconi: Appello ai senatori del Pd e del M5s

Berlusconi: Appello ai senatori del Pd e del M5s

Il testo integrale dell'appello di Silvio Berlusconi ai Senatori del Partito Democratico 

e del Movimento Cinquestelle

Silvio Berlusconi
Colleghi Senatori,
come mi avete già sentito dire io sogno un’Italia in cui lo scontro politico non cancelli il rispetto per le persone e per le regole democratiche.
Noi e Voi siamo avversari politici, ma non per questo dovrebbe venir meno il rispetto reciproco come persone che hanno una dignità e come cittadini che hanno dei diritti.
Con Voi senatori del Partito Democratico, inoltre, abbiamo formato un governo di larghe intese per fermare la crisi economica e varare finalmente delle riforme istituzionali.
Questo governo che abbiamo formato insieme per gli interessi superiori del Paese presupponeva di per sé, all’atto stesso della sua formazione, un clima politico più sereno, collaborativo e dialogante fra tutte le forze politiche della maggioranza.
Così non è stato, ma resto convinto che senza un’autentica pacificazione, cioè una legittimazione reciproca fra le grandi forze politiche, l’Italia non conoscerà mai quella normalità politica che contraddistingue la vita di tutti gli altri Paesi democratici dell’Occidente.

Questo concetto vale anche per Voi, giovani senatori del movimento Cinquestelle.
Molti di Voi – ne sono certo – sono animati da una autentica passione politica e da un sincero amore per l’Italia.
La Vostra opposizione è chiara, trasparente e determinata.
La Vostra indignazione e la Vostra opposizione ai mali di questo Paese è anche in gran parte fondata e comprensibile.
Per questo mi appello anche a Voi: non sacrificate mai le Vostre ragioni politiche ma esercitatele sempre nel rispetto degli avversari politici, per quanto distanti siano da Voi, e per i principi fondamentali della democrazia e della libertà.
Per questo Vi chiedo di riflettere davvero nell’intimo della Vostra coscienza, anche se il voto è palese, anzi tanto più in quanto è palese, prima di prendere una decisione che, più ancora che la mia persona, riguarda la nostra democrazia.
Vi chiedo di valutare attentamente le nuove prove, le testimonianze e i documenti che sono emersi dopo la sentenza della Cassazione.

Questi documenti ribaltano completamene la tesi accusatoria che ha condotto alla mia condanna e alle conseguenze sul mio stato di parlamentare.
Da un punto di vista strettamente giudiziario, queste prove condurranno necessariamente a una revisione del processo, ma da un punto di vista politico impongono in modo incontrovertibile di rimandare il voto del Senato sulla mia decadenza.
Sarebbe una macchia incancellabile su questo Parlamento se venisse presa una decisione senza tener conto dei nuovi elementi che riapriranno il processo togliendo alla sentenza quella “definitività” che è il presupposto ineludibile della Vostra pronuncia e prima ancora che si esprima la Corte dei diritti dell’uomo dell’Unione Europea sulla retroattività della legge Severino.

Lasciate che si esprima la magistratura sia in Italia che in Europa prima di prendere una decisione che potrebbe successivamente essere sconfessata.
In caso contrario, Vi assumereste una grave responsabilità.
Far decadere dal Parlamento un leader politico che è stato più volte Presidente del Consiglio e che ha rappresentato per molti anni l’Italia sulla scena internazionale, manderebbe alla comunità mondiale un segnale e un’immagine dell’Italia in cui le divisioni politiche giungono fino al punto di eliminare un protagonista della politica che rappresenta milioni di elettori. Arrivano persino a calpestare i principi essenziali della vita democratica.
Riflettete dunque, colleghi Senatori, riflettete prima di prendere una decisione così grave.
Non lasciate che nella Vostra coscienza le convenienze politiche del momento prendano il sopravvento sulla verità e sulla giustizia.

Non assumeteVi una responsabilità che graverebbe per sempre sulla Vostra immagine, sulla Vostra storia personale, sulle Vostre coscienze.
Una responsabilità di cui nel futuro dovreste vergognarvi di fronte ai Vostri figli, ai Vostri elettori, di fronte a tutti gli italiani.

Vi ringrazio
Silvio Berlusconi

domenica 24 novembre 2013

"Il Cav aveva avviato le trattative a Bruxelles per uscire dall'euro"

RASSEGNA STAMPA da IL GIONALE del 22.11.2013 di Andrea Indini <"Il Cav aveva avviato le trattative a Bruxelles per uscire dall'euro" Il presidente dell'Ifo-Institut tedesco: "Nel 2011 Berlusconi aveva avviato trattative per far uscire l'Italia dall'euro". Per questo, sarebbe poi stato costretto a dimettersi Quello che, fino a qualche settimana fa, era stato accolto come un inquietante retroscena, oggi prende i contorni di un vero e proprio complotto ai danni dell'Italia. Nel libro Morire di austerità Lorenzo Bini Smaghi, l'ex board della Bce che oggi presiende la Snam Rete Gas, ha scritto che nel 2011 Silvio Berlusconi aveva "ventilato in colloqui privati con i governi di altri Paesi dell'Eurozona l'ipotesi di una uscita dall'euro". CONTENUTI CORRELATI Il superbanchiere rivela: Cav cacciato perché anti euro Spread, agenzie di rating, Ue: chi incombe sull'Italia Per questo, sarebbe poi stato costretto a dimettersi da Palazzo Chigi. In realtà, il Cavaliere non si sarebbe solo limitato a "ventilare" questa ipotesi, ma aveva addirittura già avviato le trattative in sede europea per uscire dalla moneta unica. A rivelarlo è Hans-Werner Sinn, presidente dell'istituto di ricerca congiunturale tedesco, Ifo-Institut, durante il convegno economico Fuehrungstreffen Wirtschaft 2013 organizzato a Berlino dal quotidiano Sueddeutsche Zeitung. Tocchi l'Europa e muori. Più si mettono insieme i pezzi del puzzle, più sembra chiaro che quello che inizialmente sembrava un vero e proprio attacco speculativo ai danni dei nostri titoli di Stato per far cadere il governo Berlusconi, adesso assume i toni di una resa dei conti ai danni del Cavaliere. L'allora presidente del Consiglio sarebbe stato fatto fuori perché, per non far morire il Paese dell'austerità imposta dalla cancelliera tedesca Angela Merkel, aveva deciso di tirar fuori l'Italia e gli italiani dal gigo della moneta unica. Quella moneta unica, l'euro, che un altro ex presidente del Consiglio (Romano Prodi) aveva super valutato gettando l'economia del Belpaese nella recessione. Come riporta anche l'Huffington Post, Sinn ammette che, nell'autunno del 2011, Berlusconi aveva "avviato trattative per far uscire l'Italia dall'euro". 

Gasparri: Violate le regole procedurali, le risposte di Grasso sono insufficienti

Gasparri: Violate le regole procedurali, le risposte di Grasso sono insufficienti La nota del nostro senatore Maurizio Gasparri “Le risposte del Presidente Grasso sono insufficienti e non ci convincono. Ci sono state violazioni gravi delle regole del Parlamento, della segretezza delle procedure ed anche molte altre per quanto riguarda la decadenza di Silvio Berlusconi. Le abbiamo contestate e le contesteremo perché si agisce in maniera assolutamente inaccettabile. È una questione di verità, di legalità di trasparenza”.