martedì 31 marzo 2015

Crisi libica e arrivi migranti

Crisi libica e arrivi migranti, la Presidente Boldrini ha 

incontrato il Segretario generale della Nato Jens Stoltenberg

La Presidente Boldrini ha incontrato nei giorni scorsi  a Montecitorio il Segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, in visita in Italia. Tra i vari temi al centro del colloquio, la crisi libica e gli arrivi di migranti attraverso il Mediterraneo.
"Al momento un intervento militare della Nato in Libia non è in agenda", ha detto il Segretario generale, "si tratta piuttosto di sostenere gli sforzi di mediazione attualmente in atto da parte delle Nazioni Unite e del rappresentante speciale León. Gli interventi militari - come quello svolto dalla Nato in Libia nel 2011 su mandato delle Nazioni Unite - possono avere effetti limitati. E' indispensabile fare seguire a tali interventi un'azione di ricomposizione politica che, nel caso della Libia, non è stata portata avanti dalla comunità internazionale con sufficiente energia".
La Presidente Boldrini ha affermato che "la comunità internazionale non può rimanere inerte di fronte al deteriorarsi di situazioni che poi si trasformano in minacce per tutti. Per combattere il terrorismo bisogna evitare di abbracciare la tesi dello scontro fra le civiltà, demonizzando l'intero mondo islamico. Il terrorismo si combatte, al contrario, cercando di costruire le alleanze più vaste possibili anche con il mondo musulmano." Un'impostazione che il Segretario generale Stoltenberg ha assicurato di condividere pienamente: "le prime vittime del terrorismo sono proprio i musulmani, mentre le responsabilità per gli atti violenti sono sempre di carattere personale."
Particolare attenzione è stata dedicata al tema delle operazioni di salvataggio dei profughi in mare. "Col peggiorare della situazione in Libia - ha ricordato la Presidente della Camera - il timore è che all'usuale flusso di migranti di varie nazionalità possano aggiungersi anche cittadini libici, e dunque è importante che l'operazione Triton di pattugliamento in mare venga rafforzata in termini di mezzi, risorse e aree di intervento."
Il Segretario generale Stoltenberg ha replicato sottolineando di condividere la preoccupazione per l'immane tragedia umanitaria in corso nel Mediterraneo e il sostegno all'azione svolta dall'Italia, il paese più esposto alla crisi. Quanto al ruolo della Nato, ha affermato, "ci sono interventi volti a migliorare la stabilità e la sicurezza dei paesi della regione, come la Giordania, l'Iraq e la Tunisia. La Nato si sta adattando ad affrontare nuovi compiti, come quelli riguardanti il contrasto al terrorismo internazionale e al fenomeno dei "foreign fighters".

venerdì 13 marzo 2015

LE MISURE PER IL CONTRASTO AL TERRORISMO E MISSIONI INTERNAZIONALI

Il Consiglio dei Ministri si è riunito  martedì 10 febbraio, alle ore 18.40 a Palazzo Chigi,
 sotto la presidenza del Presidente del Consiglio Matteo Renzi. Segretario il sottosegretario
 alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Graziano Delrio.

CONTRASTO DEL TERRORISMO e MISSIONI INTERNAZIONALI
Misure urgenti per il contrasto del terrorismo, anche di matrice internazionale
 nonché proroga delle missioni internazionali delle Forze armate e di polizia, 
iniziative di cooperazione allo sviluppo (decreto legge)
Il Consiglio dei Ministri ha approvato, su proposta del Presidente del Consiglio, Matteo
Renzi, e dei Ministri dell’Interno, Angelino Alfano, degli Affari Esteri e della
 cooperazione internazionale, Paolo Gentiloni, della Difesa, Roberta Pinotti, e della
 Giustizia, Andrea Orlando, un decreto legge riguardante misure urgenti per il contrasto
 del terrorismo, anche di matrice internazionale  nonché la proroga delle missioni
internazionali delle Forze armate e di Polizia, iniziative di cooperazione allo sviluppo
 e sostegno ai processi di ricostruzione e partecipazione alle iniziative delle
Organizzazioni internazionali per il consolidamento dei processi di pace e di
 stabilizzazione.









 CONTRASTO DEL TERRORISMO




Lo schema di decreto-legge si concentra, con soluzioni anche analoghe a
quelle adottate di recente da altri Paesi europei, quali la Francia,
sull’aggiornamento delle misure di  prevenzione e contrasto del terrorismo.
Il provvedimento prevede sul piano penale:

  • l’introduzione di una nuova figura di reato destinata a punire chi organizza, 
  • finanzia e propaganda viaggi per commettere condotte terroristiche (reclusione
  •  da tre a sei anni);
  • la punibilità del soggetto reclutato con finalità di terrorismo anche fuori dai
  •  casi di partecipazione ad associazioni criminali operanti con le medesime finalità (attualmente, l’art. 270-quater c.p. sanziona solo il reclutatore);
  • la punibilità, sul modello francese, di colui che si “auto-addestra” alle tecniche terroristiche(oggi è punito solo colui che viene addestrato da un terzo – art. 
  • 270-quinquies c.p.); l’introduzione di specifiche sanzioni, di ordine penale ed
  •  amministrativo, destinate a punire le violazioni degli obblighi in materia di 
  • controllo della circolazione delle sostanze (i cd. “precursori di esplosivi”) che 
  • possono essere impiegate per costruire ordigni con materiali di uso comune.
Sul piano degli strumenti di prevenzione, le misure contemplate comprendono:
  • la possibilità di applicare la misura della sorveglianza speciale di pubblica
  •  sicurezza ai potenziali “foreign fighters”;
  • la facoltà del Questore di ritirare il passaporto ai soggetti indiziati di 
  • terrorismo, all’atto della proposta di applicazione della sorveglianza speciale 
  • di p.s. con obbligo di soggiorno. Il provvedimento è sottoposto a convalida 
  • dell’Autorità Giudiziaria;
  • l’introduzione di una figura di reato destinata a punire i contravventori agli 
  • obblighi conseguenti al ritiro del passaporto e alle altre misure cautelari 
  • disposti durante il procedimento di prevenzione.
Inoltre, lo schema di decreto si incarica di aggiornare gli strumenti di contrasto
all’utilizzazione della reteinternet per fini di proselitismo e agevolazione di
gruppi terroristici. In particolare, vengono previsti:
  • aggravamenti delle pene stabilite per i delitti di apologia e di istigazione 
  • al terrorismo commessi attraverso strumenti telematici;
  • la possibilità per l’Autorità Giudiziaria di ordinare agli internet provider di
  •  inibire l’accesso ai siti utilizzati per commettere reati con finalità di 
  •  terrorismo, compresi nell’elenco costantemente aggiornato dal Servizio 
  • Polizia Postale e delle Telecomunicazioni della Polizia di Stato. Nel caso 
  • di inosservanza è la stessa Autorità Giudiziaria a disporre l’interdizione 
  • dell’accesso ai relativi domini internet.
Ulteriori misure comprendono:

  • la proroga dell’“Operazione strade sicure” fino al 30 giugno 2015, con un rafforzamento del contingente messo a disposizione dalle Forze Armate che passa da 3.000 a 4.800 unità, delle quali un’aliquota sarà dedicata esclusivamente alle attività di vigilanza connesse agli interventi di recupero delle aree agricole contaminate della Campania (per l’operazione  “Terra dei Fuochi”).  Altri 600 militari saranno a disposizione con l’inizio di Expo per presidiare gli obiettivi sensibili.
  • la semplificazione, nel rispetto del Codice della privacy, delle modalità con le quali le Forze di polizia effettuano trattamenti di dati personali previsti da norme di regolamento, oltre a quelli contemplati da disposizioni di rango primario;
  • l’ampliamento delle “garanzie funzionali” riconosciute agli appartenenti ai Servizi di informazione,escludendo la punibilità di una serie di condotte in materia di terrorismo (diverse dai reati di attentato o di sequestro di persona), commesse dal personale delle Agenzie di intelligence per finalità istituzionali e previa autorizzazione del Presidente del Consiglio dei Ministri.
  • la possibilità per il personale dei Servizi possa deporre nei procedimenti giudiziari, mantenendo segreta la reale identità personale;
  • la possibilità per le Agenzie di intelligence, consentendo loro, previa autorizzazione dell’Autorità Giudiziaria, di effettuare, fino al 31 gennaio 2016, colloqui con soggetti detenuti o internati, al fine di acquisire informazioni per la prevenzione di delitti con finalità terroristica di matrice internazionale;
  • l’attribuzione al Procuratore Nazionale Antimafia di funzioni di coordinamento, su scala nazionale, delle indagini relative a procedimenti penali e procedimenti di prevenzione in materia di terrorismo.
MISSIONI INTERNAZIONALI E COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO
Missioni Internazionali delle Forze Armate e di Polizia
Europa
Sono autorizzate a decorrere dal 1° gennaio 2015 e fino al 30 settembre 2015, le spese per le seguenti missioni internazionali delle forze armate di polizia:
  • euro 59.170.314 per la proroga della partecipazione di personale militare alle missioni nei Balcani, di seguito elencate: a) Multinational Specialized Unit (MSU), European Union Rule of Law Mission in Kosovo (EULEX Kosovo), Security Force Training Plan in Kosovo; b) Joint Enterprise;
  • euro 206.133  per la proroga della partecipazione di personale militare alla missione dell’Unione europea in Bosnia-Erzegovina, denominata EUFOR ALTHEA, nel cui ambito opera la missione denominata Integrated Police Unit (IPU);
  • euro 4.316.740 per la prosecuzione dei programmi di cooperazione delle Forze di polizia italiane in Albania e nei Paesi dell’area balcanica;
  • euro 955.330 per la proroga della partecipazione di personale della Polizia di Stato alla missione dell’Unione europea denominata European Union Rule of Law Mission in Kosovo (EULEX Kosovo) e di euro 46.210 per la proroga della partecipazione di personale della Polizia di Stato alla missione delle Nazioni Unite denominata United Nations Mission in Kosovo (UNMIK);
  • euro 19.105.564  per la proroga della partecipazione di personale militare alla missione nel Mediterraneo denominata Active Endeavour;
È autorizzata, a decorrere dal 1° gennaio 2015 e fino al 31 marzo 2015, la spesa di euro 65.505 per la proroga della partecipazione di personale militare alla missione delle Nazioni Unite denominata United Nations Peacekeeping Force in Cyprus (UNFICYP).
Asia
Sono autorizzate dal 1° gennaio 2015 e fino al 30 settembre 2015 le seguenti spese:
  • euro 126.406.473  per la partecipazione di personale militare alla missione della NATO in Afghanistan, denominata Resolute Support Mission (RSM), e per la proroga della partecipazione alla missione EUPOL Afghanistan;
  • euro 14.384.195 per la proroga dell’impiego di personale militare negli Emirati Arabi Uniti, in Bahrain, in Qatar e a Tampa per le esigenze connesse con le missioni internazionali in Medio Oriente e Asia;
  • euro 519.084 per l’impiego di personale appartenente al Corpo militare volontario e al Corpo delle infermiere volontarie della Croce Rossa Italiana per le esigenze di supporto sanitario delle missioni internazionali in Medio Oriente e Asia;
  • euro 119.477.897  per la proroga della partecipazione del contingente militare italiano alla missione delle Nazioni Unite in Libano, denominata United Nations Interim Force in Lebanon (UNIFIL), compreso l’impiego di unità navali nella UNIFIL Maritime Task Force, e per la proroga dell’impiego di personale militare in attività di addestramento delle forze armate libanesi;
  • euro 1.868.802 per la proroga della partecipazione di personale militare alla missione denominata Temporary International Presence in Hebron (TIPH2) e per la proroga dell’impiego di personale militare in attività di addestramento delle forze di sicurezza palestinesi;
  • euro 90.655  per la proroga della partecipazione di personale militare alla missione dell’Unione europea di assistenza alle frontiere per il valico di Rafah, denominata European Union Border Assistance Mission in Rafah (EUBAM Rafah;
  • euro 142.170 per la proroga della partecipazione di personale della Polizia di Stato alla missione dell’Unione europea in Palestina, denominata European Union Police Mission for the Palestinian Territories (EUPOL COPPS);
  • euro 132.782.371 per la partecipazione di personale militare alle attività della coalizione internazionale di contrasto alla minaccia terroristica dell’Islamic State in Iraq and the Levant (ISIL). È altresì autorizzata la ulteriore spesa di euro 2.219.355 per il personale militare che ha partecipato alle medesime attività nel periodo dal 1° novembre 2014 al 31 dicembre 2014.
È autorizzata, a decorrere dal 1° gennaio 2015 e fino al 31 marzo 2015, la spesa di euro 92.594 per la proroga della partecipazione di personale militare alla missione di vigilanza dell’Unione europea in Georgia, denominata EUMM Georgia.

Africa
Sono autorizzate, a decorrere dal 1° gennaio 2015 e fino al 30 settembre 2015,  le seguenti spese:
  • euro 1.348.239  per la proroga della partecipazione di personale militare alla missione dell’Unione europea in Libia, denominata European Union Border Assistance Mission in Libya (EUBAM Libya), e per la proroga dell’impiego di personale militare in attività di assistenza, supporto e formazione delle forze armate libiche;
  • euro 4.364.181 per la proroga della partecipazione di personale del Corpo della guardia di finanza alla missione in Libia, per garantire la manutenzione ordinaria delle unità navali cedute dal Governo italiano al Governo libico e per lo svolgimento di attività addestrativa del personale della Guardia costiera libica, in esecuzione degli accordi di cooperazione tra il Governo italiano e il Governo libico per fronteggiare il fenomeno dell'immigrazione clandestina e della tratta degli esseri umani;
  • euro 29.474.175 per la proroga della partecipazione di personale militare all’operazione militare dell’Unione europea per il contrasto della pirateria denominata Atalanta;
  •  euro 21.235.771 per la proroga della partecipazione di personale militare alle missioni dell’Unione europea denominate EUTM Somalia e EUCAP Nestor e alle ulteriori iniziative dell’Unione europea per la Regional maritime capacity building nel Corno d’Africa e nell’Oceano indiano occidentale,  nonché per il funzionamento della base militare nazionale nella Repubblica di Gibuti e per la proroga dell’impiego di personale militare in attività di addestramento delle forze di polizia somale e gibutiane
  • euro 2.055.462 per la proroga della partecipazione di personale militare alla missione delle Nazioni Unite in Mali, denominata United Nations Multidimensional Integrated Stabilization Mission in Mali (MINUSMA), e alle missioni dell’Unione europea denominate EUCAP Sahel Niger, EUTM Mali ed EUCAP Sahel Mali
  • euro 1.401.305 per la proroga della partecipazione di personale militare alla missione dell’Unione europea nella Repubblica Centrafricana, denominata EUFOR RCA
  • euro 448.766 per la proroga della partecipazione di personale militare al Gruppo militare di osservatori internazionali della cessazione delle ostilità militari nella Repubblica del Mozambico, denominato EMOCHM 
Assicurazioni, trasporto, infrastrutture, AISE, cooperazione civile-militare, cessioni
Sono autorizzate, per l’anno 2015, le seguenti spese:
  • euro 73.457.600 per la stipulazione dei contratti di assicurazione e di trasporto e per la realizzazione di infrastrutture, relativi alle missioni internazionali di cui al presente decreto;
  • al fine di sopperire a esigenze di prima necessità della popolazione locale, compreso il ripristino dei servizi essenziali, è autorizzata, per l’anno 2015  la spesa complessiva di euro 2.060.000 per interventi urgenti o acquisti e lavori da eseguire in economia, anche in deroga alle disposizioni di contabilità generale dello Stato, disposti nei casi di necessità e urgenza dai comandanti dei contingenti militari che partecipano alle missioni internazionali nei Balcani, in Afghanistan, Libano, Libia e Corno d’Africa, di cui al presente decreto;
  • Sono autorizzate, per l’anno 2015,  le seguenti spese:
a) euro 91.000, per la cessione, a titolo gratuito, di quattro VBL PUMA 4X4 e undici kit per la manutenzione alle Forze armate della Repubblica di Gibuti;
b) euro 220.000, per la cessione, a titolo gratuito, di materiale di armamento alla Repubblica d’Iraq;
c) euro 795.000, per la cessione, a titolo gratuito, di settanta visori notturni alla Repubblica tunisina.
  • È autorizzata, per l’anno 2015, la cessione, a titolo gratuito, di quattro veicoli multiruolo, di cui un VM90 PROTETTO e tre VM90 TORPEDO, nonché di effetti di vestiario ed equipaggiamento alle Forze armate della Repubblica federale di Somalia.
È autorizzata, a decorrere dal 1° gennaio 2015 e fino al 30 settembre 2015, la spesa di euro 8.600.000 per il mantenimento del dispositivo info-operativo dell’Agenzia informazioni e sicurezza esterna (AISE) a protezione del personale delle Forze armate impiegato nelle missioni internazionali, in attuazione delle missioni affidate all’AISE dall’articolo 6, comma 2, della legge 3 agosto 2007, n. 124.
Iniziative di cooperazione allo sviluppo
  • E' autorizzata, a decorrere dal 1° gennaio 2015 e fino al 30 settembre 2015, la spesa di euro 68.000.000 a integrazione degli stanziamenti per iniziative di cooperazione volte a migliorare le condizioni di vita della popolazione e dei rifugiati, nonché a sostenere la ricostruzione civile in favore di Afghanistan, Repubblica di Guinea, Iraq, Liberia, Libia, Mali, Myanmar, Pakistan, Sierra Leone, Siria, Somalia, Sudan, Sud Sudan, Palestina e, in relazione all'assistenza dei rifugiati, dei Paesi ad essi limitrofi.
  • E' autorizzata, a decorrere dal 1° gennaio 2015 e fino al 30 settembre 2015, la spesa di euro 1.700.000 per la realizzazione di programmi integrati di sminamento umanitario, di cui alla legge 7 marzo 2001, n. 58.
Sostegno ai processi di ricostruzione e partecipazione alle iniziative delle organizzazioni internazionali per il consolidamento dei processi di pace e di stabilizzazione
  • Nel quadro dell’impegno finanziario della comunità internazionale per l’Afghanistan dopo la conclusione della missione ISAF, è autorizzata per l'anno 2015, mediante i meccanismi finanziari istituiti nel quadro delle intese internazionali, l’erogazione di un contributo di euro 120.000.000 a sostegno delle forze di sicurezza afghane, comprese le forze di polizia.
Sono autorizzate dal 1° gennaio 2015 e fino al 30 settembre 2015, le seguenti spese:
  • euro 1.490.676 per interventi volti a sostenere i processi di stabilizzazione nei Paesi in situazione di fragilità, di conflitto o post-conflitto.
  • ad integrazione degli stanziamenti, euro 2.000.000 per iniziative a sostegno dei processi di pace e di rafforzamento della sicurezza in Africa sub-sahariana e in America Latina e caraibica.
  • euro 2.300.000 per la partecipazione finanziaria italiana ai fondi fiduciari delle Nazioni Unite e della NATO, per contributi al Tribunale speciale delle Nazioni Unite per il Libano, nonché per la costituzione nello stato di previsione del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale di un fondo per la campagna di promozione della candidatura italiana al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.
  • euro 10.781.848 per assicurare la partecipazione italiana alle iniziative PESC-PSDC, a quelle dell'OSCE e di altre organizzazioni internazionali, al fondo fiduciario InCE istituito presso la Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo, alla Fondazione Segretariato Permanente dell’Iniziativa Adriatico Ionica, nonché allo European Institute of Peace.
  • euro 9.187.296 per interventi operativi di emergenza e di sicurezza destinati alla tutela dei cittadini e degli interessi italiani all'estero.
  • euro 23.000.000 per il finanziamento del fondo di cui all'articolo 3, comma 159, della legge 24 dicembre 2003, n. 350, anche per assicurare al personale del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale in servizio in aree di crisi la sistemazione, per ragioni di sicurezza, in alloggi provvisori.
  • euro 700.000 per la prosecuzione della realizzazione della nuova sede dell’Ambasciata d’Italia a Mogadiscio, con le modalità di cui all’articolo 9, comma 6-bis, del decreto-legge 1 agosto 2014, n. 109, convertito, con modificazioni, dalla legge 1 ottobre 2014, n. 141.
  • euro 1.372.327 per l'invio in missione o in viaggio di servizio di personale del Ministero degli affari esteri in aree di crisi, per la partecipazione del medesimo alle operazioni internazionali di gestione delle crisi, nonché per le spese di funzionamento e per il reclutamento di personale locale a supporto del personale del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale inviato in località dove non operi una rappresentanza diplomatico-consolare. L'ammontare del trattamento economico e le spese per vitto, alloggio e viaggi del personale di cui al presente comma sono resi pubblici nelle forme e nei modi previsti e atti a garantire la trasparenza nel rispetto della vigente legislazione in materia di protezione dei dati personali.
EFFICIENZA DEL PROCESSO CIVILE
Delega al Governo recante disposizioni per l’efficienza del processo civile (disegno di legge)
Il Consiglio dei Ministri ha approvato, su proposta del Ministro della Giustizia, Andrea Orlando, il disegno di legge che conferisce al Governo la delega a ridefinire il quadro della giustizia civile in Italia.
Il testo del disegno di legge delega approvato si propone di riformare organicamente il processo civile secondo parametri di maggiore efficienza e specializzazione.
Le ragioni e le finalità dell’intervento possono essere così sintetizzate: 
  • migliorare efficienza e qualità della giustizia, in chiave di spinta economica, dando maggiore organicità alla competenza del tribunale delle imprese consolidandone la specializzazione;
  • rafforzare le garanzie dei diritti della persona, dei minori e della famiglia mediante l’istituzione di sezioni specializzate per la famiglia e la persona;
  • realizzare un processo civile più lineare e comprensibile;
  • ridurre i tempi del processo mediante la revisione della disciplina delle fasi di trattazione e di rimessione in decisione.
Rafforzamento del Tribunale delle imprese 
Uno dei punti più significativi del provvedimento è la valorizzazione dei positivi risultati raggiunti dalle Sezioni Specializzate in materia di impresa. La delega, infatti, mantiene inalterato il loro numero, ne cambia la denominazione in Sezioni specializzate per l’impresa e il mercato e, soprattutto, amplia l’ambito di loro competenza alle seguenti ulteriori materie: 
  • controversie in materia di concorrenza sleale, anche se non interferenti con l’esercizio dei diritti di proprietà industriale e intellettuale;
  • controversie in materia di pubblicità ingannevole; 
  • azione di classe a tutela dei consumatori prevista dal codice del consumo;
  • controversie relative agli accordi di collaborazione nella produzione e nello scambio di beni o servizi e relativi a società interamente possedute dai partecipanti all’accordo;
  • controversie societarie relative (anche) a società di persone;
  • controversie in materia di contratti pubblici di lavori, servizi o forniture, rientranti nella giurisdizione del giudice ordinario.
La maggiore organicità della competenza per materia definirà più puntualmente il ruolo di queste Sezioni specializzate nel sistema della giustizia civile italiana, anche nella prospettiva di fare recuperare all’Italia posizioni nel ranking enforcing contracts della Banca mondiale.
Tribunale della famiglia e dei diritti delle persone
Altro importante profilo del provvedimento è la realizzazione di una Sezione specializzata per la famiglia, i minori e la persona con competenza chiara e netta su tutti gli affari relativi alla famiglia, anche non fondata sul matrimonio, e su tutti i procedimenti attualmente non rientranti nella competenza del Tribunale per i minorenni in materia civile.
In tal modo, il vigente assetto di competenza del Tribunale per i minorenni viene integrato dalle competenze specializzate del tribunale ordinario in materia di famiglia e della persona
Si prevede inoltre l’impiego, all’interno delle sezioni specializzate, della professionalità di tecnici formati nell’esperienza del tribunale per i minorenni, una risorsa importante da valorizzare nell’ambito di una struttura processuale dai contorni certi e gestita da giudici togati.
Riforma del Processo civile
La delega prevede inoltre interventi per assicurare anche una riduzione dei tempi processuali in primo grado, in appello ed in Cassazione nella consapevolezza che, allo stato, il codice civile italiano prevede una serie di tecnicalità tali da rendere il rito faticoso e a volte non prevedibile nei suoi tempi. L’obiettivo della delega è invece quello di tornare a fare della durata del processo e della sentenza esiti assolutamente naturali e prevedibili.
In relazione alle singole fasi processuali si prevede quindi di riformare così il processo: 
  • Primo grado
Revisione della fase di trattazione e discussione, anticipando gli scambi di memorie per consentire di avere il quadro completo della lite alla prima udienza. Viene fissato un principio di delega per razionalizzare i termini processuali e semplificare i riti processuali mediante la omogeneizzazione dei termini degli atti introduttivi.
  • Appello
Potenziamento del carattere impugnatorio dell’appello anche attraverso l’assestamento normativo e la stabilizzazione dei recenti orientamenti giurisprudenziali. Maggiore chiusura alle nuove domande, eccezioni e prove.
  • Ricorso per Cassazione
Interventi sul rito davanti alla Corte di Cassazione, nel segno di un uso più diffuso del rito camerale e nella prospettiva, possibile, di una riforma costituzionale che veda inseriti in un organo giudiziario supremo giudici oggi appartenenti ad altre magistrature, ovvero che veda attribuire ad una corte riformata controversie oggi regolate sulla base della doppia giurisdizione. In tale prospettiva, si potrebbe individuare un modello pressoché unico di processo civile supremo.
Con la delega vengono ulteriormente introdotti:
  • il principio di sinteticità degli atti di parte e del giudice: i testi degli atti giudiziari devono essere agevolmente compresi dalle parti e devono avere per oggetto i termini essenziali delle controversie e delle ragioni per le quali il giudice ha reso la sentenza condannando l’una o l’altra parte.
  • il criterio di adeguamento delle norme processuali al processo civile telematico.
Il provvedimento approvato aveva già avuto un primo passaggio in Consiglio dei Ministri nell’ambito del più ampio pacchetto di provvedimenti relativi alla riforma della Giustizia: la delega, infatti, arricchisce ed integra il decreto legge sull’arretrato civile (definitivamente approvato dal Parlamento), nonché le norme contenute nella disciplina sulla responsabilità civile dei magistrati (vicina al voto finale alla Camera) e nella riforma organica della magistratura onoraria (attualmente incardinata al Senato).
Con l’approvazione del Consiglio dei Ministri si completa l’arrivo in Parlamento di tutti i provvedimenti legislativi della Riforma della giustizia presentati dal governo il 29 agosto scorso (6 disegni di legge e un decreto). 
RATIFICHE DI ATTI INTERNAZIONALI
Il Consiglio dei Ministri ha approvato, su proposta del Ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, Paolo Gentiloni Silveri, due disegni di legge per la ratifica e l’esecuzione dei seguenti Atti internazionali:
  • Accordi di coproduzione cinematografica fra l’Italia e: il Brasile, con Allegato, fatto a Roma  il 23 ottobre 2008; la Croazia, con Allegato, fatto a Zara il 10 settembre 2007; Israele, con Allegato, fatto a Roma il 2 dicembre 2013; l’Ungheria, con Allegato, fatto a Roma l’8 giugno 2007;
  • n. 2 Accordi di cooperazione giudiziaria fra l’Italia e il Marocco, fatti  Rabat il 1° aprile 2014 (co-proponente il Ministro della Giustizia, Andrea Orlando), il primo è l’Accordo aggiuntivo alla Convenzione di reciproca assistenza giudiziaria e di esecuzione delle sentenze di estradizione, il secondo è la Convenzione sul trasferimento delle persone condannate; gli Accordi hanno il fine di intensificare, migliorare e  completare il quadro della cooperazione giudiziaria in materia penale, nell’ambito del rafforzamento della cooperazione fra i due Stati per il contrasto al crimine transnazionale. La ratifica rinsalda la fiducia reciproca nei rispettivi sistemi di giustizia, presupposto per il reciproco riconoscimento delle sentenze e per una collaborazione nel settore penale di valenza transnazionale.
ORDINE DI PROTEZIONE EUROPEO
Attuazione della direttiva sull’ordine di protezione europeo (decreto legislativo – esame definitivo)
Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, e del Ministro della Giustizia, Andrea Orlando, ha approvato in esame definitivo, a seguito del parere favorevole espresso dal Garante per la protezione dei dati personali e dalle Commissioni parlamentari competenti per materia, un decreto legislativo che recepisce la direttiva 2011/99 in materia di ordine di protezione europeo, per un effettivo rafforzamento della tutela dei diritti delle vittime di reato, per conferire un’efficace tutela a loro vantaggio ed  evitare la commissione di fatti potenzialmente lesivi di diritti assoluti della persona anche nei casi in cui la vittima stessa si trasferisca al di fuori del territorio nazionale e verso quello di altro Stato membro. Il recepimento della direttiva consente una maggiore armonizzazione della legislazione interna con quella degli Stati membri dell’Unione e rafforza la fiducia reciproca nei rispettivi sistemi di giustizia, presupposto necessario per il reciproco riconoscimento delle sentenze e per la cooperazione giudiziaria nelle materie penali di dimensioni transazionali.

ASSICURAZIONE E RIASSICURAZIONE
Attuazione di direttiva europea in materia di accesso ed esercizio delle attività di assicurazione e riassicurazione (decreto legislativo – esame preliminare)
Su proposta del Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, e del Ministro dello Sviluppo economico, Federica Guidi, il Consiglio ha approvato in esame preliminare, al fine dell’invio alle Commissioni parlamentari di merito che dovranno esprimere il loro parere, lo schema di decreto legislativo che recepisce la direttiva 2009/138 in materia di accesso ed esercizio delle attività di assicurazione e di riassicurazione, cosiddetta direttiva  Solvency II. Si tratta di una direttiva quadro di primo livello che contiene principi generali da recepire nel Codice delle assicurazioni private. Tali principi saranno integrati (secondo livello) da atti delegati e da standard  tecnici emanati dalla Commissione europea e direttamente applicabili a livello nazionale; il quadro normativa così definito sarà poi completato da un terzo livello costituito dalle linee-guida EIOPA.
In particolare, la direttiva Solvibilità II, oltre a semplificare la normativa comunitaria vigente attraverso la codificazione delle precedenti direttive “vita” e “danni” (ad esclusione di quelle “auto”), che confluiscono in un quadro normativa unitario e coerente, introduce un nuovo regime di vigilanza prudenziale, con l’obiettivo  di fornire un quadro regolamentare finalizzato alla massima tutela degli utenti del servizio assicurativo. La nuova normativa pone l’accento  sul rischio e sulla capacità delle imprese di misurarlo  e gestirlo: si  prevedono  nuovi  requisiti  patrimoniali  ancorati  ai  rischi  effettivamente   corsi,  si introducono  nuovi  criteri  di valutazione  e nuove  modalità  per la misurazione  e mitigazione  dei rischi, mentre da un punto di vista qualitativo la nuova normativa pone l'accento sulla governance delle imprese di assicurazione, introducendo nuove funzioni aziendali. Le novità  richieste dalla direttivain termini di governance e di criteri di valutazione hanno condotto a rivedere il quadro dei controlli societari  delineato  dall'attuale quadro normativo  nazionale,  evitando  la moltiplicazione di figure con incarichi simili. In particolare la direttiva prevede: la costituzione obbligatoria,  nell’ambito del  sistema  di  governance  dell’impresa, di  una  funzione  attuariale  con  compiti  che  oggi  sono attribuiti  per una parte molto significativa  all'attuario  incaricato per il ramo Vita e RC Auto, nonché criteri di valutazione per fini di vigilanza diversi da quelli del bilancio di esercizio, mentre prima le due valutazioni coincidevano.

AGENZIE DI RATING DEL CREDITO
Attuazione di direttiva europea relativa alle agenzie di rating del credito (decreto legislativo – esame preliminare)
Il Consiglio dei Ministri su proposta del Presidente, Matteo Renzi, e del Ministro dell’Economia e delle Finanze, Pietro Carlo Padoan, ha approvato un decreto legislativo che recepisce la direttiva 2013/14/UE che ha come obiettivo la riduzione dell’affidamento esclusivo o meccanico ai rating del credito da parte degli enti pensionistici aziendali o professionali (EPAP) e da parte dei gestori di organismi di investimento collettivo in valori mobiliari (OICVM) e di fondi di investimento alternativi (FIA), così come definiti dall’ordinamento UE, in sede di effettuazione dei propri investimenti. Lo scopo finale è quello di migliorare la qualità degli investimenti realizzati da EPAP, OICVM e FIA, tutelando così coloro che investono in tali fondi. Per gli enti creditizi si applicano direttamente le disposizioni del regolamento (UE) 462/2013, e quindi non sussiste la necessità di alcun intervento di recepimento in questa sede.
Per il settore assicurativo le disposizioni dirette ad evitare l’eccessiva dipendenza dalle valutazioni delle agenzie di rating e l’affidamento esclusivo e meccanico ai rating esterni  sono contenute  nella direttiva 2014/51/UE c.d. Omnibus II, direttiva che ha modificato la direttiva 2009/138/UE c.d. Solvency II (art. 44, par. 4 bis). 
ENTI CREDITIZI 
Recepimento di direttiva europea su accesso all’attività degli enti creditizi e la vigilanza prudenziale sugli enti creditizi e sulle imprese di investimento (decreto legislativo – esame preliminare)
Il Consiglio dei Ministri su proposta del Presidente, Matteo Renzi, e del Ministro dell’Economia e delle Finanze, Pietro Carlo Padoan, ha approvato un decreto legislativo che contiene le modifiche al Testo Unico Bancario e al Testo Unico della Finanza volte a recepire, a livello legislativo, la direttiva 2013/36/UE sull’accesso all’attività degli enti creditizi e sulla vigilanza prudenziale sugli enti creditizi e sulle imprese di investimento (c.d. “CRD4”), in attuazione della delega contenuta negli artt. 1 e 3 della legge 154/2010 (Legge di delegazione europea 2013 - secondo semestre).
La direttiva 2013/36/UE e il connesso regolamento 2013/575 /UE (c.d. “CRR”) definiscono un assetto organico di regolamentazione e controllo sulle banche e sulle imprese di investimento accogliendo i contenuti del terzo accordo di Basilea sul capitale. Essi mirano, nel complesso, al rafforzamento della disciplina prudenziale e all’accrescimento del livello di armonizzazione delle regole applicabili agli intermediari che operano nel mercato unico europeo.
non per tutte le disposizioni della CRD4 è necessaria la trasposizione attraverso una fonte di rango primario: la Banca d’Italia è già delegata a disciplinare con propri provvedimenti generali e con la circolare 285 del 17 dicembre 2013 e i successivi aggiornamenti ha quindi dato attuazione alle disposizioni di CRD4 in tema di:
  • accesso al mercato e struttura (inclusa la disciplina dell’autorizzazione all’attività bancaria e dei gruppi bancari, nonché l’operatività transfrontaliera con stabilimento di succursali e in libera prestazione dei servizi);
  • misure prudenziali (incluse le disposizioni sulle riserve di capitale aggiuntive);
  • processo prudenziale;
  • informativa al pubblico Stato per Stato;
  • governo societario, controlli interni, gestione dei rischi;
  • politiche e prassi di remunerazione e incentivazione.
La normativa primaria è invece necessaria laddove il recepimento della CRD4 comporta la modifica delle vigenti disposizioni del t.u.b.
I principali interventi riguardano:
  • La disciplina dei requisiti degli esponenti aziendali e dei partecipanti al capitale. Lo schema di decreto legislativo prevede una complessiva riforma della materia, volta a integrare i requisiti oggettivi di onorabilità e di professionalità (nonché di indipendenza nel caso degli esponenti) con criteri di competenza e correttezza, da enucleare nella disciplina secondaria; ciò consentirà all’intermediario e alla vigilanza una valutazione più completa dell’idoneità, anche in relazione alle specifiche circostanze. In applicazione del principio in base al quale gli esponenti debbono dedicare un tempo adeguato all’espletamento del proprio incarico, è prevista una disciplina dei limiti al cumulo degli incarichi; in conformità della delega legislativa (articolo 3,comma 1, lettera d), LDE) è stato individuato nel primo rinnovo degli organi successivo all’entrata in vigore delle disposizioni di attuazione delle Autorità di vigilanza il momento della prima valutazione dei nuovi requisiti di idoneità.
  • I poteri di intervento. L’elenco dei poteri assegnati a Banca d’Italia e Consob è sostanzialmente confermato. Esso è però integrato con la previsione del potere, assegnato a Banca d’Italia, (in conformità dell’articolo 3, comma 1, lettera e) LDE) di rimuovere uno o più esponenti aziendali quando la loro permanenza in carica sia di pregiudizio per la sana e prudente gestione della banca e non sia possibile – anche per ragioni di urgenza – pronunciarne la decadenza per perdita dei requisiti.
  • L’introduzione di meccanismi per la segnalazione, sia all’interno degli intermediari sia verso l’autorità di vigilanza, di eventuali violazioni normative da parte del personale (c.d. whistleblowing);
  • Una riforma complessiva della disciplina delle sanzioni amministrative. In attuazione della direttiva sono previste innovazioni di notevole rilievo. La CRD4 realizza un’importante riforma del sistema sanzionatorio al quale si stanno allineando tutte le proposte di direttiva in materia finanziaria: l’articolo 65, comma 2, CRD4, sancisce il passaggio ad un sistema volto a sanzionare in primo luogo l’ente e solo sulla base di presupposti che saranno individuati dal diritto nazionale anche l’esponente aziendale o la persona fisica responsabile della violazione. I massimali delle sanzioni pecuniarie vengono elevati. Sono introdotte misure di carattere non pecuniario: si tratta dell’interdizione temporanea dall’esercizio di funzioni presso intermediari e dell’ordine di porre termine alle violazioni, c.d. “cease and desist order”, irrogabile in alternativa alla sanzione pecuniaria per violazioni di scarsa offensività o pericolosità.
RECUPERO AMBIENTALE DI UNA CAVA
Il Consiglio dei Ministri ha condiviso il parere espresso nella conferenza di servizi convocata per comporre i diversi interessi coinvolti, favorevole al progetto di ampliamento e di  recupero ambientale di una cava attiva in località Le Pura-Ottaggi nel Comune di Sellano (PG); l’opera verrà realizzata nel rispetto di alcune prescrizioni, in particolare l’esclusione dell’area boscata dall’ampliamento della cava.

STATI D’EMERGENZA
  • Lombardia per maltempo
Il Consiglio dei Ministri ha dichiarato lo stato d’emergenza in conseguenza delle eccezionali avversità atmosferiche che hanno colpito il territorio della Regione Lombardia nei giorni dall’11 al 22 novembre 2014.
  • Puglia contro la Xylella fastidiosa
Il Consiglio dei Ministri ha inoltre dichiarato lo stato di emergenza in conseguenza della diffusione nel territorio della regione Puglia, in particolare nella provincia di Lecce, del batterio patogeno da quarantena  Xylella fastidiosa (Well e Raju), che ha colpito piante di olivo ed  altre specie coltivate. L’estensione delle infezioni è tale da pregiudicare la sopravvivenza di numerose specie vegetali, con gravi danni alle attività produttive, al territorio ed al patrimonio paesaggistico e la dichiarazione dello stato d’emergenza permetterà si disporre di strumenti e modalità idonee per porre in essere un’efficace attività di contrasto alla diffusione del batterio.

IMPIANTO DI VIGNETI
A seguito del mancato raggiungimento dell’intesa prevista in sede di Conferenza Stato-Regioni ed in considerazione dell’importanza della materia trattata, il Consiglio dei Ministri ha esaminato il decreto recante disposizioni nazionali di attuazione del Regolamento (UE)  n. 1308/2013, concernente il nuovo sistema organizzativo per l’impianto dei vigneti, autorizzando il Ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Maurizio Martina, ad adottare il provvedimento che prevede il rinvio dell’applicazione della normativa europea di settore in ambito nazionale.
NOMINE
Il Consiglio dei Ministri ha inoltre approvato le seguenti nomine:
su proposta del Presidente del Consiglio, Matteo Renzi:
  • nomina del Presidente di sezione Arturo MARTUCCI di SCARFIZZI a Presidente aggiunto della Corte dei Conti;
  • nomina del Presidente di sezione Martino COLELLA a Procuratore generale della Corte dei Conti, a decorrere dal 25 marzo 2015;
su proposta del Ministro della Difesa, Roberta Pinotti:
  • promozione ad ammiraglio di squadra dell’ammiraglio di divisione Raffaele CARUSO;
su proposta del Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Giuliano Poletti:
  • nomina di Tito BOERI a Presidente dell’Istituto nazionale della previdenza sociale – INPS, a seguito dei pareri favorevoli espressi dalle Commissioni parlamentari competenti.
LEGGI REGIONALI
 omissis

IL GOVERNO PROPONE LA BUONA SCUOLA



Il Consiglio dei Ministri si è riunito giovedì 12 marzo 2015, alle ore 18.10 a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente del Consiglio Matteo Renzi. Segretario il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Graziano Delrio.
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LA BUONA SCUOLA 
Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione (disegno di legge)
Il Consiglio dei Ministri su proposta del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Stefania Giannini, ha approvato il disegno di legge di riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione che prende il nome di “ La Buona Scuola”. 
La Buona Scuola è buona autonomia. Il ddl consente di realizzare finalmente l’autonomia scolastica, assegnando maggiori strumenti ai presidi per gestire risorse umane, tecnologiche e finanziarie. Le scuole avranno un organico potenziato (garantito a partire dal prossimo anno scolastico attraverso un piano straordinario di assunzioni) per coprire tutte le cattedre vacanti, rispondere alle nuove esigenze didattiche, organizzative e progettuali, potenziare l’offerta formativa, fronteggiare la dispersione scolastica, rendere la scuola più inclusiva, eliminare le supplenze più dannose, anno dopo anno, per la continuità della didattica. Le scuole, d’ora in poi, potranno indicare il loro fabbisogno di docenti e strumenti per attuare i Piani dell’offerta formativa. I Piani diventano triennali e saranno predisposti dai dirigenti scolastici, sentiti gli insegnanti, il Consiglio di istituto e le realtà territoriali.  
Il dirigente sceglie la sua squadra. I presidi potranno scegliere la loro squadra individuando i nuovi docenti che ritengono più adatti per realizzare i Piani dell’offerta formativa all’interno di appositi albi territoriali costituiti dagli Uffici Scolastici Regionali. Negli albi confluiranno i docenti assunti nel primo anno attraverso il piano straordinario di assunzioni e poi tramite concorsi. Gli incarichi affidati saranno resi pubblici.
Piano straordinario e poi solo concorsi. Il ddl dà il via libera ad un Piano straordinario di assunzioni per il 2015/2016 per coprire le cattedre vacanti e creare l’organico dell’autonomia. Oltre 100.000 insegnanti saranno assunti a settembre 2015. Dopo si torna ad assumere solo per concorso.
Studiare per il futuro. Il disegno di legge prevede il potenziamento delle competenze linguistiche: in particolare l’italiano per gli studenti stranieri e l’inglese per tutti (anche con materie generaliste insegnate in lingua). Vengono potenziate poi: Arte, Musica, Diritto, Economia, Discipline motorie. Nella Buona Scuola viene dato più spazio all’educazione ai corretti stili di vita e si guarda al futuro attraverso lo sviluppo delle competenze digitali degli studenti (pensiero computazionale, utilizzo critico e consapevole dei social network e dei media). Alle superiori, il curriculum diventa flessibile: le scuole attiveranno materie opzionali per rispondere alle esigenze degli studenti.
Scuola-lavoro e digitale. Almeno 400 ore nell’ultimo triennio dei tecnici e dei professionali e 200 in quello dei licei. L’alternanza si farà in azienda, ma anche in enti pubblici. A disposizione un fondo, a regime, di 100 milioni all’anno a partire dal 2016. Mentre 90 milioni vengono stanziati subito per l’innovazione didattica e la creazione di laboratori territoriali, aperti anche di pomeriggio, per orientare i giovani al lavoro e da utilizzare come strumento di contrasto alla dispersione.
Stop classi ‘pollaio’. I presidi hanno il potere di derogare alle regole attuali: utilizzando l’organico in modo flessibile potranno evitare la formazione di classi troppo numerose, le cosiddette classi ‘pollaio’.
Una Card per l’aggiornamento. Arriva la Carta per l’aggiornamento e la formazione dei docenti, un voucher di 500 euro da utilizzare per l’aggiornamento professionale attraverso l’acquisto di libri, testi, strumenti digitali, iscrizione a corsi, l’ingresso a mostre ed eventi culturali. La formazione in servizio diventa obbligatoria e coerente con il Piano triennale dell’offerta formativa della scuola e con le priorità indicate dal Ministero.  
Un bonus per valorizzare i docenti. Viene istituito il bonus annuale delle eccellenze destinato ai docenti. Ogni anno il dirigente scolastico, sentito il Consiglio di Istituto, assegnerà il bonus al 5% dei suoi insegnanti per premiare chi si impegna di più. Peseranno la qualità dell’insegnamento, la capacità di utilizzare metodi didattici innovativi, il contributo dato al miglioramento complessivo della scuola. Per il bonus vengono stanziati 200 milioni all’anno. 
La Scuola trasparente. Viene istituito un Portale unico dei dati della scuola con la pubblicazione di tutti i dati relativi al sistema di istruzione: bilanci delle scuole, Anagrafe dell’edilizia, Piani dell’offerta formativa, dati dell’Osservatorio tecnologico, Cv degli insegnanti, incarichi di docenza.
Investire sul futuro con 5 per mille e school bonus. Il 5 per mille potrà essere destinato anche alle scuole. Con lo school bonus, chi farà donazioni a favore delle scuole per la costruzione di nuovi edifici, per la manutenzione, per la promozione di progetti dedicati all’occupabilità degli studenti, avrà un beneficio fiscale (credito di imposta al 65%) in sede di dichiarazione dei redditi. Cambia l’approccio all’investimento sulla scuola: ogni cittadino viene incentivato a contribuire al miglioramento del sistema scolastico. Scatta poi la detraibilità delle spese sostenute dalle famiglie i cui figli frequentano una scuola paritaria dell’infanzia o del primo ciclo.
Un bando per le ‘Scuole Innovative’ e per i controlli. Il ddl prevede un bando per la costruzione di scuole altamente innovative, dal punto di vista architettonico, impiantistico, tecnologico, scuole green e caratterizzate da nuovi ambienti di apprendimento digitali. L’Osservatorio per l’edilizia scolastica, istituito presso il Ministero dell’Istruzione, coordinerà strategie e risorse per gli interventi. Vengono recuperate risorse precedentemente non spese da investire sulla sicurezza degli edifici. Stanziati 40 milioni per finanziare indagini diagnostiche sui controsoffitti delle scuole. 
Delega. Il disegno di legge assegna poi la delega al governo a legiferare in materia di: semplificazione del Testo Unico della scuola, valutazione degli insegnanti, riforma dell’abilitazione all’insegnamento, del diritto allo studio, del sostegno e degli organi collegiali, creazione di un sistema integrato di educazione e di istruzione 0-6 anni.
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RIFORMA DELLA RAI
Linee guida della riforma della RAI e del servizio pubblico radiotelevisivo (primo esame)
Il Consiglio dei Ministri ha iniziato con una discussione generale l’esame del disegno di legge di riforma della Rai e del servizio pubblico radiotelevisivo che consegnerà al Parlamento. La discussione continuerà nel prossimo Consiglio dei Ministri.
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NON PUNIBILITÀ PER PARTICOLARE TENUITÀ DEL FATTO
Disposizioni in materia di non punibilità per particolare tenuità del fatto (decreto legislativo – esame definitivo) 
Il Consiglio dei Ministri su proposta del Ministro della Giustizia, Andrea Orlando, ha approvato in via definitiva lo schema di decreto legislativo recante disposizioni in materia di non punibilità per particolare tenuità del fatto, a norma dell’articolo 1, comma 1, lettera m) della legge 28 aprile 2014, n. 67.
Il provvedimento recepisce le proposte elaborate dalla commissione ministeriale Palazzo in tema di revisione del sistema sanzionatorio e per dare attuazione alla legge 67/2014 in materia di pene detentive non carcerarie oltre ad alcune specifiche indicazioni espresse dalle Commissioni parlamentari.
Il principio alla base delle nuove norme prevede che quando l’offesa sia tenue e segua ad un comportamento non abituale lo Stato possa demandare alla sede civile la relativa tutela. La risposta sanzionatoria dovrà quindi tener conto dell’entità dell’offesa, delle circostanze del fatto, della personalità dell’autore e della natura del bene tutelato.
Due sono i criteri sui quali deve incardinarsi il giudizio di “particolare tenuità del fatto”, secondo il primo comma del nuovo art. 131 bis c.p.:
  • la particolare tenuità dell’offesa, che implica una valutazione sulle modalità della condotta e l’esiguità del danno o del pericolo;
  • la non abitualità del comportamento dell'autore (che non deve essere un delinquente abituale, professionale o per tendenza, né aver commesso altri reati della stessa indole).
Solo a seguito di un accertamento rigoroso di tali condizioni da parte del giudice, lo Stato rinuncerà ad applicare una pena per attuare una tutela risarcitoria e/o restitutoria tipicamente civile.
Il provvedimento prevede inoltre che il giudice, nel valutare il fatto, oltre ai rigorosi limiti normativi, debba tenere conto le istanze della persona offesa e dello stesso indagato o imputato, le cui contrapposte ragioni devono emergere nella dialettica procedimentale, tanto in fase di contraddittorio sulla eventuale richiesta di archiviazione quanto nella fase dibattimentale.
Nel decreto legislativo vengono infine introdotte le modifiche necessarie ai fini dell’iscrizione in un apposito casellario giudiziario dei provvedimenti in materia di particolare tenuità del fatto.
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ELECTION DAY
Disposizioni urgenti per lo svolgimento contemporaneo delle elezioni regionali ed amministrative (decreto legge)
Il Consiglio dei Ministri su proposta del Ministro degli Interni, Angelino Alfano, ha approvato un decreto legge che, al fine di consentire lo svolgimento di tutte le consultazioni elettorali in un’unica data (election day), interviene sistematicamente per flessibilizzare l’arco temporale entro il quale può realizzarsi la condizione per lo svolgimento in forma abbinata di tutte le elezioni stabilendo, con riguardo alle elezioni regionali, che la loro celebrazione può avvenire nella prima domenica successiva a 60 giorni dalla scadenza di mandato. La prima domenica utile risulta essere il 31 maggio 2015, pertanto la norma interviene stabilendo che l’elezione può essere celebrata anche nella prima domenica successiva alla scadenza del predetto termine dei 60 giorni.
Infatti, nella primavera prossima si svolgeranno sia le elezioni per il rinnovo dei presidenti e dei consigli di 7 regioni a statuto ordinario (Veneto, Liguria, Toscana, Marche, Umbria, Campania e Puglia), sia il turno annuale di elezioni amministrative che interesserà, nelle 15 regioni a statuto ordinario, 515 comuni. Le elezioni amministrative si devono tenere, per legge, in una domenica compresa tra il 15 aprile e il 15 giugno mentre le elezioni regionali, secondo quanto stabilito dalla Legge di Stabilità 2015, devono avere luogo “non oltre i sessanta giorni successivi al termine del quinquennio” . La norma di flessibilizzazione interviene considerato il fatto che le elezioni degli organi elettivi regionali si sono svolte domenica 28 marzo 2010 (con scadenza del mandato 27 marzo 2015), e  che entro il 27 maggio 2015 non risulta possibile individuare una data idonea per la coincidenza del primo o secondo turno con Festività religiose cristiane o ebraiche (Pasqua, Pentecoste), con festività civili (Anniversario della Liberazione, Festa del Lavoro) o con altre ricorrenze rilevanti ai fini dell’affluenza al voto (Adunata annuale degli Alpini).
Il Consiglio dei Ministri invita quindi le Regioni a voler indire i rinnovi dei Consigli regionali nella stessa data individuata per le elezioni amministrative.
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RATIFICHE DI ACCORDI EUROPEI
Ratifica ed esecuzione dell’Accordo di associazione tra l’Unione europea e la Comunità europea dell’energia atomica con l’Ucraina (disegno di legge)
Il Consiglio dei Ministri su proposta del Ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, Paolo Gentiloni, ha approvato  - come prospettato dal Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, al Presidente della Repubblica Ucraina, Petro Poroshenko, nel corso della visita a Kiev del 4 marzo scorso - un disegno di legge di ratifica ed esecuzione dell’Accordo di associazione tra l’Unione europea e la Comunità europea dell’energia atomica con l’Ucraina.
L’Accordo di Associazione prevede l'approfondimento dei rapporti politici ed economici fra UE ed Ucraina - in vista di una graduale integrazione del Paese nel mercato interno dell'Unione, attraverso la creazione di un'Area di Libero Scambio Ampia e Approfondita - e  contempla una più stretta cooperazione in materia di dialogo politico, diritti umani e libertà fondamentali, giustizia, sicurezza, sviluppo sostenibile, finanza pubblica, stabilità macroeconomica, affari sociali, energia e rafforzamento strutturale delle istituzioni amministrative ucraine, che devono garantire l'effettivo ed efficace funzionamento dell'Accordo stesso.
Il Consiglio dei Ministri ha altresì approvato il disegno di legge di associazione tra l’Unione europea e la Comunità europea dell’energia atomica e i loro Stati membri e la Repubblica di Moldova.
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STATO DI EMERGENZA PER L’EMILIA ROMAGNA
Il Consiglio dei Ministri ha dichiarato lo stato d’emergenza in conseguenza delle avversità atmosferiche di eccezionale intensità che hanno colpito il territorio della Regione Emilia-Romagna nel giorni dal  4 al 7 febbraio 2015.
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COMMISSARI CONSOB
Il Presidente Matteo Renzi ha informato il Consiglio dei Ministri che a partire da lunedì 16 marzo 2015, verrà avviata la ricerca e la selezione di candidati per i posti attualmente vacanti di Commissari della Consob.
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NOMINA DEL COMMISSARIO ALLA SANITÀ NELLA REGIONE CALABRIA
Il Consiglio dei Ministri ha conferito a Massimo SCURA l’incarico di commissario ad acta, per l’attuazione del  vigente  Piano di rientro dai disavanzi del settore sanitario della Regione Calabria, a norma dell’articolo 2, comma 84-bis, della legge 23 dicembre 2009, n. 191, come modificato dal  comma 569 della legge 23 dicembre 2014, n.190. Andrea URBANI è stato altresì confermato nell’incarico di sub commissario.
È intervenuto il Presidente della Regione Gerardo Mario Oliverio.
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NOMINE
Il Consiglio dei Ministri ha deliberato:
su proposta del Ministro dell’interno, Angelino Alfano:
  • la nomina a Dirigente generale di Pubblica sicurezza dei dirigenti superiori della Polizia di Stato:Enzo CALABRIAAlberto INTINIAntonio DE IESUAngelo SANNASandro LOMBARDI,Massimo D'AMBROSIO e Giuseppe GUALTIERI;
  • il collocamento in posizione di disponibilità dei dirigenti di Pubblica sicurezza di Leonardo LA VIGNA e Vincenzo Pietro CARELLA;
su proposta del Ministro della difesa, Roberta Pinotti:
  • conferimento dell'incarico di Vice Comandante generale dell’Arma dei carabinieri al generale di Corpo d’armata della medesima Arma Vincenzo GIULIANI.
Su proposta del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Maurizio Lupi:
  • conferimento dell’incarico di Presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici a Francesco MUSCI, dirigente di prima fascia dei ruoli del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
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LEGGI REGIONALI
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