martedì 17 novembre 2015

Brunetta: Parigi, “Europa passiva davanti a Isis, unica decisione presa contro Russia”

Brunetta: Parigi, “Europa passiva davanti a Isis, unica decisione presa contro Russia”


“Noi perciò abbiamo posto e porremo, in sede parlamentare, delle esigenze precise. Esse nascono innanzitutto da un giudizio: lo Stato Islamico è il cancro, il male assoluto. Va sradicato ovunque si annidi”.
Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, intervenendo in Aula a Montecitorio dopo l’informativa urgente del governo in relazione ai gravissimi attentati di Parigi.
“Questa azione però richiede leadership, questo cancro richiede leadership per essere combattuto e vinto. Ma l’Europa oggi non è protagonista di nulla. L’Europa lascia fare al terrorismo islamico. Lascia fare all’America di Obama che di volta in volta decide se intervenire o non intervenire. Per troppe volte abbiamo lasciato fare all’America, anche venendo meno ai nostri doveri. Lascia che l’immigrazione clandestina voluta e determinata dallo Stato islamico ci invada”.
“L’unica decisione di politica estera di un qualche significato presa dall’Europa è stata quella di farci del male da soli colpendo la Federazione Russa con le sanzioni. Questo non vuol dire acquiescenza nei confronti di quanto avvenuto in Ucraina, in Crimea. Ma non era quella la risposta in questo momento di crisi, in questo stato della pace o della guerra del mondo”
“L’Europa è stata impotente, inutile, passiva davanti all’Isis”, ha sottolineato Brunetta.

Brunetta: Parigi, “Italia promuova rinuncia Ue a sanzioni contro Russia”

Brunetta: Parigi, “Italia promuova rinuncia Ue a sanzioni contro Russia”


“L’Europa deve tornare ad essere protagonista. Protagonista per favorire il formarsi di una coalizione internazionale efficace. Ma dev’essere un’Europa forte, un’Europa che cresce, un’Europa non divisa tra cicale e formiche, tra chi deve fare i compiti a casa e chi dice quali sono i compiti che gli altri devono fare. Deve essere un’Europa solidale, deve essere un’Europa aperta”.
Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, intervenendo in Aula a Montecitorio dopo l’informativa urgente del governo in relazione ai gravissimi attentati di Parigi.
“L’Italia, il nostro Paese, il nostro presidente del Consiglio, hanno il dovere forte di essere i catalizzatori della buona volontà del fare tra Est e Ovest, senza sudditanze verso nessuno. Con quella capacità di dialogo che da De Gasperi a Craxi a Cossiga ad Andreotti e a Berlusconi hanno caratterizzato la politica estera dell’Italia repubblicana”.
“Chiediamo, fuori dalla retorica, fuori dalle chiacchiere, un primo grande fatto a valenza politico-strategica e anche simbolica: che l’Italia promuova la rinuncia unilaterale dell’Europa alle sanzioni contro la Federazione russa. Questo avrebbe un significato straordinario in questo momento”.
“Noi abbiamo bisogno di un fatto fondante come questo per ridare leadership all’Europa. A questa condizione siamo disponibili a una partecipazione piena alle iniziative del governo contro il terrorismo, ma basta retorica, basta risposte burocratiche ministro Alfano, basta egoismi, basta miopie, in Italia come in Europa”.
“Ritroviamo tutti insieme lo spirito di lotta per la libertà, per la nostra libertà”, ha concluso Brunetta.

domenica 15 novembre 2015

LE LEGGE DI STABILITA' 2016




















































Il Consiglio dei ministri si è riunito, giovedì 15 ottobre 2015,
 alle ore 13.15 a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente
 del Consiglio dei ministri Matteo Renzi. Segretario il 
Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri
 Claudio De Vincenti.












*****

























                            












                      LEGGE DI STABILITÀ 2016















Disposizioni per la formazione del bilancio annuale 

e pluriennale dello Stato (disegno di legge)































Il Consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge recante disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge di Stabilità 2016). Una manovra finanziaria di 26,5 miliardi di euro, che potrà aumentare fino a 29,5 miliardi in base all'accoglimento o meno della richiesta, avanzata alla Ue, di utilizzare uno 0.2% di spazio di patto in più per la “clausola migranti”. La Legge di Stabilità 2016 prosegue il piano di taglio delle tasse, avviato lo scorso anno, intensifica la lotta contro la povertà e la tutela delle fasce più deboli della popolazione, procede con la spending review. Qui di seguito i punti principali della legge:
ELIMINAZIONE AUMENTI ACCISE E IVA - Vengono totalmente disattivate per il 2016 le clausole di salvaguardia previste dalle precedenti disposizioni legislative per un valore di 16,8 miliardi. Di conseguenza non ci saranno aumenti di Iva e Accise.
TASI-IMU -  L’imposta sulla prima casa viene abolita per tutti per una riduzione fiscale complessiva pari a circa 3,7 miliardi. La Tasi viene abolita anche per l’inquilino che detiene un immobile adibito ad abitazione principale.
IMU AGRICOLA – Vengono esentati dall’Imu tutti i terreni agricoli – montani, semi-montani o pianeggianti - utilizzati da coltivatori diretti, imprenditori agricoli professionali e società. L’alleggerimento fiscale per chi usa la terra come fattore produttivo è pari a 405 milioni.
COMPENSAZIONI AI COMUNI – I Comuni saranno interamente compensati dallo Stato  per la perdita di gettito conseguente alle predette esenzioni di Imu e Tasi su abitazione principali.
PATTO STABILITÀ COMUNI – Le nuove regole consentiranno ai Comuni che hanno risorse in cassa di impegnarle per investimenti per circa 1 miliardo nel 2016. In aggiunta sarà consentito lo sblocco di pagamenti di investimenti già effettuati (e finora bloccati dal Patto) a condizione che i comuni abbiano i soldi in cassa.
IMU IMBULLONATI -  Gli imbullonati non saranno più conteggiati per il calcolo delle imposte immobiliari per un alleggerimento fiscale pari a  530 milioni di euro.
IRAP IN AGRICOLTURA E PESCA  – Dal 2016 viene azzerata.
AMMORTAMENTI - La misura è volta a incentivare gli investimenti in beni strumentali nuovi (a partire dal 15 ottobre 2015 e fino al 31 dicembre 2016) attraverso il riconoscimento di una maggiorazione della deduzione ai fini della determinazione dell’Ires e dell’Irpef. La maggiorazione del costo fiscalmente riconosciuto è del 40% portando al 140% il valore della deduzione.
IRES -  Si ridurrà del 3,5%, dall’attuale 27,5% al 24%, a partire dal 2017, con uno sgravio di 3,8 miliardi nel primo anno che arriverà a circa 4 miliardi dall’anno successivo. Si potrà anticipare di un anno l’entrata in vigore della riduzione dell’aliquota qualora le istituzioni europee accordino la ‘clausola migranti’.
PROFESSIONISTI E IMPRESE DI PICCOLE DIMENSIONI – La norma viene modificata per ampliare l’accesso al regime fiscale forfettario di vantaggio . La soglia di ricavi per l’accesso a tale regime viene aumentata di 15.000 euro per i professionisti (portando così il limite a 30.000 euro) e di 10.000 euro per le altre categorie di imprese. Viene estesa la possibilità di accesso al regime forfettario ai lavoratori dipendenti e pensionati che hanno anche un’attività in proprio a condizione che il loro reddito da lavoro dipendente o da pensione non superi i 30.000 euro. Per le nuove start up viene previsto un regime di particolare favore con l’aliquota che scende dall’attuale 10% al 5% applicabile per 5 anni (anziché 3 anni). In attesa di una riforma strutturale sulla fiscalità delle società di persone, aumenta la franchigia di deduzione IRAP per questa tipologia di imprese da 10.500 a 13.000 euro.
ASSUNZIONI -  Anche per le nuove assunzioni a tempo indeterminato effettuate nel 2016 è prevista una agevolazione attraverso la riduzione dei contributi al 40% per 24 mesi, misura che complessivamente porta a un alleggerimento pari a 834 milioni nel 2016 per salire a 1,5 miliardi nel 2017.
BONUS EDILIZIA – Viene aumentata dal 36% al 50% la detrazione sulle spese sostenute per le ristrutturazioni edilizie, confermando l’attuale livello di agevolazione. La detrazione viene mantenuta anche per l’acquisto dei mobili e di grandi elettrodomestici.  Si conferma al 65% il cosiddetto ‘ecobonus’, la detrazione sulle spese per gli interventi di riqualificazione energetica degli immobili.
CONTRATTAZIONE DECENTRATA – Sulla quota di salario di produttività, di partecipazione agli utili dei lavoratori o di welfare aziendale derivante dalla contrattazione aziendale si applica l’aliquota ridotta del 10% con uno sgravio fiscale complessivo di 430 milioni nel 2016 che sale a 589 negli anni successivi. Il bonus avrà un tetto di 2.000 euro (estendibile a 2.500 se vengono contrattati anche istituti di partecipazione) e sarà utilizzabile per tutti i redditi fino a 50.000 euro.
CANONE RAI – Si riduce dagli attuali 113,50 a 100 euro. Si pagherà attraverso la bolletta elettrica della casa di abitazione. Restano in vigore le attuali esenzioni.
CONTANTE - La soglia per i pagamenti in contanti sale da 1.000 a 3.000 euro.
COOPERAZIONE – Crescono i fondi per la cooperazione internazionale: 120 milioni nel 2016.
SOSTEGNO AI PIU’ DEBOLI – 90 milioni nel 2016 per la Legge sul “Dopo di noi” per sostenere persone con disabilità al venir meno dei familiari. Rifinanziamento del Fondo per la non autosufficienza per un totale di 400 milioni di euro.
SEMPLIFICAZIONI FISCALI - Si anticipa di un anno la semplificazione delle sanzioni amministrative in campo fiscale. Le imprese si vedranno subito rimborsare l’IVA per i crediti non riscossi, senza dover aspettare la fine delle procedure concorsuali. Si permette lo scioglimento delle società di comodo.
CONTRASTO ALLA POVERTÀ – Viene istituito presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali il ‘Fondo per la lotta alla povertà e all’esclusione sociale’ al quale è assegnata la somma di 600 milioni di euro per il 2016 e di un miliardo a decorrere dal 2017. Il Fondo finanzierà la legge delega sulla povertà che verrà approvata come collegato alla legge di stabilità. Parte la prima misura strutturale contro la povertà, che sarà prioritariamente rivolta alle famiglie povere con minori a carico. Viene poi istituito, in via sperimentale, un altro fondo finalizzato a misure di sostegno contro la povertà educativa, alimentato da versamenti effettuati dalle fondazioni bancarie. Attraverso questa seconda iniziativa si rendono disponibili ulteriori 100 milioni l’anno.
PENSIONATI – Aumenta la “no tax area”, ossia la soglia di reddito entro la quale i pensionati non versano l’Irpef. Per i soggetti sopra i 75 anni si passa dall’attuale soglia di 7.750 euro a 8.000. euro, sostanzialmente lo stesso livello previsto per i lavoratori dipendenti.  Per i pensionati di età inferiore ai 75 anni la “no tax area” aumenta da 7.500 euro a 7.750 euro.
SALVAGUARDIA PENSIONI – Viene prevista la settima operazione di “salvaguardia” a favore dei soggetti in difficoltà con il lavoro e che non hanno ancora maturato i requisiti della legge Fornero per accedere al pensionamento. Per finanziare la settima ‘salvaguardia’ si spendono le risorse non utilizzate nelle precedenti salvaguardie chiuse.
OPZIONE DONNA – Il regime sperimentale per le donne che intendono lasciare il lavoro con 35 anni di contributi e 57-58 anni di età (e la pensione calcolata con il metodo contributivo) viene esteso al 2016, anno in cui devono essere maturati i requisiti.
PART TIME – La norma è finalizzata ad accompagnare i lavoratori più anziani al pensionamento in maniera attiva. Si potrà chiedere il part time ma senza avere penalizzazioni sulla pensione perché lo Stato si farà carico dei contributi figurativi. Il datore di lavoro dovrà corrispondere in busta paga al lavoratore la quota dei contributi riferiti alle ore non prestate, che si trasformeranno quindi in salario netto.
CATTEDRE UNIVERSITARIE DEL MERITO – 500 nuovi professori saranno selezionati sulla base del merito tra i migliori cervelli, all’estero o “in trappola” in Italia, in settori strategici per il futuro del Paese. Per tale misura sono previsti 40 milioni per il prossimo anno e 100 milioni dal 2017.
GIOVANI RICERCATORI – All’assunzione di 1.000 nuovi ricercatori vengono destinati 45 milioni nel 2016, che salgono a 60 milioni nel 2017 e a 80 milioni nel 2018.
SPECIALIZZANDI MEDICI – 6.000 borse (ogni anno) per gli specializzandi medici, per assicurare qualità e prospettiva al sistema sanitario nazionale.

IMPEGNI

VOCE
AMMONTARE
ELIMINAZIONE CLAUSOLE SALVAGUARDIA
16.800
ABOLIZIONE TASSA PRIMA CASA
3.700
ABOLIZIONE IMU AGRICOLA
400
ABOLIZIONE TASSA SU IMBULLONATI
500
PACCHETTO ENTI LOCALI
1.200
CONTRASTO POVERTA’ E ALTRE MISURE SOCIALI
700 + 400
PACCHETTO SVILUPPO (ammortamenti + contrattazione aziendale)
600
SGRAVI CONTRIBUTIVI ASSUNZIONI
800
CULTURA E MERITO
250
TERRA DEI FUOCHI
150
COOPERAZIONE SVILUPPO
120
PUBBLICO IMPIEGO
200
altro
680
TOTALE
26.500


(anticipo taglio Ires + edilizia scolastica)
3.100
NUOVO TOTALE
29.600

RISORSE

VOCE
AMMONTARE
FLESSIBILITA’ UE
14.600
VOLUNTARY DISCLOSURE
2.000
IMPOSTA SUI GIOCHI
500
GIOCHI (NUOVE GARE)
500
SPENDING REVIEW
5.800
ULTERIORI EFFICIENTAMENTI
3.100
TOTALE
26.500


(Clausola migranti)
3.100
NUOVO TOTALE
29.600
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Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2015 e bilancio pluriennale per il triennio 2015-2017 (disegno di legge)

Il Consiglio dei ministri ha inoltre approvato il disegno di legge riguardante bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2016 e il bilancio per il triennio 2016-2018.
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Il Consiglio dei ministri è terminato alle 14.50.

Dichiarazione dei leader UE sugli attacchi di Parigi

Dichiarazione congiunta dei Capi di Stato e di Governo e dei leader delle Istituzioni UE sugli attacchi terroristici di Parigi

14 Novembre 2015
L’Unione Europea è profondamente scioccata ed in lutto a seguito degli attacchi terroristici di Parigi. Si tratta di un attacco contro tutti noi. Affronteremo insieme questa minaccia con tutti i mezzi necessari ed assoluta determinazione.
La Francia è una Nazione grande e forte. I suoi valori di libertà, uguaglianza e fraternità hanno ispirato e continuano ad ispirare l’Unione Europea. Oggi siamo uniti al popolo ed al Governo francese. Questo spregevole atto terroristico otterrà il risultato opposto rispetto a quello prefissato, ossia di dividere, di incutere paura e di seminare odio.
Il bene è più forte del male. Ciò che può essere fatto a livello europeo per assicurare la sicurezza della Francia verrà fatto. Faremo ciò che è necessario per sconfiggere l’estremismo, il terrorismo e l’odio.
Noi Europei ci ricorderemo tutti del 13 novembre 2015 come di un giorno di lutto europeo. Tutti gli Europei sono invitati ad unirsi ad un minuto di silenzio in memoria delle vittime a mezzogiorno di lunedì 16 novembre.

mercoledì 14 ottobre 2015

CITTADINANZA, MELONI: SINISTRA SVENDE IDENTITÀ ITALIANA, FDI RACCOGLIERÀ FIRME PER REFERENDUM ABROGATIVO



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«La geniale soluzione della sinistra per integrare gli immigrati: regalare la cittadinanza e svendere la nostra identità, la nostra storia e la nostra cultura. Per noi la cittadinanza non può essere un automatismo, ma una scelta che deve essere richiesta e celebrata. Diventare cittadino italiano non può essere un fatto burocratico, ma un atto d’amore. Per questo, Fratelli d’Italia ha votato contro la proposta di legge approvata oggi dalla Camera e raccoglierà le firme per cancellarla con un referendum abrogativo».E' quanto scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

“La riforma della cittadinanza legalizza lo schiavismo, l’illegalità commerciale, la desertificazione del nostro apparato produttivo. La comunità cinese, quella africana, indiana, pakistana di Prato e di Firenze che hanno distrutto le nostre piccole e medie imprese ringraziano il presidente del Consiglio. Questo governo e questa maggioranza stanno mettendo in ginocchio i nostri imprenditori e lavoratori questa proposta, una sanatoria vera e propria, darà l’ennesimo colpo ferale alla nostra economia. Del resto, da parte di Renzi,  che quando era presidente della Provincia di Firenze e poi sindaco di Firenze, non ha fatto nulla per contrastare l’invasione orientale, non ci si poteva aspettare qualcosa di diverso”. È quanto dichiara il deputato di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale Achille Totaro


IUS SOLI, MOLLICONE: RENZI RAZZISTA. DISTRUGGE IDENTITÀ ITALIANA.

“La superficialità di Renzi rispetto alle dinamiche demografiche e di integrazione ha creato un altro mostro giuridico. Con l’approvazione alla Camera dello “ius soli” si sancisce che chiunque, da qualsiasi nazione provenga, possa diventare italiano senza integrarsi, crescere e amare la nostra terra. È anche il modo con cui una sinistra in crisi di consenso cerca di crearsi nuovi elettorati tra gli immigrati organizzati e gestiti dai sindacati. Questo “razzismo” contro l’identità italiana favorisce la destrutturazione della nostra società e cultura nella creazione di un indistinto melting pot mondiale.
Ci mobiliteremo, da subito, contro questa legge assurda che disintegra il valore dell’appartenenza nazionale. La cittadinanza italiana deve essere “meritata” da chi si è integrato, studia e vive qui con la sua famiglia lavorando onestamente. Questa è vera integrazione come ha dimostrato, ad esempio,  la comunità filippina che si è integrata perfettamente “.
FEDERICO MOLLICONE, RESPONSABILE COMUNICAZIONE FDIAN

sabato 10 ottobre 2015

DISCORSO DI PUTIN ALL'ASSEMBLEA DELL'ONU

- Discorso di Vladimir Putin alla 70°Assemblea
 delle Nazioni Unite -  28.9.2015
Dal sito del Console Onorario di Napoli della Federazione Russa, riprendiamo e pubblichiamo i passaggi più importanti del discorso dei Vladimir Putin alla 70°Assemblea delle Nazioni Unite

“Il settantesimo anniversario delle Nazioni Unite è una buona occasione per fare il punto della situazione sul passato e parlare del nostro comune futuro.
Nel 1945 i paesi che sconfissero il nazismo collaborarono insieme per ricostruire le solide fondamenta dell’ordine mondiale successivo alla seconda guerra mondiale. Lasciatemi ricordavi che le decisioni chiave sui principi che rivestono questa cooperazione e la creazione delle Nazioni Unite furono prese nel nostro paese, a Yalta, all’ incontro dei capi della coalizione contro Hitler.
Il sistema di Yalta è nato in travaglio. E’ nato al costo di milioni di vittime e due guerre mondiali che hanno spazzato il pianeta nel ventesimo secolo. Siamo onesti: le Nazioni Unite hanno aiutato l’umanità durante tempi difficili, eventi drammatici, negli ultimi 70 anni. Hanno salvato il mondo da sconvolgimenti di larga scala (....).
Le Nazioni Unite sono uniche nella rappresentazione di legittimità e universalità. Sappiamo tutti che dopo la fine della Guerra Fredda, ne siamo tutti coscienti, è apparso un singolo centro di dominazione mondiale.Coloro che si trovarono ai vertici della piramide furono tentati di pensare che, se erano così forti e eccezionali, ne sapevano di più, e non dovevano più confrontarsi con le Nazioni Unite che, invece di autorizzare e legittimare automaticamente le decisioni necessarie, spesso creavano ostacoli, o, per così dire, erano d’intralcio.
Il mondo sta cambiando e le Nazioni Unite devono adattarsi a questa trasformazione naturale. La Russia è sempre pronta a lavorare assieme ai suoi interlocutori sulla base di un largo consenso; tuttavia consideriamo i tentativi di minare la legittimità di altre nazioni come estremamente pericolosi. Simili tentativi potrebbero portare al collasso dell’intera architettura delle relazioni internazionali: non ci sarebbero più regole se non quella della forza.
Un mondo dominato dall’ egoismo invece del lavoro collettivo, un mondo sempre più caratterizzato da direttive invece che uguaglianza. Ci sarebbe meno democrazia genuina e libertà, sarebbe un mondo dove veri stati indipendenti sarebbero rimpiazzati da protettorati e territori controllati dall’ esterno.
Che cos’è dunque la “sovranità nazionale”? Come menzionato dai miei colleghi prima di me, è la libertà, la libertà per ogni persona, nazione o stato di scegliere il proprio destino. Lo stesso vale per la questione della legittimità dell’autorità di stato. Non si dovrebbe giocare con le parole o manipolarle, ogni termine dovrebbe essere chiaro e trasparente per la legge internazionale, dovrebbe avere un criterio uniformemente comprensibile.
Siamo tutti diversi e dovremmo rispettarlo. Nessuno ha l’obbligo di adeguarsi ad un singolo modello di sviluppo che qualcun’altro ha riconosciuto una volta per tutte come l’unico adeguato. Dovremmo ricordarci tutti cosa ci ha insegnato il passato, ricordarci anche episodi passati della storia dell’Unione Sovietica, esperimenti sociali esportati per ottenere cambiamenti politici in altri paesi basati su preferenze ideologiche hanno spesso condotto a tragiche conseguenze e degradazione invece che progresso.
Sembra, nonostante questo, che invece che imparare dagli sbagli degli altri, tutti stiano ripetendoli. Ecco così che l’esportazione di rivoluzioni, questa volta cosiddette democratiche, continua. Sarebbe sufficiente osservare la situazione in Medio Oriente e in Nord Africa. Certamente i problemi politici e sociali nella regione si sono accumulati da tanto tempo e la popolazione desiderava cambiamenti.
Ma cosa è successo alla fine? Invece di portare riforme, un’aggressiva interferenza straniera ha prodotto una distruzione flagrante di istituzioni nazionali e la distruzione della vita stessa. Invece del trionfo della democrazia e del progresso abbiamo ottenuto la violenza, la povertà e un disastro sociale. E a nessuno importa nulla dei diritti umani, incluso il diritto alla vita.
Non posso che chiedere a coloro che hanno causato questa situazione: vi rendete conto adesso di ciò che avete fatto? Ho tuttavia il timore che nessuno mi risponderà. Infatti, politiche basate sulla presunzione, sul credersi eccezionali e godere di impunità, non sono mai state abbandonate. E’ ovvio, ormai, che il vuoto politico creato in alcuni paesi del Medio Oriente e in Nord Africa ha prodotto l’emergere di aree in cui vige l’anarchia: quest’ultime hanno cominciato immediatamente a popolarsi di estremisti e terroristi.
Decine di migliaia di soldati combattono sotto la bandiera del cosiddetto “Stato Islamico”. Tra le sue fila ci sono anche ex soldati iracheni che sono stati lasciati per strada dopo l’invasione dell’Iraq nel 2003. Molte reclute arrivano anche dalla Libia, un paese il cui stato è stato distrutto in palese violazione della risoluzione delle Consiglio delle Nazioni Unite del 1973.
Ora i ranghi degli estremisti sono coadiuvati da membri della cosiddetta opposizione siriana “moderata” sostenuta dai paesi occidentali. Prima vengono addestrati e armati poi defezionano allo Stato Islamico.A parte questo, lo Stato Islamico non è arrivato dal nulla. E’ stato creato come strumento per far leva contro regimi secolari indesiderati. Avendo stabilito una testa di ponte in Iraq e Siria, lo Stato Islamico comincia ad espandersi attivamente in altre regioni. Cerca la dominazione nel mondo Islamico e pianifica di andare ben più distante.
La situazione è più che pericolosa. In queste circostanze è ipocrita e irresponsabile fare dichiarazioni rumorose sul terrorismo internazionale mentre si chiudono gli occhi di fronte ai canali di finanziamento e di sostegno ai terroristi, incluse le pratiche di traffico di droga, petrolio e armi. Sarebbe ugualmente irresponsabile provare a manipolare gruppi di estremisti, provare ad assoldarli per raggiungere i propri obiettivi politici sperando di riuscire a “gestirli” o, in altre parole, liquidarli, più tardi.
A coloro che credono sia possibile vorrei dire: cari signori, senza dubbio state dialogando con persone crudeli e violente, ma non sono in alcun modo primitive. Sono intelligenti quanto voi e non saprete mai chi sta manipolando chi. I recenti dati sui trasferimenti di armi a questa opposizione “moderata” ne sono la prova migliore.
Crediamo che qualsiasi tentativo di giocare con i terroristi, senza parlare di armarli, sia non solo ceco ma anche potenzialmente incendiario. Tutto ciò potrebbe risultare in un incremento drammatico della minaccia terrorista e abbracciare nuove regioni. Specialmente visto che lo Stato Islamico addestra i propri soldati in vari paesi, inclusi paesi europei.
Sfortunatamente la Russia non è una eccezione. Non possiamo permettere a questi criminali che conoscono l’odore del sangue di tornare a casa e continuare le loro malefatte. Nessuno lo desidera, non è vero?
La Russia è sempre stata decisa e consistente nell’ opporsi al terrorismo in tutte le sue forme. Oggi diamo assistenza militare e tecnica sia in Iraq che in Siria, dove stanno combattendo gruppi terroristi. Pensiamo sia un enorme sbaglio rifiutarsi di collaborare con il governo siriano e le sue forze armate che stanno combattendo il terrorismo con valore, faccia a faccia. Dovremmo poi riconoscere che nessuno tranne le forze armate del Presidente Assad e le milizie curde stanno combattendo veramente lo Stato Islamico e le altre organizzazioni terroristiche in Siria.
Cari colleghi,
Devo notare che l’approccio diretto che la Russia ha avuto è stata oggetto di pretesto per accusarla di crescenti ambizioni (come se coloro che sostengono tutto ciò non ne avessero affatto). Comunque, non riguarda le ambizioni della Russia ma il riconoscere il fatto che non possiamo più tollerare l’attuale situazione nel mondo.
In sostanza suggeriamo che dovremmo essere guidati da valori comuni e comuni interessi invece che ambizioni. Dobbiamo unire i nostri sforzi per affrontare i problemi che ciascuno di noi fronteggia sulle basi della legge internazionale, e genuinamente creare una larga coalizione internazionale contro il terrorismo.
Simile alla coalizione contro Hitler, questa potrebbe unire una larga porzione delle forze che sono desiderose di resistere con risolutezza a coloro che, come i Nazisti, seminano malvagità e odio per l’umanità.
Naturalmente i paesi musulmani sono invitati a giocare un ruolo chiave nella coalizione, specialmente perché lo Stato Islamico non solo li minaccia direttamente, ma dissacra per giunta una delle più grandi religioni del mondo con crimini sanguinosi. L’ideologia dei fondamentalisti fa una caricatura dell’Islam e perverte i suoi autentici valori umanistici. Vorrei rivolgermi ai capi religiosi dei Musulmani: la vostra autorità e la vostra guida è oggi molto importante. E’ essenziale evitare che la gente reclutata dai fanatici possa prendere decisioni sconsiderate. E quelli che sono già caduti nell’inganno e che, a causa di varie circostanze, si trovano fra i terroristi, devono essere aiutati a trovare la propria strada per una vita normale, deponendo le armi e mettendo fine alla lotta fratricida (...)
Oggi il flusso di persone costrette a lasciare la loro madrepatria ha letteralmente congestionato l’Europa. Ora sono centinaia di migliaia, ma presto potrebbero essere milioni. Di fatto, è una nuova, grande e tragica migrazione di popoli. Ed è una severa lezione per gli Europei.
Vorrei sottolineare: i rifugiati, indubbiamente, hanno bisogno della nostra compassione e del nostro sostegno. In ogni caso, l’unico modo per risolvere questo problema alla radice è ripristinare l’autorità statale dove è stata distrutta, rinforzare le istituzioni governative, provvedere una assistenza globale (militare, economica e materiale) a paesi in una situazione difficile e, certamente, a quei popoli che non abbandonano loro case nonostante tutte le prove.
Naturalmente ogni assistenza a stati sovrani può e deve essere offerta, non imposta, ed esclusivamente e solamente in ossequio alla Carta delle Nazioni Unite. In altre parole, tutto quanto viene fatto e sarà fatto in questo campo, nella misura in cui osserverà le norme del diritto internazionale, meriterà sostegno. Tutto quanto, al contrario, contravverrà la Carta delle Nazioni Unite sarà respinto. Soprattutto credo che sia della massima importanza ripristinare le istituzioni governative in Libia, sostenere in governo dell’Iraq e fornire completa assistenza al legittimo governo della Siria.
Colleghi,
Assicurare la pace e la stabilità regionale globale rimane l’obiettivo chiave della comunità internazionale, con le Nazioni Unite al timone. Crediamo che questo significhi creare uno spazio di sicurezza equa ed indivisibile che non sia tale per pochi, ma per tutti. Si, è un impegno faticoso, difficile e che richiede tempo, ma semplicemente non ci sono alternative.
In ogni caso il costume mentale che richiede di ragionare per blocchi contrapposti del tempo della guerra fredda e il desiderio di esplorare nuove aree geopolitiche è ancora presente fra alcuni dei nostri colleghi. E’ riprovevole che alcuni dei nostri colleghi abbiano fin ora scelto una strada diversa: quella di esplorare nuovi spazi geopolitici.
Prima di tutto hanno continuato la loro politica di espansione della NATO e delle sue infrastrutture militari. In secondo luogo hanno offerto ai paesi dello spazio post sovietico una scelta ingannevole: essere Occidente, o essere Oriente. Prima o poi questa logica di confronto era destinata a produrre una grande crisi geopolitica. Questo è esattamente quanto accaduto in Ucraina, dove il malcontento popolare nei confronti delle autorità al potere è stato strumentalizzato e dove è stato orchestrato dall’esterno un colpo di stato militare che ha prodotto, come risultato, una guerra civile.
Crediamo che solo una piena e leale attuazione degli accordi di Minsk del 12 febbraio 2015 possa porre fine al bagno di sangue e consentire di uscire dal vicolo cieco. L’unità territoriale dell’Ucraina non può essere assicurata con le minacce e la forza delle armi. Quello che serve è una sincera attenzione per gli interessi ed i diritti della gente della regione del Donbass, e rispetto per la loro scelta. Bisogna concordare con loro, come previsto dagli accordi di Minsk, gli elementi chiave del profilo politico del paese. Questi passi garantiranno la crescita dell’Ucraina come paese civile, come un collegamento essenziale nella costruzione di un comune spazio di sicurezza e di cooperazione economica in Europa ed in Eurasia.
Signore e Signori,
ho menzionato volontariamente il comune spazio di cooperazione economica. Non molto tempo fa sembrava che nella sfera economica, con le sue oggettive leggi del mercato, ci saremmo abituati a vivere senza linee divisorie. Che avremmo edificato sulla base di regole trasparenti e concordate, inclusi i principi dell’Organizzazione Mondiale del Commercio, che affermano la libertà di commercio e di investimento in un contesto di libera competizione.
A dispetto di ciò al giorno d’oggi sanzioni unilaterali che aggirano la Carta delle Nazioni Unite sono diventate un elemento quasi fisso del panorama. Oltre a perseguire obiettivi politici, queste sanzioni servono come mezzo per eliminare la concorrenza.
Mi piacerebbe sottolineare un altro segno di crescente “autoreferenzialità economica”. Alcuni paesi hanno scelto di creare associazioni economiche chiuse ed “esclusive”, governate da regole contrattate nei retroscena, al segreto dagli stessi cittadini di quei paesi, dal grande pubblico e della comunità degli affari. Altri stati, i cui interessi potrebbero essere danneggiati, non sono informati di nulla. Sembra che dobbiamo essere per forza messi davanti al fatto compiuto, al cambiamento delle regole in favore di un ristretto gruppo di privilegiati, senza che l’Organizzazione Mondiale del Commercio abbia nulla da obiettare. Questo processo potrebbe sbilanciare completamente il sistema commerciale e disintegrare lo spazio economico globale.
Sono argomenti che toccano gli interessi di tutti gli stati ed influenzano il futuro dell’economia mondiale nel suo complesso. Ecco perché proponiamo di discuterli all’interno delle Nazioni Unite, dell’Organizzazione Mondiale del Commercio e del G20.
Contro la politica di “limitazione”, al Russia propone di armonizzare i progetti economici regionali. Mi riferisco alla cosiddetta “integrazione delle integrazioni” basata su regole di commercio internazionale universali e trasparenti.
Per esempio vorrei menzionare i nostri piani di interconnettere l’Unione Economica Euroasiatica e l’iniziativa cinese della Cintura Economica della Via della Seta. Crediamo ancora che l’armonizzazione dei processi di integrazione fra l’Unione Economica Eurasiatica e l’Unione Europea sia una prospettiva molto promettente (...).
La Russia crede nel grande potenziale delle Nazioni Unite, che dovrebbero aiutarci ad evitare un nuovo confronto globale e impegnarci in una cooperazione strategica. Assieme agli altri paesi, lavoreremo con costanza per rafforzare il ruolo di coordinamento centrale delle Nazioni Unite. Ho fiducia che lavorando assieme faremo del mondo un luogo pacifico e sicuro, e forniremo le condizioni per lo sviluppo di tutti gli stati e le Nazioni.Grazie.
(Tradotto da Sascha Picciotto e Marco Bordoni)